Diritto all’Immatricolazione Universitaria: gli Avvocati Labriola e Ventrone vincono al Tar Abruzzo

Gli Avvocati Renato Labriola e Antonio Ventrone hanno curato un’affine casistica

Caserta. Un ‘altra vittoria per l’Avv. Renato Labriola, Amministrativista casertano. Questa volta, alla base del contendere il diritto al proseguimento degli studi di una donna alla quale l’Universita’ aveva negato l’immatricolazione.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Abruzzo Sezione Prima, infatti, in data 30 aprile 2020, ha emesso un decreto su ricorso presentato da una donna, rappresentata e difesa dall’Avvocato Renato Labriola e dall’Avvocato Antonio Ventrone, contro  l’ Universita’ degli Studi dell’Aquila-Dipartimento di Medicina Clinica,Sanita’ Pubblica,Scienza della Vita e dell’Ambiente, Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca non costituiti in giudizio.

Labriola e Ventrone hanno chiesto  l’annullamento previa sospensione dell’efficacia del provvedimento  notificato in pari data
dell’Università degli Studi dell’Aquila –Amministrazione Centrale -Area UfficiSegreteria Studenti in persona del Direttore Dott. Pietro Di Benedetto con cui viene rigettata alla ricorrente l’immatricolazione ad anni successivi al primo al Corso di Laurea
Magistrale in Medicina di questa Università.

La ricorrente ha rivendicato il diritto ad  essere immatricolata agli anni successivi al primo della Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi dell’Aquila nonché di valutare i crediti formativi maturati al Corso di Laurea in SCIENZE BIOLOGICHE [L-270 – Ordin. 2010] (classe L-13), Facoltà di SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI presso l’Università della Sapienza – Roma, nonché quelli maturandi presso l’Università Sapienza nell’anno accademico 2019/2020 al corso di laurea magistrale in NEUROBIOLOGIA [LM – Ordin. 2017] (classe LM-6), Facoltà di SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI ai fini della nuova carriera  universitaria ed effettuarne il relativo riconoscimento.

Gli Avvocati Labriola e Ventrone avevano impugnato  l’atto dell’universitá di Medicina dell’Aquila con il quale si respingeva l’immatricolazione fine all’iscrizione al secondo anno all’universitá stessa, “propinando una motivazione stereotipata, senza tenere conto dei crediti riconosciuti alla donna dati dal conseguimento di esami di materie affini e presenti nel piano di studi universitario, a cui si richiede l’immatricolazione, conseguiti in altre universitá, quali, Scienze matematiche, fisiche e naturali presso l’università Sapienza di Roma e presso il corso magistrale di neurobiologia nello stesso Ateneo”.

Il TAR Abruzzo ha riconosciuto le ragioni avanzate dagli Avvocati Labriola e Ventrone ed ha accolto  l’istanza di sospensione da questi proposta fissando per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 20 maggio 2020.

Gli Avvocati Renato Labriola e Antonio Ventrone hanno curato un’affine casistica. Dai vari casi è emersa una giurisprudenza favorevole ai passaggi universitari nella maggiore dei casi ogniqualvolta fossero presenti determinati requisiti.

Il trasferimento da un’universitá all’altra é spesso luogo di problematiche soprattutto riguardo l’immatricolazione e il riconoscimento dei crediti conseguiti- ha dichiarato l’Avv. Labriola– Dai vari casi è emersa una giurisprudenza favorevole ai passaggi universitari nella maggiore dei casi ogniqualvolta fossero presenti determinati requisiti. L’argomentazione giuridica considera che “se il superamento di uno o due esami del corso di laurea consente cioè a uno studente già ivi iscritto, a seguito del superamento del test d’ingresso, di mantenere l’iscrizione agli anni successivi (sebbene come ripetente o fuori corso), senza rischiare la radiazione dai corsi per inidoneità; lo stesso diritto non può essere negato a chi, provenendo da altri percorsi universitari affini nazionali o esteri, abbia titolo per il riconoscimento di un numero pari o maggiore di crediti formativi nella stessa Università a cui chiede l’iscrizione”.

L’argomentazione giuridica considera che “se il superamento di uno o due esami del corso di laurea consente cioè a uno studente già ivi iscritto, a seguito del superamento del test d’ingresso, di mantenere l’iscrizione agli anni successivi (sebbene come ripetente o fuori corso), senza rischiare la radiazione dai corsi per inidoneità; lo stesso diritto non può essere negato a chi, provenendo da altri percorsi universitari affini nazionali o esteri, abbia titolo per il riconoscimento di un numero pari o maggiore di crediti formativi nella stessa Università a cui chiede l’iscrizione”.

In sostanza, se l’Università giudica, ad esempio, il superamento di un solo esame nell’anno accademico come sufficiente all’iscrizione, nell’anno successivo, come “ripetente” il primo anno; allo stesso modo deve considerare sufficiente a tal fine il riconoscimento di un numero pari di crediti formativi maturati presso altri percorsi universitari; senza poter discriminare, per le ragioni appena illustrate e ormai pacifiche in giurisprudenza, le due posizioni solo in virtù del superamento del test d’ingresso, tanto più che il rendimento universitario effettivo è senz’altro una prova di idoneità e meritevolezza a seguire i corsi concreta, specifica ed effettiva e quindi di valenza prognostica superiore rispetto all’accertamento delle conoscenze maturare nelle scuole superiori.