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La lunga attesa è finita: la 21esima edizione della Coppa del Mondo – la prima col Var – ha preso il via. Ad aprire le danze davanti agli 80mila dello stadio ‘Luzhniki ‘ di Mosca sono come da tradizione i padroni di casa, favoritissimi nel debutto contro l’Arabia Saudita che – pur avendo vinto 4-2 nell’unico precedente datato 1993 – sulla carta è oggi la “cenerentola” del Girone A completato dall’Uruguay e dall’Egitto dell’acciaccato Salah. Non prima però della Cerimonia inaugurale resa speciale però dalle note della star inglese Robbie Williams, circondato dalle 32 bandiere delle Nazioni partecipanti e affiancato dal soprano Aida Garifullina in una suggestiva mescolanza di tradizione e apertura all’Occidente. Passerella, applausi e pioggia di flash anche per Ronaldo il “Fenomeno”, accompagnato in campo da un bambino che si è tolto lo sfizio di scambiare un passaggio con la mascotte dei Mondiali, prima di lasciare la scena a Gianni Infantino – numero uno della Fifa – e a Vladimir Putin: «Sono felice di accogliervi nel leggendario stadio ‘Luzhniki’, benvenuti» le parole il presidente russo salutato dall’ovazione dei tifosi di casa.
GOLOVIN MIGLIORE IN CAMPO – Ora sì che si può partire davvero e quattro anni dopo la finale vinta dalla Germania al ‘Maracanà’ di Rio de Janeiro contro l’Argentina il mondo torna a fermarsi per seguire un pallone e sognare dietro ai suoi rimbalzi. Nei primi minuti la Russia fa sfogare i sauditi, che cercano di esorcizzare l’emozione e di scrollarsi via ogni timore reverenziale gettandosi subito in avanti. Buoni scambi nello stretto ma poco equilibrio nello sbarazzino 4-2-3-1 scelto dallo spagnolo Pizzi, troppo poco per spaventare la più ordinata formazione di Cherchesov. Un 4-1-4-1 in cui gli occhi sono tutti puntati sul 22enne Aleksandr Golovin, stellina del Cska corteggiato dalla Juventus e dalle grandi d’Europa. Ed è proprio lui al 12′ a sfoderare l’assist per Gazinskiy, che sovrasta Al Jassam e di testa segna il primo gol di questo Mondiale. Perplessa in tribuna autorità l’espressione di Mohammed Bin Salman, principe ereditario saudita che sembra aspettare l’intervento del Var ma alla fine accetta la decisione dell’arbitro argentino Pitana e la stretta di mano offerta da Putin, con Infantino seduto tra i due nei panni del “garante”. Gli arabi provano a reagire ma presentano inevitabilmente il fianco alle ripartenze dei russi, che al 23′ perdono per un problema muscolare Dzagoev ma raddoppiano prima del riposo: è ancora Golovin a ispirare il contropiede finalizzato poi da Cheryshev, entrato al posto dello sfortunato trequartista e bravo a insaccare di sinistro dopo l’assist di Zobnin. — Memorabile è anche il tocco sotto con cui Cheryshev al 43’ manda “al bar” due difensori sauditi, sul passaggio di Zobnin. Dopo il dribbling il giocatore del Villarreal (subentrato a Dzagoev infortunato dopo 20’), scarica sul primo palo il 2-0. GARA CHIUSA — Con la gara in discesa la Russia per un po’ ha controllato, rischiando qualcosa in due occasioni, il ritmo è sceso, i tre supervip in tribuna autorità si sono messi a pensare ad altro. Li ha risvegliati il subentrante Dzyuba, entrato da 1’: ancora di testa, ancora su un cross di Golovin, li ha esaltati ancora Cheryshev con un gran gol d’esterno, li ha salutati il siberiano nel recupero su punizione. I russi si giocheranno con Salah le chanches di passare agli ottavi.