ANTHONY ERVIN, ORO OLIMPICO A DICIANNOVE ANNI E DI NUOVO RE ALL’ETA’ DI 35 ANNI, NEL MEZZO UNA VITA DI ECCESSI

DI REDAZIONE – GIANCLAUDIO DE ZOTTIS

SPORT

Sport: Anthony Lee Ervin, nuotatore statunitense, due ori olimpici l’uno a distanza di 16 anni dall’altro, ancora una volta abbandoniamo le ‘solite cronache’, sia la cronaca nera che tutto il notiziario concernente l’evento sportivo dell’anno, ossia i Mondiali in Russia, per raccontare la storia di un uomo, perchè l’uomo viene (o verrebbe il condizionale è d’obbligo) prima dell’atleta, in questo mondo dove sembra conti soltanto l’apparire i soldi, l’esser sul pezzo il numero uno  ecc. ecc., c’ è stato un nuotatore che ha compiuto un’impresa due ori olimpici a distanza di 16 anni dicevamo, ma nel mezzo?? Nel mezzo una vita di ECCESSI, una persona che si perde nei  propri ‘demoni’ ma che nei momenti di crisi ritrova sè stesso, senza sè e senza ma, la persona pù importante ma a fasi alterne.

Specializzato nello stile libero ha vinto una medaglia d’oro e una d’argento ai Giochi olimpici di Sydney 2000, e due medaglie d’oro a Rio 2016.

Anthony Ervin entra a far parte della squadra olimpica di nuoto nel 2000. Ritiratosi dalle competizioni nel 2003, dopo tre anni dal trionfo praticamente all’apice, all’età di 22 anni, mise niente meno all’asta la sua medaglia d’oro olimpica sudata su ebay, il noto sito on line per aiutare i sopravvissuti dello tsunami 2004 che colpì il sud est asiatico, una causa nobile. Tornò ad allenarsi nel 2011 dopo parecchio tempo di inattività, riuscendo a qualificarsi per i Giochi Olipmici di Londra del 2012, dove arrivò quinto nei 50m sl, la sua distanza preferita, partecipa anche alle Olimpiadi del 2016 di Rio De Janeiro, dove a distanza di 16 anni da Sydney 2000 e a 35 anni d’età, rivince l’oro olimpico sulla distanza corta i 50 metri stile libero, dopo un altro oro vinto con la staffetta 4x100m sl, un trionfo di squadra.

Nel mezzo ai due trionfi però la folle vita dell’atleta, dicevamo, dopo quella prima grande affermazione Ervin però non ha continuato sulla strada dell’agonismo. Per comprendere meglio il personaggio bisogna fare però un passo indietro. A. E. è un bambino iperattivo e poco prima di cominciare le scuole superiori inizia a soffrire della sindrome di Tourette, un disordine neurologico caratterizzato dalla presenza di tic motori e fonatori. I genitori decidono quindi di iniziarlo al nuoto. Una valvola di sfogo per le sue energie. Allo stesso tempo però Anthony impara a suonare la chitarra e si dedica sempre più alla musica. Così, a due anni di distanza dalla sua medaglia d’oro a Sydney, Ervin lascia il nuoto e appende il costume al chiodo come si suol dire, per il suo grande sogno: fare la rock star.

Anthony Ervin, due ori a distanza di 16 anni: cadute e rinascite di un campione

Anthony Ervin subito dopo aver vinto il primo oro olimpico a Sydney nel lontano 2000.

