Arzano, ancora interrogazioni parlamentari

Le riflessioni di Simone Paride Russo

Arzano– Quale futuro per questo Paese? Di che tipo di riscatto si parla? È opportuno chiarire soprattutto, cosa realmente si chiede alle forze di questo territorio. Le elezioni non sono state ancora indette. Se ne parla? Bene. Eppure cominciano e si rincorrono già i soliti schemi. Arzano terra di camorra. Arzano vestita di nero. Arzano il paese di delinquenti. Eppure è stato assolto un altro dirigente, notizia recente, con un non luogo a procedere e allora viene da chiedersi se nessuno finisce in galera; se non avviene alcun arresto (o quanto meno condanna seppur con i tempi dilatati della giustizia); se non si è mai registrato un solo esponente eletto all’interno del consiglio comunale appartenente ad organizzazioni o gruppi dichiaratamente legati ad ambienti criminali; dove risiedono i motivi di questo scioglimento? Perchè il cittadino non può votare come suo diritto? Perchè non possiamo creare un luogo vivibile grazie a fondi e progetti? Ma poi arriva la solita interrogazione parlamentare, come negli ultimi giorni che, reca come evidenziato da altre testate giornalistiche delle analogie che suggeriscono quasi “un dettato”, e che ci fa ancora brutti, sporchi e cattivi. Si fornisce così primo ennesimo tassello per porre le condizioni del quarto scioglimento? Il fumo che si leva prima del soffio dei venti elettorali, solo per il gusto di dire che siamo un paese di delinquenti? O che altro? Se queste sono le premesse al prossimo rinnovo e voto democratico ci si domandi allora se ne vale realmente la pena, mettervi la faccia, avviare tavoli, candidature e prendere un impegno con la città. Che i partiti prendano posizioni nette, senza attendere in convenevoli/convenienze. Si scelga il campo con onestà intellettuale. Che i presìdi di legalità ci liberino davvero, da illegalità e che si agisca in azioni volte a ripristinarla. Che ognuno faccia il proprio lavoro, coscienziosamente. Nei fatti.