AFRAGOLA – Agguato mortale nella giornata di venerdì, 29 marzo 2019, contro il titolare di un noto bar che è stato crivellato di colpi. Si tratterebbe di una esecuzione in pieno stile camorristico. La vittima è Giuseppe Orlando, 51enne, che è deceduto poco dopo l’arrivo all’Ospedale San Giovanni Bosco, ed era il cognato del boss Francesco Favella del clan dei Moccia. I killer hanno sparato numerosi colpi di calibro 9 proprio davanti al bar Vittoria gestito dalla vittima.
Sul posto la scientifica e le forze dell’ordine. Si indaga sul movente dell’agguato mortale, che nelle modalità indicherebbe il coinvolgimento della criminalità organizzata. Torna, dunque, la paura ad Afragola: dopo un periodo di relativa calma. Già lo scorso 18 marzo 2019 un ordigno fu fatto esplodere sul Corso Meridionale, all’altezza del numero civico 60, dove si trova il mini market “Bontà e Tradizioni” e ad appena un mese dall’ultimo attentato.
Il sospetto, in quell’occasione, era che potesse trattarsi di un ennesimo attentato nell’ambito del racket estorsivo, dopo i tanti episodi registrati nelle settimane precedenti, tanto che anche il ministro degli Interni e vice-premier, Matteo Salvini, era dovuto scendere in strada in prima persona per dimostrare la presenza dello stato. La serie di bombe aveva caratterizzato soprattutto il mese di gennaio 2019: l’ultima risaliva allo scorso 24 gennaio, quando un’esplosione davanti alla tabaccheria aveva “chiuso” il periodo degli attentati del racket.
Lo Stato, tuttavia, aveva dato un forte segnale, quando erano scattate le manette per quarantacinque persone, accusate di far parte del clan Moccia e di essere responsabili proprio di diverse estorsioni nell’area nord di Napoli, tra Caivano ed Afragola, ma con zone di dominio anche nel Lazio. Una tappa della “lunga guerra” tra Stato e Camorra, che però è ancora lontana dalla conclusione, come del resto dimostra l’ennesimo attentato contro un esercizio commerciale come quello appena avvenuta contro il minimarket di Afragola.