di GESUALDO NAPOLETANO
CASERTA – Grande affluenza questa mattina all’open day del Liceo “Pietro Giannone” di Caserta.
Una mattinata importante per i ragazzi delle Scuole Secondarie di I grado che si trovano a dover scegliere il percorso di studi da affrontare il prossimo anno scolastico. Un’occasione fondamentale anche per i genitori dei “futuri studenti liceali” che questa mattina hanno appunto potuto constatare la serietà e la professionalità che da sempre mette in campo l’Istituto di Via Giannone, di cui è Dirigente Scolastico la dott.ssa Marina Campanile.
Oltre alla presentazione dell’offerta formativa per l’anno scolastico 2018/19, delle attività laboratoriali svolte all’interno dell’istituto e di tutte le strutture messe a disposizione dei propri studenti per una completa e professionale formazione scolastica, i ragazzi e i genitori che questa mattina si sono prontamente recati all’open day, hanno avuto la possibilità di assistere anche all’eccezionale spettacolo dal titolo “In cornice” ideato dalla prof.ssa Dora Barletta (docente di materie letterarie al Liceo Classico Giannone – Caserta) e messo in atto dai bravissimi studenti del Liceo Classico Giannone.
“La rappresentazione In cornice, – ha spiegato la prof.ssa Barletta – è il frutto di una passione, più che di un’idea. Trasmettere quello che c’è al di là della cornice (un semplice telaio di legno) traduce la volontà di creare un sincretismo, un legame osmotico tra quanto è al di qua della cornice (il nostro splendido pubblico) ma anche il nostro quotidiano trito, opaco e filisteo, spesso fatto di problemi, ansie e lotte di routine; e quanto al di là della cornice si staglia e si epifanizza come la disvelata scoperta del nostro alter ego o, se preferite, dell’antitesi alla realtà oggettiva e razionale: lo spirito, l’inventio, il bello, il classico. Si, il classico. Il genio dell’equilibrio dionisiaco che si contrappone all’apollineo e, oltre la cornice (semplice ma efficace demiurgo di questa fusione che è sintesi hegeliana tra le due parti antitetiche) si disvela e si palesa come scoperta e riscatto della passione e della bellezza. Ma anche di noi stessi”.
Una messa in scena caratterizzata dalla presenza appunto di volti incorniciati quali i traditi e i traditori, le leggi patrie e quelle del cuore, la barbarie e la civiltà, il delitto ed il castigo, la lussuria sfrenata e la composta morale, la follia e la consolazione rassegnata, la cieca obbedienza agli dei e l’amore profano. Il tutto “incorniciato” da musiche scelte ad hoc.
“I volti incorniciati – ha concluso Dora Barletta – escono dalla cornice e provano a catturare lo spettatore. Anche la scelta delle musiche è stata importantissima. Un equilibrio perfetto tra il costume e la musica”.