ASL Napoli 1. All’Ospedale del Mare la vigilanza è incaricata di schedare il malato oncologico prima della terapia, al posto del personale medico interno

Un episodio inquietante sembrerebbe si sta verificando con sistematicità all’Ospedale del Mare dell’ASL Napoli 1. Per entrare in ospedale dai varchi custoditi dal personale di vigilanza verrebbe fatta una schedatura ‘ad personam’ degli ammalati oncologici. Più in dettaglio, ai malati che devono accedere nella struttura per effettuare la radioterapia verrebbe rilasciato un apposito tagliando sullo stile di un ‘biglietto del cinema’, ma riportante invece nome e cognome contro ogni diritto alla riservatezza e alla privacy dell’ammalato, oltretutto dandone incarico alle guardie giurate che – a parte l’infrazione di legge vera e propria – non avrebbero alcun titolo di farlo al posto del personale medico interno. Contro tale iniziativa si scaglia il Dott. Antonio Parente, dell’associazione Esperide che ha sede al Vomero di Napoli: “E’ una chiara forzatura alla legge sulla privacy e la dignità dell’ammalato, il quale non solo deve portarsi in ospedale per la terapia ma deve anche poi trovarsi schedato puntualmente e pubblicamente sul suo stato di salute sul quale si ripercuote la suddetta terapia salvavita. Ci sono altre risoluzioni, spero che la direzione dell’Ospedale del mare prenda provvedimenti in merito.” – ha dichiarato Parente.