Cominciano così lunghi viaggi che lo portano in giro per gli Stati Uniti. Sparisce completamente dalle cronache sportive e non solo per suonare in una band chiamata ‘Weapons of Mass Destruction’. Per un breve periodo fa il tatuatore, poi vende strumenti musicali. A questi anni però da ‘nomade’ sono legati sintomi depressivi e dipendenze da alcool e droghe. Ervin tenta il suicidio, ingerendo una manciata di tranquillanti e guida più volte la sua motocicletta sotto l’effetto di LSD e cocaina. Il baratro della sua esistenza ai limiti si allontana per un breve periodo solo per poco tempo. Dopo essersi avvicinato alla filosofia zen e al buddhismo, nel 2004, quando lo tsunami colpisce le coste del Sud-Est asiatico decide di mettere all’asta la sua medaglia olimpica su Ebay e dona i 17mila dollari di ricavato a un fondo della Croce Rossa che opera nelle zone colpite dalla catastrofe naturale. Vuole ‘ripulirsi’ e si cimenta in altre cause sociali, come il suo coinvolgimento diretto nell’iniziativa ‘Make a Splash’, associazione con la finalità di permettere a tutti i bambini statunitensi di imparare a nuotare. Ervin ci prova e si tatua sul braccio destro una fenice, l’uccello della rinascita dalle ceneri.

Anthony Ervin, due ori a distanza di 16 anni: cadute e rinascite di un campione

Le buone intenzioni però non tengono per molto tempo e Anthony ripiomba nelle ‘cattive’ abitudini. Droghe e alcool sono protagonisti della sua vita sregolata, lontana dallo sport e dall’acqua. Non ha una fissa dimora e trova un tetto sotto il quale dormire solo grazie ad amici. Nel 2010 riesce in qualche modo a rimettersi in carreggiata e ottiene un lavoro come insegnante di nuoto per i bambini a New York, con la passione per il nuoto che in qualche modo lo ‘salva’ dai suoi periodi eccessi fatti di alcool e droga, proprio lui poi uno sportivo nel cui immaginario collettivo ma che di fatto è anche reale, un atleta, non beve, non fuma infatti gli  sportivi di un certo livello fanno una vita di ‘disciplina’ diete, pranzi controllati e leggeri soprattutto sotto le gare, esami medici, ma queste regole talvolta eccessive ma necessarie, in ‘animi ribelli’ non servono anzi le privazioni si sa acuiscono /aumentano il desiderio e in lui, appeso il costume al chiodo come detto hanno avuto un effetto devastante, certo ci sono anche le inclinazioni personali e l’educazione personale ricevuta in famiglia. L’ ex campione olimpico statunitense decide di tornare in piscina a livello agonistico e compete alle Olimpiadi di Londra 2012 ma non si fa notare più di tanto anzi passa inosservato. Per vederlo di nuovo sul podio bisogna aspettare però il Mondiale del 2013, dove conquista l’argento nella 4×100 stile libero. Il grande cerchio tracciato nel nuoto dall’atleta però si completa e si chiude però a Rio de Janeiro, il nuotatore americano ritrova quella medaglia d’oro messa all’asta per una causa nobilissima. Il premio dopo un lungo e tortuoso cammino sudato e riottenuto dopo una anzi forse più vite, fatto di cadute vertiginose e di grandi risalite.

Sotto una galleria di emozioni e momenti alcuni molto significativi in vasca e fuori del nuotatore ‘pazzo’ americano.

 

una curiosa immagine del nuotatore ricoperto di schiuma da barba in fase epilatoria

la bracciata a stile libero, la sua specialità i 50 metri dove vincerà due ori

Anthony Ervin shows a refined technique to the swimming class at the Hyslop Pool in Grand Forks on Saturday, May 20, 2017. (Joshua Komer/Grand Forks Herald)

nel riquadro sopra è possible scorgere i numerosi tatoo dell’atleta

Il nuotatore in tuffo, tra i suoi tatoo anche un’araba fenice

 

il nuotatore in versione elegante

RIO DE JANEIRO, BRAZIL – AUGUST 12: Gold medalist Anthony Ervin of the United States celebrates with bronze medalist Nathan Adrian of United States during the medal ceremony in the Men’s 50m Freestyle Final on Day 7 of the Rio 2016 Olympic Games at the Olympic Aquatics Stadium on August 12, 2016 in Rio de Janeiro, Brazil.
USA’s Anthony Ervin attends a practice session at the Aquatics Center at the Olympic Park ahead of the 2012 Summer Olympics, Wednesday, July 25, 2012, in London. Opening ceremonies for the 2012 London Olympics will be held Friday, July 27.