AYRTON SENNA, UNA VITA IN POLE POSITION SEMPLICEMENTE IL N. 1

DI REDAZIONE – G. DE ZOTTIS

 

Il primo maggio data della scomparsa di un campione, forse il più grande pilota di F1 che si sia mai visto, Ayrton  Senna da Silva, brasiliano. Pilota mistico dallo sguardo un po’ malinconico che, sapeva andare veloce come nessuno, la sua calma durante le prove e le sue uscite dai box sotto la bandiera a scacchi durante le qualifiche con pole position quasi sempre automatica, con meno giri rispetto agli altri piloti che consumavano tutti i loro giri a disposizione sono nella leggenda, all’epoca ogni pilota aveva a disposizione 12 giri, il brasiliano nè utilizzava 5 o 6 non di più.

 

 

Considerato da molti il più forte pilota di Formula 1 di tutti i tempi, coniugava la capacità di portare al limite la sua monoposto con una grande sensibilità nella messa a punto e nella scelta degli pneumatici. Morì in seguito ad un tragico incidente nel Gran Premio di Imola S. Marino del 1994. A seguito di ciò è divenuto l’unico pilota iridato a perire durante lo svolgimento di una gara di Formula uno.

 

 

Particolarmente veloce sul giro in prova, praticamente ineguagliabile. Senna ebbe la possibilità di avvicinarsi precocemente al mondo dell’automobilismo, cominciando nel 1973 a gareggiare nei kart all’età di tredici anni con un Parilla 100 cm³ a Interlagos grazie al primo istruttore Lucio Pascual (detto Tsche), vincendo all’esordio e conquistando nello stesso anno il Campionato Junior.  Agli inizi dell’anno 1980 gareggia in formula minori quali la Formula Ford 2000.

Nel corso del 1983 Senna svolse i primi test su vetture di F1.

L’esordio in F1

 

Nel corso della sua prima stagione diede subito prova di un talento eccezionale, cogliendo per la piccola scuderia inglese risultati mai registrati prima: su tutti il clamoroso secondo posto nel Gran Premio di Monaco, disputatosi sotto un diluvio. La gara venne interrotta per l’enorme quantità di acqua che rendeva impraticabile la pista, negando ad Ayrton (che stava recuperando oltre sei secondi al giro su Alain Prost) una vittoria che sembrava sicura. Inoltre, la vittoria di un debuttante su una monoposto di gran lunga inferiore alle vetture di vertice avrebbe potuto alterare la lotta per il mondiale, che sembrava già riservata ai grandi team. Il duello con Prost questa volta mancò, ma Senna e Prost ebbero modo di confrontarsi più volte negli anni futuri, fomentando un’accesa rivalità. Nel 1984 Ayrton Senna chiuse il Campionato al 9º posto, conquistando, oltre a quello di Montecarlo, altri due podi: in Gran Bretagna e in Portogallo. Sempre nel 1984 si verificò la sua unica mancata qualificazione, proprio sul circuito di Imola dove dieci anni dopo perderà la vita.

1985-1987: Gli anni alla Lotus

Ayrton Senna alla guida della sua Lotus del 1986.
SENNA A MONTECARLO (LA SUA SECONDA CASA)
un inedito Senna protagonista dei fumetti

