AVERSA. Alla scuola Giovanni Pascoli il convegno dal tema “Comunicazioni e social” a cura dell’Associazione Italiana Genitori (A.GE.)

NUNZIO DE PINTO

Alla scuola Giovanni Pascoli il convegno dal tema “Comunicazioni e social” a cura dell’Associazione Italiana Genitori

AVERSA – Nel primo pomeriggio del 31 gennaio 2018, nella Sala Teatro della Scuola Secondaria Statale di Primo grado “Giovanni Pascoli”, sita in Via Ovidio ad Aversa, si è svolto un interessantissimo Convegno dal tema attualissimo: “comunicazione e social”. Il Convegno è stato organizzato dall’Associazione Italiana Genitori (A.GE.) ed ha ottenuto il Patrocinio morale del Comune di Aversa. Relatori, con analisi molto approfondite e molto apprezzate dal numeroso pubblico presente, sono stati: Emilia Narciso Presidente UNICEF Caserta, Maria Nugnes Presidente A.Ge. Aversa, Massimiliano Padula Presidente Copercom-Sociologo della Comunicazione, l’Avv. Cinzia Olivieri Esperta in materia di partecipazione scolastica, Rosaria D’Anna Presidente Nazionale A.Ge., De Angelis Marica, la dirigente scolastica Rosaria Bocchino. Un sentito ringraziamento al dirigente scolastico dell’Istituto, dr. Mario Autore. All’inizio del nuovo secolo i social network erano solamente idea di pochi innovatori della comunicazione. Oggi ne esistono tanti, non solo i più noti e pieni di utenti come Facebook, MySpace, Twitter, ma altri più ristretti, meno conosciuti, ma che hanno una cosa in comune: portano la comunicazione nelle case di tutti, o almeno, così sembrerebbe. Perchè comunicare, in effetti è tutto, non esiste un mondo senza comunicazione. Non facciamo niente in realtà che non sia comunicare. Con qualsiasi mezzo, anche quando ci sembra di non farlo affatto: con i gesti, lo sguardo, l’atteggiamento, la postura che abbiamo, oltre che in tutti gli altri modi di comunicazione verbale e volontaria. La scrittura, il telefono, i media, Internet, tutto ci permette di scambiare informazioni con gli altri e di ricevere risposte, anche quando ciò non ci appare subito chiaro, o non ci aggrada. Con le nuove tecnologie, specialmente negli ultimi anni, la comunicazione è cambiata, per forza, perchè è cambiato il modo di approcciarsi ad essa, agli altri soprattutto. Sono cambiati i ritmi, non c’è più il tempo di scriversi una lettera, non c’è più la voglia di parlare per troppo tempo al telefono. Ora tramite gli sms, le chat, le e-mail, e anche i social network, tutto è più veloce, è subito disponibile. Tutto è più freddo però. Sì perchè le informazioni passano attraverso uno schermo, che ce le mostra e le mette a nostra disposizione. Non c’è tono, non c’è enfasi, non c’è rapporto umano in particolar modo, insomma, tutto molto comodo sicuramente, ma un pò estraniante dalla realtà, se vogliamo. Nei giovani adolescenti, di età compresa fra gli 11 e 14 anni, la difficoltà di crescere in un mondo complesso, in continua evoluzione, senza precisi punti di riferimento, si aggiunge ai bisogni e problemi tipici di questo delicato periodo della vita. Ad ogni modo un minimo problema per i più giovani, che usano troppo spesso queste community per comunicare con i loro coetanei, c’è. La sindrome da dipendenza è caratterizzata da un insieme di sintomi molto precisi. Tale situazione, nel suo complesso, viene definita “trance dissociativa da videoterminale”, in quanto provocherebbe, oltre una tendenza alla regressione, al ritiro e all’isolamento, veri e propri fenomeni dissociativi. La persona non riesce più a vivere la propria esistenza, se non collegata on line, in quanto la sua identità e i suoi contatti sono oramai solamente virtuali. In questa fase il soggetto può rimanere in Rete anche per più di dieci ore al giorno, riducendo, fino alla perdita, ogni motivazione alla socialità: scuola, amici, rapporti affettivi e famiglia sono vissuti come pause pesanti e fastidiose da sopportare tra un collegamento e l’altro. Tra le varie forme di dipendenza le più diffuse sono senz’altro l’uso compulsivo di siti dedicati al sesso virtuale, alla pornografia, alle relazioni amicali e amorose. Fra le ragazze, anche molto giovani, di tredici e quattordici anni, si è diffusa la tendenza ad utilizzare la webcam per inviare immagini e riprese del proprio corpo non solo a fini esibizionistici e voyeuristici, ma soprattutto per ricavarne piccoli vantaggi economici, come per esempio ricariche telefoniche. Inoltre, l’ossessione dei giovanissimi per il proprio aspetto fisico prosegue sui social network, mettendosi in posa come starlette: i ragazzi esibiscono pettorali depilati invece del sorriso, le ragazze sono ossessionate dal peso forma, dall’eccessiva magrezza al punto di modificare, cancellare o sostituire particolari del corpo attraverso l’uso del Photoshop. La possibilità di essere “un’altra persona” online, può indebolire le remore morali: spesso la gente fa e dice online cose che non farebbe o direbbe nella vita reale. Questo può portare a sviluppare una forma di bullismo detto cyberbullismo, con prevaricazioni che consistono nel bombardare incessantemente la vittima con messaggi, foto, filmati o link imbarazzanti, volgari o minatori sulla bacheca del suo profilo, fingendo addirittura di essere la vittima e creando un profilo a suo nome su cui si pubblicano poi contenuti compromettenti. Rispetto al bullismo tradizionale, l’uso dei mezzi elettronici conferisce al cyberbullismo alcune caratteristiche proprie, tra cui l’anonimato del bullo. In realtà, questo anonimato è illusorio: ogni comunicazione elettronica lascia delle tracce. Però per la vittima è difficile risalire da sola al molestatore, ed ancora più difficile potrebbe essere reperirlo. Inoltre, mentre il bullismo tradizionale avviene di solito in luoghi e momenti specifici (ad esempio in contesto scolastico), il cyberbullismo investe la vittima ogni volta che si collega al mezzo elettronico utilizzato dal cyberbullo.