Alla stazione della Città della Reggia i bisogni sono a tempo. Dopo un certo orario devi arrangiarti. Ma la vergogna di chi è?

Alla stazione ferroviaria di Caserta dopo le 21.30 se hai bisogno, sei un maschietto e trovi un muretto isolato sei "O Rrè". E le donne? Ma poi la vergogna di chi dovrebbe essere? Racconto di una domenica sera che poteva "costarci cara".

Metti una sera che aspettiamo un familiare che arriva da Roma alla stazione di Caserta col treno delle 22. Metti che abbiamo fatto una corsa da casa e non abbiamo potuto “annoverare” prima di uscire. “Vabbè tanto alla stazione di Caserta ci sarà sicuramente una toilette pubblica, e dai siamo a Caserta”, abbiamo pensato, e allora siamo andati sul sicuro.

Metti che arrivati alla stazione, all’ultimo respiro, correndo di qua e di la abbiamo incontrato un agente della Polizia Ferroviaria fuori il suo ufficio, che sicuramente già da lontano aveva già inteso quale fosse il nostro intento che ci dice “Dove andate signori!! I bagni sono chiusi dopo le 21.30“.

Metti anche, non ce ne voglia l’agente della PolFer se non gli abbiamo creduto anche se lo abbiamo ringraziato, siamo corsi all’altro capo della stazione di Caserta, pensando tra noi e noi che molto probabilmente “ci ha preso in giro, i bagni ci sono e sono aperti pure”, ma aveva ragione l’agente, e che la salvezza sarebbe stata quella di incontrare “un muretto isolato e poco frequentato”.

Alla stazione della Città della Reggia i bisogni sono a tempo. Dopo un certo orario devi arrangiarti. Ma la vergogna di chi è?
Vespasiano, Imperatore romano

Aveva ragione il poliziotto

Ma nel percorso verso “il sogno del muretto isolato e poco frequentato” incontriamo un dipendente di Ferrovie dello Stato, fuori gli uffici intento a far pausa con una sigaretta, che già da lontano ci scrutava e più che sicuramente aveva già inteso quale fosse il nostro problema.

Convinti dal “ma si dai non è possibile, alla stazione di Caserta una toilette ci deve essere per forza e sarà anche aperta, è pur sempre la Città della Reggia questa“, chiediamo al signore, con la speranza che lui potesse essere davvero la persona caduta dal cielo in quel momento impellente, che ci risponde: “Eh beh avete ragione, dopo le 21.30 qui i bagni chiudono, non c’è n’è per nessuno. Si immagini che alcune volte, sopratutto le persone anziane le facciamo entrare negli uffici e gli permettiamo di usufruire dei nostri bagni“.

Quale economia da turismo? E le Universiadi con tutto quel mare di gente?

E allora, in quel momento, ti passa il bisogno, nella fattispecie evapora, ritorni cosciente, e ti chiedi cosa si intende per economia da turismo e se il turismo ce lo possiamo permettere davvero nella Città della Reggia.

Quale è la percezione che chi di dovere ha di un luogo di ritrovo, luogo di arrivo, luogo di partenze, di permanenze tra un treno e l’altro, luogo di ingresso alla Città della Reggia, che non ha bagni pubblici aperti h24, e solo fino alle 21,30?