1985

Nel 1985 Senna passò alla Lotus, dove trovò come compagno di squadra il pilota Italiano E. DE ANGELIS. Sul circuito Portoghese dell’ Estoril, teatro del secondo appuntamento stagionale, Senna ottenne la sua prima vittoria in Formula 1, in un Gran Premio caratterizzato dalla pioggia torrenziale. La gara portoghese mostrò nuovamente, dopo il Gran Premio di Monaco dell’anno precedente, l’abilità del brasiliano sul bagnato. Senna infatti, (partito dalla pole position per la prima volta in carriera) vinse il gran premio con oltre un minuto di vantaggio su Michele Alboreto, doppiando tutti gli altri piloti arrivati al traguardo, compreso il terzo classificato Patrick Tambay. Senna non riuscì a ripetersi due settimane più tardi a Imola , dove, dopo essere stato in testa per tutta la gara, fu costretto a cedere il comando a pochi giri dal termine dopo aver finito la benzina. Dopo questo brillante inizio di stagione, il brasiliano incappò in una serie di risultati negativi dovuti alla scarsa competitività della Lotus, ma riuscì comunque a mettersi in luce in qualifica, conquistando diverse Pole Position, compresa quella sullo storico tracciato di Monte Carlo. Proprio sulla pista monegasca, la determinazione e la grinta del brasiliano fecero infuriare piloti ben più esperti del calibro tra cui Lauda e Alboreto, che accusarono Senna di ostacolare gli avversari nei loro giri di qualificazione, con il fine di mantenere la pole position, fondamentale in un tracciato cittadino come quello di Monaco. Il pilota brasiliano, dopo una prima parte di stagione non facile, riuscì a raddrizzare il campionato cogliendo quattro podi Austria Olanda, Italia Gran Bretagna  e la seconda vittoria in carriera, ottenuta sul tracciato belga di SPA Francorchamps, nuovamente in condizioni di bagnato. Senna concluse il campionato in quarta posizione con 38 punti, cinque in più del compagno de Angelis.

 

 

 

IL SALVATAGGIO A COMAS DEL BRASILIANO CHE GLI PRESTERA’ IMMEDIATAMENTE SOCCORSO DIMOSTRANDO DI ESSERE UN CAMPIONE ANCHE NELLA VITA, SENNA SPESSO AIUTAVA I BIMBI POVERI DELLA FAVELAS IN BRASILE

 

 

1986

L’anno seguente Senna si ritrovò come compagno di squadra l’ex test driver della Ferrari Dumfries. L’arrivo del pilota scozzese fu preceduto da molteplici trattative. Senna spinse molto per avere come compagno il connazionaleM. Guglielmin, ma lo sponsor del  Team Lotus, insistette per l’acquisto di un pilota britannico. Il campionato iniziò molto bene, con due podi nelle prime due gare; un secondo posto in Brasile, dietro al connazionale N. Piquet e l’incredibile successo a Jerez de la Frontera, in volata su Nigel Mansell, con un vantaggio di soli 0.014 millesimi. Con questo successo Senna prese la testa della classifica, ma con l’avanzare della stagione la superiorità tecnica di Williams e Mclarenprese il sopravvento, con Piquet e Mansell in lotta per il titolo con il campione in carica A Prost. Nonostante ciò, il bottino di Senna a fine stagione era estremamente positivo: otto pole position, otto podi, una seconda vittoria, sul circuito cittadino di  Detroit e, per il secondo anno di fila il quarto posto in classifica generale, dietro a Prost, campione per il secondo anno consecutivo e al duo Williams Mansell – Piquet.

 

 

1987

Nel 1987, dopo il ritiro dalle corse della Renaut, la Lotus trovò un accordo per la fornitura dei motori con la Honda, Senna, in Lotus per il terzo anno consecutivo, venne affiancato dal debuttante Nakajima, ingaggiato grazie all’appoggio della casa motoristica nipponica. L’inizio di stagione fu caratterizzato da fortune alterne: dopo un ottimo podio al GP di S: Marino a Spa, terza prova del mondiale, Senna fu protagonista di un controverso contatto con Mansell, il quale, rientrato ai box, corse verso il garage Lotus per fare i conti con il brasiliano, a suo dire responsabile della collisione; la rissa tra i due fu inevitabile. All’episodio del Belgio seguirono due vittorie, a Monaco – la prima di un incredibile record di sei vittorie – e, per il secondo anno consecutivo, sul tracciato cittadino di Detroit. Senna, nonostante il notevole divario tecnico con la Williams, riuscì a sopperire alle difficoltà, restando in lotta per il mondiale per gran parte della stagione, ma la superiorità del team delle Williams divenne evidente con l’avanzare della stagione, con Mansell e Piquet in lotta per il titolo. A Monza, nel frattempo, venne annunciato il passaggio di Senna alla Mclaren], come compagno del due volte campione del mondo Alain Prost. Nonostante questo annuncio, Senna riuscì a finire in maniera convincente la stagione, cogliendo il podio in Giappone  e nell’ultima gara in Austria ad Adelaide, dove però fu squalificato al termine della gara a causa di un’irregolarità tecnica. Senna concluse la stagione al terzo posto in classifica generale, dietro a Piquet, laureatosi campione per la terza volta in carriera, e Mansell.

