ASSOCIAZIONE MONDRAGONE BENE COMUNE. IL PERICOLOSO ESPROPRIO DEL CONSIGLIO COMUNALE

MONDRAGONE . “A qualcuno il nostro pressante richiamo agli indirizzi consiliari per la nomina, la designazione e la revoca dei rappresentanti del comune presso enti, aziende ed istituzioni (vedi la revoca di Davidde e la nomina di Rizzieri presso l’ASI da parte del sindaco Pacifico) sarà sembrato una questione residuale.

Qualche altro l’avrà etichettato come mera polemica politica e, non <facendo affatto politica>, l’avrà classificato come l’ennesima perdita di tempo.

Eppure, tale richiamo attiene all’essenza delle regole del gioco, alle prerogative dell’organo democratico per eccellenza ed alla tenuta della nostra democrazia locale.

I consiglieri comunali sono stati, almeno per ora e almeno per la prima revoca e la prima nomina sindacale, spogliati di uno dei loro diritti.

Il sindaco Pacifico li ha espropriati, con un evidente abuso, di una loro precipua funzione, rendendo di fatto illegittimi gli stessi atti adottati. Colpisce che tutto ciò sia stato accompagnato dal silenzio assordante del presidente del consiglio comunale e di tutti i consiglieri comunali e colpisce che i tecnici del comune l’abbiano permesso e che, in autotutela, gli organi interessati non abbiamo provveduto a porvi rimedio.

Nonostante avessimo per tempo fatto presente che il primo atto, la revoca di Davidde, fosse stato adottato dal sindaco in assenza di tali indirizzi e nonostante lo svolgimento di una successiva seduta consiliare che avrebbe potuto discutere ed approvare gli indirizzi, tutti, ma proprio tutti, hanno fatto finta di niente.

L’Associazione <Mondragone Bene Comune> è convinta che se continueremo a calpestare lo stato di diritto ed a far prevalere la logica <politica> del più forte (o del più bullo) di turno, anche la più bella e la <meglio organizzata> iniziativa degli uomini del fare non servirà a far progredire la nostra città.

Ma cosa potranno, in autonomia, stabilire i nostri consiglieri comunali con tali indirizzi? Potranno, solo per fare qualche esempio: 1. Definire i requisiti (anche professionali, di studio, d’esperienza ecc) che i nostri rappresentanti debbono possedere; 2. Definire i limiti per le nomine, evitando- per esempio- che siano nominati i consiglieri comunali o anche i rappresentanti di partiti o movimenti politici, oppure che siano designati coloro che abbiano un conflitto d’interesse e così via; 3. Definire i criteri di revoca delle nomine e delle designazioni, evitando abusi e/o <vendette>; 4. Definire la pubblicità e la massima trasparenza delle nomine, prevedendo avvisi pubblici e la possibilità di candidature da parte dei cittadini interessati ed in possesso dei requisiti richiesti; 5. Definire i rapporti dei nominati con il comune, sulla base di indirizzi precisi; 6. Definire la non contemporaneità di più nomine in capo alla stessa persona e limiti di un solo mandato.

Come si vede, si tratta di indirizzi che superano la logica della spartizione clientelare e partitocratica, che rendono trasparente il procedimento di nomina e che permettono ai cittadini di conoscere, ma anche di candidarsi. Si tratta, insomma, di indirizzi consiliari che ridanno dignità alla politica e che avremmo voluto proporre ai partner del Patto Civico.

L’AMBC spera in un sussulto del presidente e dei consiglieri comunali e, sopratutto, del sindaco Pacifico, che continua ad avere tutto il nostro appoggio, affinché si pongano immediatamente in essere gli atti in grado di superare questo brutto pasticcio. Il problema non è sbagliare. Il problema è non avere il coraggio di ammettere l’errore e correggersi”.