DI GIOVANNI RAIMONDO
L’uomo ne corso dei secoli ha commesso per i propri scopi atrocità immane, ma ancora non era arrivato a commettere l’atrocità più grave e assurda per adempiere alle teorie di un folle come Hitler, cioè far diventare le persone ritenute “inferiori” dei numeri da poter giocare a proprio piacimento per i loro sporchi progetti. Nel gennaio del 1945, i tedeschi capiscono che l’Armata russa è a pochi passi da Auschwitz, quindi decidono di abbandonare il campo. Il campo di Auschwitz era un grande campo formato da quartieri che erano: Auschwitz I, Birkenau( Auschwitz II) e Monowitz ( Auschwitz III) oltre ai 45 sottocampi. Vicino alla metà di gennaio del 1945, i Russi si stavano avvicinando e il 17 gennaio, i tedeschi recitarono l’ultimo appello generale i cui presenti ammontavano a 68.000, di cui solo 58.000 tra il 18 e il 21 gennaio, intrapresero nel freddo inverno polacco, la marcia chiamata “Marcia della Morte” in direzione della Germania in cui morirono molte persone. Circa 3.000 persone furono uccise perchè deboli e le restanti 7.000 rimasero nel campo, tra cui Primo Levi che aveva il numero di matricola 4517. I tedeschi poi provvidero alla cancellazione di tutte le prove dei crimini compiuti nel campo di concentramento più efficace e vasto d’Europa. Distrussero la maggioranza degli archivi, tutti i registri che contenevano tutti gli arrivi e i decessi, furono bruciate in parte i magazzini e provvidero anche a demolire i crematori. Il 27 gennaio, l’esercito sovietico liberò il campo di Auschwitz, di cui le prime truppe ad entrare dal cancello di filo spinato con su scritto “Arbeit Macht Frei” ( Il lavoro rende liberi) , furono quelle di Antonij Shapiro che egli stesso ricorda:
Nella seconda metà del giorno, entrammo nel territorio del lager passando per le porte principali su cui era affitto il motto avvolto con filo metallico: “Il lavoro rende liberi”. Accedere all’interno delle baracche senza una benda per coprire la bocca e il naso era impossibile. I letti a castello erano disseminati di cadaveri. Da sotto i letti talvolta uscivano scheletri semivivi che giuravano di non essere ebrei. Nessuno osava credere in una possibile liberazione.
Poi entrarono il 1058° Reggimento, facente parte della 322° Divisione fuciliere, successivamente il 472° Reggimento del tenente Vasily Gromadskiy che nel suo diario scrisse:
<< Battaglia per Auschwitz. Incontrati prigionieri nel campo. Una quantità enorme di persone sono state portate in questo posto, incussi i bambini. Dodici vagonate di passeggini sono stati trovati>>.
I Russi si trovarono davanti a loro uno scenario terrificante a cui sopravvissero solo 7.000 persone tra cui 100 bambini. Corsero verso i soldati russi piangendo per la felicità. Due giorni dopo venne mandata la commissione d’inchiesta con lo scopo di cercare prove dei delitti commessi dalle S.S. I sovietici riuscirono nonostante il poco materiale rimasto, a scoprire i progetti e le mappe del campo, riuscendo a individuare in dettagli tecnici relativi all’eliminazione delle persone. I cameramen quando entrarono nel campo dell’orrore, non fecero riprese poichè la maggior parte era ammalata e poi perchè le S.S. addirittura il 21 dicembre 1944 avevano tolto l’elettricità, quindi le baracche non potevano essere perlustrate. Successivamente le divisioni mediche 108 e 322, curarono e fornirono cibo agli ammalati e dopo alcuni giorni , alcune persone vennero portate nelle baracche per far raccontare quello che succedeva. Il racconto che ne è esce è orribile perchè nelle baracche i deportati dormivano anche in sei in un letto. Trovarono 500 persone morte alcuni giorni prima della liberazione. I Russi scoprirono grazie ai racconti delle vittime, che i bambini erano utilizzati come cavie per sperimenti scientifici, quelli fortunati che si salvarono dalle camere a gas, erano costretti a trasportare il carbone dalle 4 di mattina fino alla sera, e le madri erano costrette dai medici nazisti a non allattare i propri figli per vedere quanto tempo resistevano senza cibo. Trovarono anche il zicoplè, un veleno prodotto per la disinfestazione degli insetti e u’altra cosa agghiacciante è che i vestiti, borse o quant’altro appartenente all’abbigliamento era prodotto con pelle umana. Una cosa ripugnante!!!
Ad Auschwitz morirono 1.100.000 milioni di persone di cui il 90% erano ebree, il restante omosessuali, zingari, rom, sovietici ecc.
Queste sono solo alcune delle atrocità che i tedeschi commisero e se oggi possiamo raccontarle al mondo, lo dobbiamo al cameramen Vorontsov. Queste atrocità commesse dai tedeschi devono essere da monito alle future generazioni in modo che questo triste evento non si ripeta mai più.