 

 

i due rivali Senna e Prost su MCLAREN

 

 

1988-1993: McLaren

1988

Senna al Gran Premio del Canada 1988.
Senna e Berger l’unico amico nel paddock della F1 al quale regalerà una vittoria a Suzuka all’ultima curva

In McLaren Senna trovò come compagno di squadra “il Professore” Prost, con il quale cominciò ben presto una rivalità destinata a segnare la Formula 1. La McLaren Honda MP4/4 era una vettura eccezionale e questo consentì ai suoi due piloti di dominare il campionato, aggiudicandosi ben 15 dei 16 gran premi in programma.

Significativo l’episodio del Gran Premio di Monaco: Senna si ritirò per incidente alla curva del Portier mentre era al comando con ampio margine su Alain Prost.

 

Ayrton Senna da Silva (BRA) McLaren celebrates 1st position with Champagne

Senna, con 8 vittorie e ben 13 pole (all’epoca record assoluto), riuscì a coronare il sogno di aggiudicarsi il titolo Mondiale di Formula 1, con una gara d’anticipo, a Suzuka in Giappone. Questa fu una delle più belle gare della sua carriera: pur avendo conquistato la pole, infatti, il brasiliano fu costretto a ripartire da metà schieramento a causa di un’esitazione alla partenza. La rimonta su Prost fu straordinaria e si concretizzò con un sorpasso al 28º giro. Senna vinse il titolo pur ottenendo meno punti di Prost, grazie al sistema degli scarti, che imponeva di considerare validi per il mondiale soltanto i migliori 11 piazzamenti; questa regola sarebbe stata rimossa nel 1991.

 

 

Fu proprio durante questa stagione che cominciò ad accendersi la rivalità con il compagno di squadra. Nel GP del Portogallo, mentre i due duellavano per la testa della corsa, Senna venne accusato da Prost di averlo chiuso verso il muretto con una manovra che giudicò molto pericoloso.

L’EPICO DUELLO DI SUZUKA TERMINATO CON LA COLLSIONE CON IL COMPAGNO DI SQUADRA

 

 

1989

TUTTE LE MONOPOSTO GUIDATE DAL BRASILIANO

 

La McLaren Mp4/5 che Senna utilizzò durante la stagione 1989.

Il 1989 cominciò sulla falsariga dell’anno precedente, con un dominio netto della scuderia inglese e con Senna protagonista di tre vittorie nelle prime 4 gare. Proprio in occasione del GP di San Marino la rivalità con Prost si fece ancor più accentuata. Tra i due piloti vi era, infatti, l’accordo di non superarsi durante il primo giro della corsa, ma Senna violò il patto e vinse la gara causando la furia di Prost al termine della gara. Nei Gran Premi successivi, però, la McLaren MP4/5 evidenziò qualche debolezza dal punto di vista dell’affidabilità, che costrinse soprattutto Senna a diversi ritiri, favorendo indirettamente Prost. A due gare dalla fine il francese aveva 16 punti di vantaggio e la mancata vittoria del compagno di squadra in una delle ultime corse gli avrebbe garantito la conquista del campionato. Durante il Gran Premio del Giappone a Suzuka, a sei giri dalla fine, i due contendenti al titolo si ritrovarono a lottare per la prima posizione quando Prost chiuse la traiettoria a Senna durante un tentativo di sorpasso di quest’ultimo. Si trattò di una manovra molto discussa che ancora oggi non mette d’accordo i sostenitori dei due piloti: effettivamente, a termini di regolamento, Prost aveva diritto di traiettoria, avendo il muso della macchina più avanti di quello dell’avversario, ma la sua decisa sterzata anticipata sembrò, come evidenziato dalle immagini della corsa, una manovra volta a generare l’incidente.

 

Prost terminò lì la propria gara, Senna invece ripartì grazie a una spinta dei commissari, e rientrò in gara attraversando la chicane, pur con l’ala anteriore danneggiata per il contatto col francese. Dopo la sosta ai box e una veloce rimonta, durante la quale superò Alessandro Nannini nello stesso punto del tracciato e con una manovra analoga a quella tentata con Prost, Senna riuscì a tagliare per primo il traguardo. Il brasiliano venne, però, squalificato dai commissari di gara per essere rientrato in pista tagliando la chicane. Nannini vinse quindi la sua unica gara in carriera e Prost poté fregiarsi del suo terzo titolo mondiale.

