26 maggio 1734: con la battaglia di Bitonto, Carlo di Borbone conquista il Regno di Napoli

di Giovanni Raimondo

Stasera , nella cornice della superba Reggia di Caserta, a partire dalle ore 19.30, si svolgera’ l’evento ” Rosso Vanvitelliano” volto a celebrare la cultura e i fasti del Palazzo Reale piu’ bello del mondo  fortemente voluto da Carlo III  di Borbone  fondatore del Regno di Napoli.

La Reggia di Caserta rappresenta la massima espressione del Regno di Napoli che si costituisce , sotto l’egida di Carlo III di Borbone, in seguito alla battaglia di Bitonto.

Ma procediamo on ordine.

26 maggio 1734: con la battaglia di Bitonto, Carlo di Borbone conquista il Regno di Napoli

Il 700 è un secolo di accordi diplomatici e guerre tra le grandi potenze d’Europa. Carlo di Borbone era figlio di Filippo V e Elisabetta Farnese. Nel 1731, alla morte di Antonio Farnese, i possedimenti di Parma e Piacenza furono ceduti a Carlo di Borbone.

Gli anni in cui Carlo di Borbone prese il possesso del Regno di Napoli, le potenze europee come la Francia, Inghilterra, Spagna, Prussia e Austria si scontrarono per la guerra di successione polacca. La guerra di successione polacca nacque alla morte del Re di Polonia, Augusto II, avvenuta nel 1733. La posizione di Don Carlos si inserì in questi turbolenti avvenimenti. I candidati al trono di Polonia erano Federico Augusto, figlio del defunto re e Stanislao Lecszynski, sostenuto dalla Francia e Spagna. Il primo era sostenuto dalla Prussia e l’Austria e il secondo dalla Francia e Spagna.

Il 26 settembre 1733, Francia e Piemonte stipularono il trattato di Torino in cui si accordò a Carlo di Borbone, il trono del Regno di Napoli e Sicilia, insieme ai presidi di Toscana, ma la Spagna non aderì all’alleanza franco-piemontese in attesa di maggiori concessioni, che ebbe con il trattato dell’Escuriale firmato il 7 novembre 1733, in cui la Francia si impegnava a sostenere tutti i diritti di Carlo di Borbone, compresi quelli del trattato di Siviglia del 1729 che metteva fine anche alla guerra anglo-spagnola. Il Regno di Napoli e Sicilia erano in mano austriaca, rivale dei franco-spagnoli. L’armata spagnola sbarcò a Genova ed era composta da 40.000 uomini comandati da José Carrillo de Albornoz, duca di Montemar. Giulio Visconti, il vicerè di Napoli, sapeva benissimo che il suo esercito era esiguo, quindi usò la tattica del temporeggiatore, ma ordinò al contempo di schierare al Conte Traun, 25.000 alla gola di Mignano. L’esercito spagnolo superò senza difficoltà Acquino e S.Germano, arrivando a Mignano.

A Mignano l’esercito spagnolo si divise in due corpi, sorprendendo il Conte Traun che fuggì precipitosamente a Capua. Il vicerè austriaco intanto si diresse con un corpo militare di 2.000 uomini e un distaccamenti di Venafro verso le Puglie, vicino Bari, a Bitonto dopo la sconfitta di Mignano. Qua aspetta di ricevere aiuti dalla Sicilia e da Trieste, porto dell’Impero Austriaco.

Carlo di Borbone conquista le città eliminando la debole resistenza austriaca , entrando a Napoli il 10 maggio 1734, accolto trionfalmente dalla folla, per la liberazione dal giogo austriaco che dal 1707, teneva sotto-schiavitù il Regno di Napoli e Sicilia. Il 15 maggio 1734, Carlo di Borbone ricevette numerosi documenti importanti, tra cui due lettere che riguardavano la cessione del Regno di Napoli e Sicilia di Filippo V a Carlo di Borbone.

La conquista si era dimostrata fino a quel punto facile perchè l’esercito austriaco era esiguo e la popolazione odiava gli austriaci. La conquista comunque non era terminata, poichè il vicerè era pronto a rimettere in discussione il trono di Napoli, forte dei 10.000 a sua disposizione( 8.000 venuti dalla Sicilia e Trieste). Carlo incaricò il duca di Montemar a scacciare gli austriaci dal Regno di Napoli. Il vicerè decise di tentare la difesa di Terlizzi e Bitonto, città quest’ultima che deteneva anche difese naturali. Fu scelta questa località anche in rapporto al numero di soldati austriaci che erano 10.000. Il primo scontro si ebbe nella notte, interrotto da un violento temporale, ma il giorno 25 maggio, l’esercito spagnolo composto da 14.000 uomini e quello austriaco composto da 10.000, si diedero battaglia furiosamente.

La cavalleria spagnola proveniente da Andria, arginò le manovre della cavalleria austriaca che stava supportando la fanteria austriaca la quale stava sconfiggendo quella spagnola. Durò fino a tarda sera. I superstiti dei reparti austriaci fuggirono a Bari e Bitonto.Il 26 maggio, gli spagnoli minacciarono di distruggere a cannonate le mura di Bitonto e gli austriaci non poterono altro che firmare la resa, avvenuta a Bari. Carlo dopo la presa di Bitonto, nominò Montemar, duca di Bitonto, e fece erigere un obelisco in memoria dell’evento. Montemar voleva punire Bitonto per aver ospitato i reparti austriaci, ma la tradizione locale racconta che la Vergine Maria gli sarebbe apparsa, intimandogli: «Non oltraggiare questa città, poiché essa è la pupilla degli occhi miei ed i cittadini sono figli miei. Io la difenderò!». Fu così, che Bitonto venne risparmiata e la popolazione locale per ringraziare la Vergine Maria, la proclamarono patrona della città. Dopo la caduta di Bitonto, caddero Pescara, Gaeta e Capua, che sono state le ultime città a cadere in mano spagnola.