E’ una donna di Casal di Principe , è forte, bella e coraggiosa , ha talento e sensibilità. Stiamo parlando di Anna Maria Zoppi , Artista di Arte Contemporanea, a cui il Mondo internazionale guarda con stima, interesse e profonda ammirazione. Una autentica eccellenza del nostro territorio ,ambasciatrice nel mondo di tutta la bellezza della terra di Casal di Principe , in cui si fondono creatività, storia, cultura, tradizioni. Una bellezza di cui, purtroppo, non si parla mai ma che Anna Maria , con tenacia ma anche con naturalezza, esprime superbamente nelle sue opere.ANNA MARIA ZOPPI, dunque, nasce a Casal di Principe dove attualmente è ubicato il suo studio. Terminati brillantemente gli studi presso il Liceo Artistico di Aversa e l’Accademia di fotografia e cinematografia di Roma, frequenta diversi corsi di specializzazione in vari istituti d’arte.
Ancora giovanissima inizia a partecipare a corsi e manifestazioni d’arte conseguendo premi e riconoscimenti prestigiosi con autorevoli giurie. Socia di istituzioni culturali in Italia e all’estero.
Critici, cataloghi, giornali e riviste, italiane e internazionali, si sono interessati della sua attività sempre favorevole.
Per chiari meriti è stata esaltata alla dignità di Accademica del “Verbano” e Accademica de “Il Machiavello”.
Sue opere in musei, santuari, chiese, raccolte pubbliche e private, case d’asta.
Dal 2014 entra a far parte delle “Les Amazones”, un gruppo di artiste sole donne a livello mondiale. La sua attività di esposizione nelle mostre , personali o collettive , inizia nel 1997 in un percorso che la introduce immediatamente nel contesto artistico internazionale. La prima personale a Casaluce nel lontano 1997 per finire , in questo mese di ottobre -9, 10 e 11 ottobre -al Salone Internazionale della Pittura a Zillisheim come Ospite d’Onore passando con successo nei piu’ importanti centri culturali italiani ed europei. Lo scorso 8 settembre nel Santuario della Madonna di Briano in provincia di Caserta, Anna Maria Zoppi ha organizzato la prima Mostra Internazionale di pittura e scultura, nell’ambito della rassegna “Settembre al Santuario” che, quest’anno, ha avuto, non a caso, per titolo “Chiamati a seminare bellezza”.
La mostra è rimasta aperta al pubblico fino al 28 settembre 2015 e si è pregiata della presenza di artisticampani, nazionali e internazionali come Joelle Milazzo, “L’artista del viola”, da Kingersheim, Francia; Mon Lluch, “L’artista di Catalunya”, da Barcellona, Spagna; Rosa Maria Luna Briceño, “L’artista dei cavalli”, da Ica, Perù; Dominique Bourgois, “L’artista del futuro”, da Mulhouse, Francia. La mostra ha avuto un incredibile successo e Anna Maria Zoppi ha saputo unire questi artisti di diversa provenienza attraverso l’arte e attraverso l’amore per la propria terra.
“Un ringraziamento particolare – ha detto – va al Rettore del Santuario Mons. Paolo Dell’Aversana, che si è sempre dimostrato interessato e disponibile ad aprire questo luogo di culto ad iniziative culturali e sociali e la ventesima edizione del “Settembre al Santuario” è la dimostrazione che cultura e tradizione possono essere un binomio solidale”. Questi gli artisti che hanno partecipato alla rassegna Settembre al Santuario: Annamaria Zoppi -Antonio Altieri – Antonella Della Volpe- Antonio Diana- ROsalia Ferreri- Cristina Flaviano- Nicola Gasparro- Nicola Guarino-Raffaele Letizia- Antonella Notturno- Caterina Palmisano- Carmen Pomella- Anna Scopetta- Carmine Sibona- Pasqualino Simonelli- Benito Vertullo- Stefano Visco. A questo proposito si inserisce la recensione del Poeta Giuseppe Bocchino – Responsabile Editoriale della Società Giuseppe Vozza Editore di Casolla- che ha cosi descritto l’Arte di Anna Maria Zoppi.
“Anche negli episodi non marginali di decomposizione del reale, la pittura di Anna Maria Zoppi appare come un tentativo continuo di esaltazione della fisicità, una volontà di riprodurre, con una scrittura creativa molto vivace, il tema della nostra presenza nel mondo e in relazione con il mondo degli altri corpi.
Zoppi segue percorsi differenti per esprimere questa dimensione della carnalità, che a volte è prorompente, in altri casi, invece, è solo evocata nell’intersezione di linee e curve astratte; spesso è quasi nascosta, sia da schizzi di materia pittorica scagliati contro lo spazio circoscritto della raffigurazione, sia tramite la sovrapposizione di una maschera di vetro, di uno specchio che si frantuma in geometrie seriali ma disordinate.
Nei momenti più efficaci, infine, volti e figure quasi sempre femminili, nude o seminude (che a volte sono duplicate o addirittura triplicate sulla tela), non si rendono visibili in maniera completa, ma si fanno solo intravedere emergendo da pozze aperte su di una superficie ribollente, simile a gocce d’olio in un piatto d’acqua o alle venature del marmo.
E in queste forme umane che quasi galleggiano nell’acquosità ed ondosità della rappresentazione artistica, forse si rivela l’anello emotivo che non tiene, che è confessato stilisticamente ma non chiarito nell’interiorità; da ricercare, presumibilmente, nell’utilizzo frequente di questi schermi visivi di liquidità purificatoria, con i quali Zoppi sembra filtrare, e quindi esorcizzare, l’eros”. Una donna della nostra terra della quale parla come eccellenza e non come degrado. Ma , in fondo, il vero gioiello è proprio lei, Anna Maria Zoppi.