DI MARIANNA PISANTE
ALATRI – FROSINONE. È morto Emanuele Morganti, il ventenne di Alatri massacrato a calci, pugni e sprangate per difendere la fidanzata nella notte tra venerdì e sabato nella piazza centrale della città. Emanuele è stato picchiato a morte e infine colpito alla testa con una chiave inglese o forse un dissuasore di parcheggio che si trovava al di fuori del Miro Music Club di piazza Regina Margherita nel centro storico di Alatri. Qualche apprezzamento di troppo rivolto alla fidanzata di Emanuele avrebbe acceso gli animi. Certo è che all’uscita dal locale, oggi posto sotto sequestro dai carabinieri, Emanuele è stato accerchiato e massacrato. È stato dichiarato clinicamente morto dai medici dell’ospedale Umberto I di Roma ieri pomeriggio e gli organi sono stati donati. Morganti era iscritto all’università ma faceva l’operaio, viveva a Tecchiena, popolosa frazione di Alatri, in provincia di Frosinone. I carabinieri prima e il pm Vittorio Misiti poi hanno ascoltato per un giorno intero oltre 20 persone: nove di loro – tre buttafuori albanesi e uno di Ceccano e cinque giovani del posto – sono sospettati di aver partecipato al pestaggio. Giampiero Velucci, il loro avvocato, nega il coinvolgimento nella rissa. Una telecamera di sorveglianza del Comune avrebbe registrato tutto. Non sono ancora chiari, però, i motivi della causa scatenante della rissa. Intanto gli amici del giovane chiedono “giustizia”. “Un giorno ci rincontreremo. Ma ora giustizia”, scrive un’amica sul suo profilo Facebook. “Non si può morire così”, sottolinea un altro amico del ventenne. E la foto di Emanuele, sorridente e spensierato, compare sui profili di diversi ragazzi della cittadina accompagnata dalla frase “riposa in pace” e dalla richiesta di giustizia.