Alessandro Nunziante – Il generale traditore del regno

Un uomo estroverso, superficiale, presuntuoso, frivolo ed avido di danaro.

Alessandro Nunziante

Messina 30/7/1815 – Napoli 6/3/1881

Generale

Alessandro Nunziante era figlio di Vito, tenente generale.

La carriera del padre inizia nel 1799 e faceva parte oramai della leggenda, da semplice alfiere aveva raccolto intorno a se una nutrita banda di volontari che contribuì in modo sostanziale a liberare il regno dalla presenza dei giacobini.

Ferdinando I lo colmò di onori e Vito Nunziante seppe ricambiare dando prova di valore e di fedeltà fino alla definitiva riconquista del regno nel 1815.

Grazie al padre, Alessandro crebbe quindi in una atmosfera di grande stima da parte del sovrano, che ebbe riguardi pari ad un proprio figlio.

Il 12 novembre 1827 entrò alla Nunziatella.

Nel 1855 fu promosso generale di brigata.

Salito al trono Francesco II l’influenza di Nunziante a corte aumentò paurosamente e il giovane sovrano lo nominò suo aiutante generale, purtroppo Francesco II riponeva in lui, novello Caino, una totale fiducia.

Nunziante fu estroverso, superficiale, presuntuoso, frivolo ed avido di danaro.

Nel marzo 1860 fu promosso maresciallo di campo.

Dopo la perdita della Sicilia ritenne giunto il momento buono per abbandonare il Borbone, prese contatto con esponenti pro savoia per preparare il suo passaggio nell’esercito sardo, chiese le dimissioni dal servizio e vedendo che il re tardava a prenderle in considerazione giunse a chiederle pubblicamente, la cosa fece molto scalpore ma non all’interno dell’esercito dove il generale godeva di nessuna stima.

Lasciò Napoli alla volta di Torino, dove offrì spudoratamente i suoi servigi a Cavour.

Il 15 agosto si recò a Napoli nel tentativo di convincere i comandanti dei battaglioni cacciatori al tradimento, ma fu del tutto inutile,riuscì solo ad ottenere il disgusto dei suoi antichi sottoposto, dovette fuggire notte tempo e rientrare come un cane a Torino.

Persino il suo più fedele collaboratore, il capitano Federico Fiore, smise di ubbidirgli e lo abbandonò, costui sarà tra i più valorosi sui campi del Volturno.

La storia dettagliata del tradimento di Nunziante e i documenti che lo comprovano, tutti firmati da Cavour, sono pubblicati nel diario dell’ammiraglio piemontese Persano.