 

L’episodio inasprì definitivamente i già compromessi rapporti che Senna aveva col compagno di squadra e con tutta la federazione . Seguirono una serie di polemiche durante tutto l’inverno dell’anno: Senna, profondamente rattristato e scoraggiato, considerò il ritiro dalle corse, parlando di cospirazione ordita dal Presidente della FIA nei suoi confronti, mentre la Federazione minacciò al brasiliano la revoca della superlicenza per guidare in F1 e gli venne inflitta una squalifica di sei mesi con la condizionale.

Senna durante il 1989
G. VILLENEUVE E AYRTON SENNA ENTRAMBI MORTI NEL MESE DI MAGGIO

Per rendere pubblica l’ipotesi di una cospirazione di Balestre e della federazione nei confronti del pilota brasiliano a vantaggio del francese e connazionale Prost, il direttore della McLaren Ron Dennis, alla vigilia del Gran Premio d’Australia, ultimo appuntamento di quella stagione, decise di mostrare su un maxi-schermo in una sala d’albergo gremita di giornalisti alcuni filmati che dimostravano chiaramente come tutti i piloti in circostanze di gara simili avessero fatto la stessa manovra di Ayrton (passare tra le barriere di pneumatici all’esterno della chicane) senza subire alcuna penalità e di come il regolamento fosse stato manipolato solo per quell’occasione. In questa circostanza i commissari dissero che il brasiliano per riprendere la via della pista avrebbe dovuto fare una vera e propria inversione ad U rientrando nel punto in cui era uscito di strada, manovra anomala in Formula 1, considerati i seri rischi che avrebbe comportato per lui e per le altre vetture che sarebbero sopraggiunte. La questione del “taglio chicane” fu ridiscussa in riunione pre-gara tra piloti e Federazione proprio l’anno successivo, perché visto il precedente volevano tutti capire come avrebbero dovuto comportarsi in una situazione analoga. Ebbene l’inversione ad U fu bocciata da tutti i piloti e quindi anche dalla Federazione stessa che fu costretta ad un poco onorevole dietro-front.

 

IL GIRO A DONIGNHTON DOVE SORPASSO TUTTI IN META’ GIRO

 

il giro leggendario sotto l’acqua a Donighton, Senna da piccolo odiava l’acqua, perse qualche corsa nelle formule minori da allora decise di allenarsi e divenne imbattibile, sulla strada bagnata l’aiuto elettronico si azzera, la sensibilità umana la fa da padrone, immagini e gare di altri tempi.

 

 

1990

 

Senna sui kart

 

Senna ebbe modo di restituire il torto subito durante l’anno successivo. Prost era passato alla Ferrari, ma la stagione 1990non cambiò la trama, con i due sempre in accanita lotta tra di loro.

Il copione si ribaltò: Senna arrivò in Giappone in vantaggio di classifica, ma col rivale in recupero. Partito al palo, fu bruciato da Prost in partenza, complice la pista più sporca dal lato della pole. Alla prima curva Prost chiuse la traiettoria, avendo ampio margine su Senna, che a sua volta, ritardando volontariamente la frenata (come avrebbe ammesso qualche anno più tardi), speronò il francese. Entrambi finirono fuori gara (commentando a caldo l’episodio, Senna disse: «Le corse sono fatte così, qualche corsa finisce alla prima curva, qualche corsa finisce a sei giri dalla fine», alludendo all’episodio dell’anno precedente che al contrario penalizzò lui anziché Prost). Il brasiliano era Campione del Mondo per la seconda volta.

