Altragricoltura denuncia: tentativo di strumentalizzare la protesta degli agricoltori del 15 febbraio a Roma a fini politico-partitici

Nuova manifestazione il 15 febbraio degli agricoltori. Questa volta c’è da convergere tutti a Roma. Ma a testimoniare una frammentazione non benefica per tutto il movimento spontaneo che in questi giorni sta occupando la scena mediatica con un tema così vitale per tutti, ci saranno sembra due eventi lo stesso giorno a Roma. Al Circo Massimo e’ indetta una manifestazione alle 15 dal CRA (Comitati Riuniti Agricoli) con il leader, ex forcone, Danilo Calvani, anima diversa da “Riscatto Agricolo”. “Ci saranno almeno ventimila persone – dichiara Calvani – un gruppo di nostri trattori partirà in corteo dal presidio di Cecchina e arriveranno nel cuore di Roma, fino a Circo Massimo. Dovrebbero essere una quindicina di mezzi scortati dalle forze dell’ordine”. Calvani preannuncia: “Quella di giovedì sarà solo la prima delle nostre manifestazioni. La nostra protesta andrà avanti”. Aderisce Giuliano Castellino, ex leader di Forza Nuova, condannato in primo grado per l’assalto alla sede della CGIL del 9 ottobre 2021. Un’altra manifestazione e’ indetta a Roma per il 15 febbraio a Piazza Campidoglio, con ritrovo dalle ore 12, da un coordinamento di forze promosso da Altragricoltura e dal Popolo Produttivo (info: https://telodoioilmadeinitaly.it). In preparazione di tale appuntamento iI 12 febbraio alle ore 7.30 circa un gruppo di mezzi di lavoro degli agricoltori casertani muoveranno dal presidio, installato il 10 al termine di una manifestazione, dal Presidio di Santa Maria Capua Vetere per proseguire in corteo lungo le strade alla volta del Mercato Generale di Fondi dove incontreranno gli agricoltori del territorio e ci sarà una conferenza stampa. Il giorno 14 i trattori e i mezzi di lavoro di diverse categorie muoveranno alla volta di Roma per sostenere il documento di rivendicazioni che il 15 sarà formalmente portato a Roma al Parlamento ed al Governo cui sono stati chiesti incontri. “Serve chiarezza – afferma Gianni Fabris di Altragricoltura – Non ci portiamo a Roma per chiedere la caduta del governo, non lo facciamo non perché siamo subalterni a questo governo, ma perché pensiamo che ci serve un governo e spetti agli elettori decidere quale governo debba esserci. Per parte nostra vogliamo delle risposte. L’operazione che viene messa in campo ancora una volta da sedicenti leader del popolo che approfittano del lavoro compiuto dagli altri per tentare di appropriarsi di slogan, parole d’ordine e contenuti sostanzialmente per “fare ammuina” incontra la nostra denuncia e il nostro contrasto, convinti che la democrazia è l’unico mezzo per far valere le ragioni della lotta di agricoltori e cittadini, ragioni che dal “fare ammuina” sarebbero seriamente e colpevolmente anneggiate”. E Maurizio Grosso, segretario generale SIFUS CONFALI , aderendo alla manifestazione in Piazza del Campidoglio, afferma: “Non saranno le caramelle avvelenate rappresentate dal taglio delI’IRPEF per gli agricoltori con reddito sotto i 10 mila euro offerte dal Governo Meloni che fermeranno la protesta dei trattori. Questo messaggio vale anche per i Governi Regionali e sopratutto per Coldiretti, Confragricoltura e Cia che dopo aver tradito gli agricoltori accettando le politiche irrIcevibili che li hanno messi in ginocchio ancora oggi hanno la faccia tosta di andare a sedere ai tavoli istituzionali.Gli agricoltori si rappresentantano da sé!”.