APPALTI TRUCCATI ALLA REGGIA DI CASERTA. 4 indagati e a febbraio il rinvio a giudizio.

di Alessandro Fedele

REGGIA DI CASERTA – 132 appalti risultati ‘pilotati’ tra il 2010 e 2013 per i lavori di manutenzione del Sito UNESCO. La Procura di Santa Maria Capua Vetere considera gli appalti truccati, perché la ditta per i lavori pubblici ricorreva in modo tempestivo nel ricoprire le somme urgenti per il sostentamento delle spese.

Dall’aprile del 2013 è aperto il caso per gli appalti truccati sul quale sono i Carabinieri ad indagare, dopo la denuncia di una funzionaria della Reggia che si accorse del furto di alcuni pezzi fondamentali e dal buon valore di mercato sottratti al parafulmine istallato nello stesso anno dell’inchiesta.

Gli inquirenti avrebbero poi scoperto una sistematica assegnazione dei lavori ad una ditta che puntualmente ricopriva la somma sufficiente da dover spendere. L’ipotesi della Procura è che gli indagati, oggi per la priva volta in aula, avrebbero proceduto prima al frazionamento dei lavori di grande entità economica, in modo da avere in tempo la somma monetaria da spendere per i lavori e poi far comparire la ditta di preferenza, già a conoscenza di una spesa fino ai 200 mila euro, che potendo così incassare i cospicui finanziamenti ministeriali per i lavori del Sito Vanvitelliano, che consistevano nell’istallazione dei tornelli all’ingresso, nella manutenzione degli impianti e per il rifacimento dei bagni.

Dalle ultime indagini dell’inchiesta – rinviato a giudizio il 7 febbraio 2018 – sarebbe comparso anche il nome dell’ex Sovrintendente Francesco Canestrini, risultato complice delle gare d’appalto truccate.

Sono diversi i nomi dei responsabili dell’illecita vicenda. Sono 3 i funzionari sotto accusa tra cui Paola Raffaella David, allora Sovrintendente e i Funzionari del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo: Andrea Corvino e Giuseppe Graziano.

In tribunale oggi è comparso, davanti alla Corte presieduta da Roberto Carotenuto, anche Giovanni Marino, dipendente della ditta vincitrice dell’appalto, imputato per il furto di alcuni pezzi della gabbia di Faraday (parafulmine posto sul tetto del Palazzo Reale).

Il Pubblico Ministero Domenico Musto, insieme al Sostituto Procuratore Gennaro Damiano, hanno condotto le indagini e questa mattina hanno portato in tribunale i 3 funzionari più l’operaio, accusandoli di aver truccato l’appalto per i lavori pubblici.