1991

Senna con la Mc Laren nel 1991
Duello Senna Prost con finale nell’erba

Per la stagione 1991 la Honda decide di abbandonare il collaudato V10 e cominciare lo sviluppo del V12. La stagione parte bene, con 4 vittorie consecutive di Senna, ma quest’ultimo invita alla prudenza e sprona la propria squadra e la Honda a velocizzare lo sviluppo, lamentando alcune carenze. Il cambio di motorizzazione infatti, oltre a creare problemi di affidabilità, produce problemi di bilanciamento vettura. Le vittorie iniziali sono favorite dal calo di competitività della Ferrari e soprattutto dall’inaffidabilità della rivale Williams, che sta sviluppando il cambio al volante e la nuova motorizzazione Renault. Non appena la Williams risolve i propri problemi, escono i veri valori in campo. Senna cerca come può di tamponare lo strapotere dell’eccezionale FW14. Al GP d’Ungheria la Shell fornisce alla McLaren una speciale benzina che consente di ritrovare un po’ di competitività, garantendo a Senna un’importantissima vittoria. A Spa la vittoria è frutto nuovamente del ritiro degli avversari. La svolta decisiva avviene in Portogallo, dove la Williams getta una facile vittoria con un errore al pitstop (viene avvitata male la ruota posteriore), allontanandosi dalla competizione per il mondiale. A Suzuka  un errore di Mansell apre la strada al terzo titolo mondiale di Senna, che arriva con una gara d’anticipo. Durante questa stagione, Ayrton vinse la sua prima gara in Brasile, davanti al proprio pubblico. Il brasiliano dovette lottare con problemi al cambio poi rottosi dal 60º giro in poi, infatti perse tutte le marce ad eccezione della sesta. Nonostante tutto vinse, e a fine gara svenne a causa dell’immane stress fisico e accusò dolori lancinanti alle spalle e alle mani. Ripresosi, riuscì a fatica ad alzare la coppa del primo classificato.

1992

Ayrton Senna sul gradino più alto del podio nel GP d’ Italia
mansell da uno strappo al rivale

Nel 1992 Senna e la McLaren nulla possono contro la Williams FW14B, dotata di sospensioni attive. Nelle prime 5 gare il brasiliano arriva al traguardo solo due volte, terzo in Sudafrica e Imola, dimostrando i problemi di competitività e affidabilità della sua monoposto. Il tempo perso per risolvere i problemi, la tardiva introduzione del cambio al volante, e la scelta rivelatasi sbagliata dell’Honda V12, impedirono a Senna di lottare per il titolo. La stagione termina con soli tre successi MOnaco Budapest e Monza e relega Senna al 4º posto in classifica, superato anche dall’astro nascente Schumacher. Resta però memorabile un episodio che testimonia la grande umanità di Ayrton Senna: durante le prove del Gran Premio del Belgio a seguito di un incidente, la Ligier del pilota francese erik Comas carambola a centro pista e il pilota sviene col motore acceso. Il primo pilota a fermarsi è Ayrton Senna. Rischiando la vita, spegne il motore e raddrizza la testa del pilota francese, muovendola verso una posizione più naturale.

Al termine della stagione la Honda si ritira dal mondiale. Per la stagione seguente Senna allacciò contatti con la Williams, con la quale però aveva firmato il rientrante rivale Prost, che pose il veto su un eventuale ingaggio del brasiliano al suo fianco. Così fu costretto a rimanere alla McLaren, ora dotata del motore Ford 8 cilindri, non all’altezza del Renault 10 cilindri.

 

1993

 

Senna alla guida della sua MCLAREN al  Gran Premio di Germani del 1993.

Le premesse per il 1993non erano buone per Senna, visto anche che la McLaren motorizzata Ford doveva affrontare la grande favorita Williams, la cui prima guida era diventato il rivale di sempre, l’ormai trentottenne Alain Prost. Nei primi mesi dell’anno Senna pensò anche al ritiro dalla Formula 1, per poi firmare un accordo in extremis con la McLaren. Il contratto, però, era a gettone: Senna avrebbe deciso di volta in volta se correre e al termine di ogni Gran Premio gli spettava la cifra di un milione di dollari.

sovrapposizione Senna –  VIlleneuve

Nonostante l’evidente inferiorità di mezzo e un rapporto con il team che andava sempre più deteriorandosi durante la stagione, Senna diede vita ad alcune gare spettacolari, in particolare nel

 

