Area sequestrata in Via Patturelli, sindaco la fa ripulire per chiederne il dissequestro al Tribunale

Sono trascorsi 12 anni dal sequestro effettuato dalla Magistratura contro l'impresa edile CAMI di Camillo Belforte che vi aveva gettato i rifiuti edili della sua ditta. Una volta ottenuto il dissequestro, l’intenzione dell’amministrazione comunale è quella di fare un’area a verde pubblico.

Sono iniziati lunedì, 8 luglio 2019, i lavori di pulizia dell’area sottoposta a sequestro dalla Magistratura nel lontano 2007 a cura della ditta V.S. SCAVI di Casagiove per una spesa complessiva di circa 30.000 euro. L’area comunale sita in Via Patturelli (ex 167), in territorio del Comune di San Nicola la Strada, è oggetto tuttora della procedura penale procedura penale nr. 22070/2007 R.G.N.R. presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Come si ricorderà proprio in questo terreno di proprietà comunale finivano i rifiuti speciali – scarti di lavorazione dei cantieri e materiale plastico – prodotti dalla CAMI, l’impresa edile di Camillo BELFORTE, il figlio del boss di Marcianise Domenico Belforte.

Lo accertarono, nell’estate del 2007, i Carabinieri del NOE di Napoli, in collaborazione con i colleghi della compagnia di Santa Maria Capua Vetere e della stazione di Marcianise, nel corso di un’indagine coordinata dal Pm di Napoli Maria Cristina RIBERA. Secondo quanto accertarono gli investigatori, sarebbe stato Camillo Belforte a “… coordinare le operazioni dello smaltimento illecito dei rifiuti prodotti” – come si legge in una nota della Procura antimafia di Napoli diramata all’epoca – “dall’attività edile della sua società. L’area trasformata in discarica abusiva è di proprietà comunale e si trova in via Patturelli, in una zona di nuova espansione di San Nicola la Strada, dove è in corso la realizzazione di decine di fabbricati”.

Con provvedimento del 07.06.2011 dei NOE di Caserta detta area fu dissequestrata provvisoriamente per consentire il prosieguo delle attività indicate dall’Arpac – Dipartimento Provinciale di Caserta. Le attività richieste sono state eseguite dalla stessa Arpac in data 30.07.2018. Tuttavia, a quella data l’Amministrazione comunale, diretta dal Sindaco Vito Marotta, non era ancora a conoscenza dello stato della procedura penale di cui trattasi nr. 22070/2007 R.G.N.R..

A questo punto, con Delibera nr. 146 del 06.12.2018, la Giunta Comunale deliberò per l’affidamento di incarico ad un legale per l’espletamento delle attività professionali relative all’acquisizione di informazioni e/o documentazione circa lo stato attuale della procedura penale nr. 22070/2007 R.G.N.R presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ovvero presso altre Istituzioni interessate dalla procedura, nonché per la predisposizione di tutti gli atti necessari per conseguire l’eventuale dissequestro definitivo. Non essendo la struttura organizzativa del Comune prevista di un Ufficio di Avvocatura interno dotato di avvocato iscritto all’Albo speciale, l’Ente comunale, con determina nr. 11 del 14 gennaio 2019, reg. gen. Nr. 14 del 18 gennaio 2019, conferì all’avv. Gennaro IANNOTTI con studio professionale in San Nicola la Strada, Via Ungaretti, incarico professionale per l’espletamento delle attività relative all’acquisizione di informazioni e/o documentazione circa lo stato attuale della procedura penale nr. 22070/2007 R.G.N.R presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ovvero presso altre Istituzioni interessate dalla procedura, nonché per la predisposizione di tutti gli atti necessari per conseguire l’eventuale dissequestro definitivo dell’area comunale sita in Via Patturelli (ex 167).

Al detto professionista sannicolese, venne corrisposto un compenso pari a 1.500 euro oltre IVA, CPA e spese generali 15%. Successivamente, a luglio 2018, l’amministrazione, in collaborazione con l’ARPAC ed il NOE fece eseguire 4 trincee esplorative al fine di conoscere cosa fosse stato effettivamente “tombato” nel sottosuolo dell’area in questione.

È stato accertato che nel sottosuolo non c’è alcun rifiuto pericoloso ed a questo punto tocca ora alla ditta V.S. SCAVI di Casagiove provvedere ad eliminare il materiale “abusivo”, così che al termine delle operazioni di “bonifica” l’Amministrazione possa ottenere il “dissequestro definitivo” da parte della Magistratura e, quindi, stabilire cosa fare di tutta quell’area.