L’aggiornamento della mappa oncologica regionale, elaborato sulla base dei dati epidemiologici relativi al biennio 2022-2023 forniti dal sistema regionale di sorveglianza e dalla rete dei registri tumori attivi sul territorio, restituisce un quadro complessivo dell’andamento dell’incidenza e della mortalità delle patologie neoplastiche in Campania.
Il report conferma una struttura epidemiologica ormai consolidata, pur evidenziando alcune variazioni significative nei trend regionali. Tra gli elementi di maggiore rilievo emerge il sorpasso del carcinoma prostatico rispetto a quello polmonare nella popolazione maschile. Tra le donne, invece, resta invariata la prevalenza del tumore della mammella, seguito dalle neoplasie del colon-retto e da un progressivo incremento dei casi di tumore polmonare femminile.
Nel complesso, le tre principali forme tumorali continuano a rappresentare circa la metà delle nuove diagnosi registrate, confermando la centralità delle strategie di prevenzione, screening e diagnosi precoce.
Sul fronte della mortalità permane una distribuzione territoriale fortemente disomogenea. La provincia di Caserta continua infatti a registrare valori superiori alla media regionale, soprattutto nella popolazione maschile. Un dato che si inserisce nel più ampio contesto della Terra dei Fuochi e di vaste aree del Casertano, territori segnati da criticità ambientali storiche, fenomeni di contaminazione e processi di bonifica ancora lontani dall’essere pienamente risolutivi.
Sul tema è intervenuto il Segretario generale della CISAL Caserta, Ferdinando Palumbo.
«È la conferma che le nostre battaglie, portate avanti nel tempo, avevano individuato una criticità strutturale. I dati attuali rafforzano infatti l’immagine di territori segnati da emergenze ambientali mai del tutto risolte, che continuano a riflettersi sul benessere delle comunità locali», ha dichiarato Palumbo.
«Diventa quindi imprescindibile superare la politica delle promesse e quella degli interventi inutili e discontinui, costruendo una strategia organica, stabile e realmente incisiva, capace di agire sulle cause del fenomeno e non solo sui suoi effetti. Le bonifiche incomplete o soltanto annunciate non rappresentano una prospettiva accettabile per le future generazioni, alle quali va invece garantito un orizzonte di tutela reale».
Il segretario della CISAL Caserta ha infine sottolineato anche la necessità di difendere il comparto agroalimentare locale: «Al tempo stesso, è fondamentale salvaguardare l’immagine dell’agroalimentare locale, autentica eccellenza e motore di sviluppo del territorio».