A Caserta una due giorni per celebrare il ventennale dell’ingresso in Kosovo del contingente italiano

I Bersaglieri della "Garibaldi" furono i primi ad entrare in Kosovo.

CASERTA – Il prossimo 19 e 20 settembre 2019 si svolgeranno in Caserta, le celebrazioni per il ventennale dell’ingresso del Contingente Italiano in Kosovo, avvenuto nel giugno del 1999. La manifestazione aprirà ufficialmente alle ore 16:00 di giovedì, 19 settembre 2019, con la conferenza storica rievocativa che si terrà nei saloni della Reggia di Caserta, tenuta dall’allora Comandante del Contingente Italiano in Kosovo e Comandante della Brigata Bersaglieri “Generale” Generale di Corpo d’Armata (in quiescenza) Mauro DEL VECCHIO.

A corollario della conferenza sarà allestita una mostra video fotografica riferita agli accadimenti di quel periodo. Venerdì 20 settembre 2019, con inizio alle ore 10:00 in Piazza Carlo III^ avrà luogo nel piazzale prospiciente il monumento vanvitelliano, una cerimonia militare alla quale parteciperanno i rappresentanti dei reparti che nel 1999 diedero inizio alla missione.

È prevista la presenza del Capo di Stato Maggiore, Generale di Corpo d’Armata Salvatore FARINA, degli ex Comandanti del Contingente italiano in Kosovo, del Sindaco di Caserta e di altre Autorità locali. Il 10 giugno 1999 le truppe della Nato firmavano un accordo importante con l’allora esercito della Jugoslavia: i serbi si sarebbero ritirati dal Kosovo, facendo entrare nella regione, due giorni dopo, la missione di pace Kfor (Kosovo Force, missione internazionale con il compito di riportare la pace). Era la fine della guerra e del governo di Belgrado sul piccolo vicino balcanico. A nord andranno i francesi.

Ad ovest andranno gli italiani, tra le città di Pec e Djakovica, dove l’Uck potrebbe tentare di entrare se con verranno trovati i giusti accordi. Il centro spetta alla Gran Bretagna con 13mila uomini a disposizione. Il comandante sul campo dell’operazione, il Generale inglese Michael Jackson fisserà il quartier generale a Pristina. Gli Stati Uniti controlleranno la zona est, ai confini tra la Serbia e la Macedonia lungo la direttrice dove da ieri sono cominciati ad affluire i marines.

Infine il sud avrà un comando tedesco. Lo sforzo italiano in questa ulteriore fase della guerra dei Balcani è notevole. E’ stato costituito un gruppo tattico per il Kosovo, il cui comando è affidato alla Brigata Garibaldi, di stanza a Skopje con 2.200 uomini già da settimane. La Garibaldi mise in campo il 131° Reggimento Carri, l’11° Reggimento di Artiglieria, il 18° bersaglieri. In più sarà venne integrata dal 152° Reggimento Fanteria della Brigata Sassari, da un reparto Sanità proveniente da Milano, da un reparto Trasmissioni (Civitavecchia), dal Gruppo squadroni elicotteri del V reggimento Righel (Casarsa della Delizia) e dal Gruppo Bonifica ordigni esplosivi del Genio (Roma). Nella zona italiana c’erano anche 200 Carabinieri chiamati a svolgere compiti di polizia militare e di supporto alla polizia locale. In tutto quasi 5.000 uomini nei quali vanno calcolati gli avieri del 36° Stormo di base a Gioia del Colle.

Venti anni dopo molte cose sono cambiate, ma le ferite del passato non sono dimenticate. Nel corso dell’intervento in Kosovo sono stati cinque i militari che hanno perso la vita nel corso della missione KFOR: il Caporal Maggiore Pasquale DRAGANO, appartenente al Corpo dei Bersaglieri, morto il 24 giugno 1999 a Djakovica, il Caporal Maggiore Samuele UTZERI, che ha perso la vita il 2 aprile 2000 a Pec e, il 2 agosto 2000 il CAPORAL MAGGIORE Luigi NARDONE. Il 9 agosto 2001 il Caporal Maggiore Scelto Giuseppe FIORETTI ed il Caporal Maggiore Dino Paolo NIGRO, del 3° Reggimento Alpini persero la vita cadendo da un elicottero in fase di atterraggio.