Assenteisti all’Ospedale di Sessa Aurunca, Borrelli: “bene il licenziamento di 7 dipendenti ma pugno duro anche gli altri”

È quanto ha deciso la Commissione Disciplinare dell’ASL di Caserta che lunedì mattina, 12 agosto 2019, ha comunicato al Direttore dell’Ospedale San Rocco” la decisione.

SESSA AURUNCA – Tutti noi ricordiamo lo scandalo nazionale dei medici e del personale dell’Ospedale “San Rocco” di Sessa Aurunca. Erano ventotto gli indagati tra dirigenti medici, personale infermieristico ed impiegati del settore amministrativo dell’ospedale di Sessa Aurunca e dell’azienda universitaria Federico II di Napoli accusati di assenteismo. L’indagine era già iniziata nel 2017 dopo alcune denunce giunte in Procura. Ora è giunto il primo verdetto: per sette di loro è scattato il licenziamento in tronco.

È quanto ha deciso la Commissione Disciplinare dell’ASL di Caserta che lunedì mattina, 12 agosto 2019, ha comunicato al Direttore dell’Ospedale San Rocco”. Ad intervenire sulla questione, anche Francesco Emilio BORRELLI, consigliere regionale dei Verdi e membro della Commissione regionale sulla Sanità: “Sette medici dell’ospedale ‘San Rocco’ di Sessa Aurunca sono stati licenziati per assenteismo. È giusto. Chi crede di poter fare il furbetto e vivere da parassita sulle spalle delle persone oneste deve essere punito con il pugno durissimo.

Le frasi che emergono dalle intercettazioni riportate dagli organi di stampa all’apertura delle indagini, sono di una gravità assoluta e rappresentano una vergogna inaccettabile. Queste persone hanno meritato di essere licenziate in quanto prive del benché minimo spirito di servizio. Addirittura sottolineavano, con spavalderia, che, trattandosi di un malcostume diffuso, avrebbero dovuto licenziare tutti. Hanno iniziato proprio da loro. La sanità campana non può permettersi di avere in organico gente simile; abbiamo bisogno di professionisti dediti al lavoro che possano impiegare ogni risorsa per tutelare e curare i pazienti”.

Francesco Emilio Borrelli conclude spendendo parole taglienti anche nei riguardi degli indagati ancora non licenziati, dichiara di aspettarsi un trattamento equo dove tutti saranno puniti. Volge, infine, uno sguardo amaro, ricordando i “furbetti del Loreto Mare, dove nessuno è stato condannato. Lasciarli impunti crea un precedente pericoloso, bisogna dare l’esempio per far passare la voglia ad eventuali cialtroni in futuro”.