Gran Premio d’Europa a Doninghton Park, una delle più belle vittorie del campione brasiliano: sotto l’acqua effettuò quattro sorpassi nel solo primo giro e dominò la gara, dando quasi un minuto e mezzo di distacco al secondo, Daon Hill, e più di un giro a Prost. Nel corso dell’anno, l’evidente differenza di qualità e potenza si fece sentire e il francese riuscì, a fine anno, a divenire campione del mondo. Senna fu vicecampione, ottenendo 5 vittorie. Tra queste, oltre a Donington, la seconda in carriera nel GP di casa, sempre sul bagnato, aggiudicato con sorpasso su Damon Hill; poi, ancora, la quinta vittoria consecutiva (un record) a Monte Carlo. Un mese dopo questo successo tra l’altro, con grande stupore di Dennis, accettò un rinnovo del contratto fino al termine della stagione.Contemporaneamente, però, cominciò a trattare con la Williams il suo ingaggio per la Stagione 1994. Durante l’anno, la sua McLaren palesò anche alcuni problemi di affidabilità, abbandonandolo a Imola, in Canada, in Ungheria, in Portogallo dove era 2º e a Silverstone dove era 3º (finisce la benzina all’ultimo giro e si classifica 5º). Concluse la stagione conquistando gli ultimi due gran Premi in Giappone ed Australia, la sua ultima vittoria (in cui ottenne l’unica pole della stagione) che coincise con l’ultima gara in Formula 1 dello storico rivale Prost, nell’occasione giunto secondo ma diventato campione; i due si abbracciarono sul podio.

1994: Il passaggio alla Williams e il drammatico fine settimana di Imola

SENNA SEGUITO DA UN GIOVANISSIMO SCHUMACHER SU BENETTON IN QUELLO CHE PTREMO DEFINIRE UN IPOTETICO PASSSAGGIO DI CONSEGNE

La William FW 16 del 1994
Dopo la conquista dell’ultimo titolo iridato, Prost conclude la propria carriera. Nell’anno 1994 Senna lasciò la McLaren per trasferirsi proprio alla Williams campione in carica. Da quell’anno il regolamento vietava tutti i dispositivi elettronici (come le sospensioni attive e il controllo di trazione), un punto di forza della Williams nel 1992  e 1993 . Con il nuovo regolamento, la Williams perse competitività. La monoposto progettata da Adrian Newey non era solo meno competitiva che in passato; era anche troppo stretta nella zona dell’abitacolo, e Senna faticava a calarvisi e di conseguenza faticava nella guida (lo stesso Senna, dopo le prime prove effettuate con la vettura, affermò: “Se mangio un panino non entro più in questa macchina”). La vettura era inoltre instabile e difficile da guidare, a causa dell’eliminazione dei dispositivi elettronici. Senna cominciò i lavori di collaudo, ma sarebbe servito del tempo per risolvere tutti i problemi della vettura; è con questi presupposti che cominciò il mondiale. Nelle prime due prove Senna conquistò due pole position, però in gara collezionò due ritiri , Senna conquistò la pole position, la terza di fila, ma a caratterizzare la gara sarà ben altro. Le prove, cominciate in malo modo il venerdì con l’incidente di Barrichello alla variante bassa (senza gravi conseguenze), e funestate il sabato dall’incidente mortale di Rland Ratzenbergeralla curva Villeneuve, segneranno profondamente lo stato d’animo di Ayrton e lo porteranno a correre con la bandiera austriaca nella monoposto, pensando di sventolarla in caso di vittoria in segno di solidarietà (tale bandiera fu poi rinvenuta all’interno dei resti della Williams dopo l’incidente, intrisa del sangue del pilota brasiliano). La corsa cominciò con un incidente alla partenza tra JJ Letho e Pedro Lamy, in cui i rottami delle vetture provocarono il ferimento di alcuni spettatori. La safety car, entrata in pista a seguito dell’incidente, vi rimase fino alla fine del 5º giro. Dopo la ripartenza, durante il 7º giro, Senna uscì di pista ad altissima velocità alla curva del Tamburello, a causa del cedimento del piantone dello sterzo, che era stato modificato per consentire la guida del mezzo in quanto le nocche del pilota toccavano l’abitacolo. Sono le 14:17. Il piantone era stato modificato e allungato nella notte dopo le prove cronometrate, dopo che Senna aveva chiesto di migliorare la visibilità della strumentazione. La saldatura manuale si mostrò però insufficiente a reggere le sollecitazioni della gara, togliendo al pilota il controllo totale della vettura durante la percorrenza della curva. Secondo la perizia dell’Alenia, per conto della Williams, la saldatura non cedette, ma si ruppe il raccordo dello sterzo con i leveraggi delle ruote, ma questo solo dopo la collisione che avvenne per l’instabilità della vettura causata dal cattivo rifacimento del manto stradale.
Ayrton Senna da Silva (BRA) McLaren MP4/5 Honda 1st position at Eau Rouge corner

