Ancora silenzio su Carditello

Tace ogni voce a quasi due mesi dall’Accordo di Valorizzazione per Carditello. Le istituzioni che lo sottoscrissero non emettono nemmeno un comunicato che racconti lo stato dei fatti. Intanto proseguono, e meno male, i lavori di restauro del fabbricato settecentesco.
Che succede?
Non oso pensare ad accordi sottobanco per soddisfare le solite fameliche clientele. Sarebbe gravissimo, divenendo in breve tempo di pubblico dominio per lo scorno di chi li facesse.
Quali ragioni hanno i sottoscrittori dell’Accordo per non dire nulla?
Il Comune di s. Tammaro avrebbe notevolissimo interesse ad avviare procedure concludenti per il rilancio del suo territorio, su cui, è bene ricordarlo insistono alcune discariche. Quale migliore occasione per capovolgere lo stato attuale! Ma: nulla, nemmeno una voce di corridoio.
Al silenzio del MIBACT siamo abituati: al Ministro Franceschini furono poste dieci quesiti che ancora attendono risposta. Peccato per lo sgarbo istituzionale di non avere ancora risposto ad interrogazioni parlamentari: farà in tempo almeno questo?
Il Presidente delle Regione Campania aveva posto nel suo programma il tema di Carditello. D’accordo che esistono problemi più importanti, ma una parola, non dico un dibattito pubblico: una parola, solo una parola. Accidenti! Nulla!
La Prefettura ha altri compiti ben più pressanti, si sa bene, ma sollecitare le altre Istituzioni a mettere in campo competenze e idee non sarebbe cosa strana, ma…
È stato fatto uno Statuto per la costituenda Fondazione?
Se si, chi ne farà parte?
Le cariche saranno a costo ZERO?
Saranno chiamati Docenti Universitari a ricoprire incarichi di responsabilità scientifica e amministrativa?
Quante altre domande farei, ma non posso farle al nulla.
Aniello d’Iorio.