Metti una sera a cena, e scopri che una scuola può essere molto più di un luogo di passaggio, molto più di un edificio che ospita lezioni, verifiche e orari scanditi dalla campanella. Metti una sera a cena, e ti accorgi che l’Istituto Iervolino “I Carissimi”, istituto di lunga tradizione nel cuore di Santa Maria Capua Vetere, è una comunità animata dal lavoro dei suoi docenti che insegnano facendo emergere il talento dgli studenti, una scuola che non trasmette formule e nozioni ma è una continua fucina in cui si costruiscono competenze e si progetta futuro, lavoro, vita vera.
Il progetto “Alunni all’Opera”, realizzato dalla classe III IPSEOA è la prova concreta di questa identità profonda.
La cena del 5 maggio non è stata la manifestazione conclusiva di un progetto ad hoc, piuttosto un’esperienza collettiva in cui ognuno ha portato la propria parte, senza competizione, senza protagonismi, con la consapevolezza che il risultato nasce solo quando il lavoro di squadra è la sommatoria dei singoli talenti, unici, personali, diversi ma tutti indispensabili a raggiungere l’obiettivo. Talenti che così comprendono che posso scrivere il loro destino, grazie ad un ‘ottima formazione, a tanti sacrifici ed il coraggio di osare.
E quale indirizzo migliore se non il corso di studi alberghiero, per imparare a lavorare insieme. Il termine BRIGATA, tanto caro al settore militare, ben si trasla nella ristorazione, settore in cui la bellezza e la bontà delle pietanze, l’eleganza e la perfezione della mise en pace necessitano di ordine, rigore e precisione. Caratteristiche che fanno al differenza e che solo un’adeguata assegnazione dei ruoli può fornire. Ed è stato così, la sera del 5 maggio all’Istituto Iervolino, con la brigata di sala e la brigata di cucina, coordinate ed in armonia tra loro, le due facce della medaglia che accolgono e soddisfano gli ospiti.
Il merito di questo clima non appartiene solo agli studenti, che hanno dimostrato dedizione, disciplina e una sorprendente maturità professionale, ma anche al corpo docente che li ha guidati. La professoressa Marianna Di Fusco, il professor Luigi Di Fusco, la professoressa Maria Di Zoglio e il professor Lucio Zuzzolo hanno saputo trasformare la loro esperienza in un patrimonio condiviso, accompagnando i ragazzi con fermezza e cura, senza imporre, ma orientando; senza sostituirsi, ma affiancando; senza giudicare, ma educando alla responsabilità e alla bellezza del lavoro ben fatto.
Accanto a loro, la presenza dell’Avvocato Raffaele Iervolino, Presidente Nazionale della F.I.L.I.N.S., ha dato al progetto una dimensione ulteriore, collegando la scuola al mondo reale, alle sue sfide e alle sue opportunità. Il suo sostegno, maturato anche attraverso esperienze di prestigio come l’approdo del brand “Crazy Pizza” di Flavio Briatore a Napoli, ha mostrato agli studenti che ciò che imparano oggi può diventare domani un percorso professionale concreto, serio, possibile.
Nel corso di questa serata, in cui la scuola si è trasformata in un ristorante esclusivo con un tavolo imperiale per un numero ristretto di commensali selezionati, mentre i piatti uscivano dalla cucina, venivano descritti nei dettagli e la sala si muoveva con un ritmo che ricordava quello dei grandi ristoranti, si è compiuto qualcosa che va oltre la semplice riuscita di un evento. Si è compiuto un atto educativo nel senso più alto del termine: la dimostrazione che quando una scuola scommette sui suoi ragazzi, quando li accompagna senza soffocarli, quando li guida senza sostituirsi a loro, quando li mette nelle condizioni di lavorare insieme e non uno contro l’altro, allora i risultati arrivano. E arrivano nella forma più bella: quella della crescita condivisa, della consapevolezza, della dignità del proprio impegno.
Metti una sera a cena, e scopri che l’Istituto Iervolino “I Carissimi” non forma solo professionisti, ma donne ed capaci di stare nel mondo con competenza, rispetto e spirito di squadra.
E capisci che questa è la sfida più ardua, ma anche la vittoria più grande.
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