Senna infatti, praticamente passeggero di una vettura ingovernabile, poté solo frenare (come si vede anche dalle immagini riprese dalla videocamera montata sulla monoposto), ma non riuscì a evitare il muro a bordo pista. L’impatto fu tremendo, coinvolgendo la parte anteriore destra della monoposto, e fu reso ancora più letale da un gradino d’asfalto coperto d’erba all’ingresso della via di fuga, che fece sobbalzare la vettura facendole conservare la velocità.

Dalla sua morte nulla è stato come prima, las icureza in primis in F1 ha fatto passi da gigante, non ci sono stati più’ morti da allora, un sacrificio non vano del numero 1, la cui scomaprsa fece scalpore,  deceduto facendo quello che amava.

 

gli ultimi momenti di vita, l’incidente ad IMOLA il I maggio 1994

La tomba di Senna con l’incisione “Niente mi può separare dall’amore di Dio”.

Il puntone della sospensione anteriore destra, spezzatosi, penetrò nella visiera del casco del pilota, dal bordo superiore. Ciò causò lo sfondamento della regione temporale destra e provocò gravissime e fatali lesioni. In seguito il pilota brasiliano perse oltre 3 litri di sangue e, dopo i primi soccorsi a bordo pista prestatigli dall’équipe medica guidata dal medico della FIA, fu deciso di trasportarlo via elicottero all’ Opsedale di Bologna. Qui il pilota venne ricoverato nel reparto di rianimazione, dove si accertò che il danno più rilevante era il trauma cranico provocato proprio dal puntone della sospensione. Ogni sforzo per salvargli la vita fu vano e Senna spirò alle 18:40, all’età di 34 anni, senza aver mai ripreso conoscenza. Poche ore dopo, la magistratura italiana ordinò l’autopsia sul corpo del campione, nel quale non furono riscontrati altri danni fisici di particolare gravità. Ciò è spiegabile col fatto che l’angolo d’impatto, di soli 22º, aveva permesso una progressiva dissipazione dell’energia cinetica, prima contro il muretto e quindi nella sabbia. Analoghi incidenti ad alta velocità nello stesso punto, come quello di nel 1987, quello di Berger nel 1989 o quello di Alboreto nel 1991, si erano risolti senza particolari traumi da decelerazione al pilota. In Brasile furono proclamati tre giorni di lutto nazionale, mentre a seguito delle indagini sulla morte del brasiliano, il circuito di Imola fu posto sotto sequestro. Molte migliorie sono state successivamente apportate a livello tecnico, dopo che in un primo momento la Federazione aveva varato un piano d’emergenza per il prosieguo della stagione.

 

Il logo “Ayrton Senna Sempre” sul musetto delle monoposto  Williams dell’anno 2014, nel ventennale della scomparsa del pilota brasiliano.

Il 26 aprile 1997 fu eretto un monumento in memoria del pilota all’interno della curva del Tamburello (oggi trasformata in variante), pressappoco nel punto in cui Ayrton ebbe l’incidente mortale. La statua, alta circa due metri, è un corpo bronzeo che poggia su un prezioso basamento di marmo grigio e pesa quasi 380 chili. Commissionata dal Comune di Imola, proprietario dell’autodromo, e dalla Sagis, la società che all’epoca aveva in gestione l’impianto, l’opera è stata realizzata dallo scultore Stefano Pierotti di Pietrasanta (LU).

Il processo

Successivamente, nel 1997, si aprì il processo sulla morte di Senna, che portò nel 2005 all’assoluzione sia del patron della Scuderia Williams, sia del progettista della vettura A. Newey, in tutti i tre gradi di giudizio. La cassazione ha invece sentenziato nel medesimo anno, il “non luogo a procedere” per la richiesta di assoluzione rivolta al direttore tecnico del team Patrick Head, in quanto egli, già riconosciuto colpevole di omicidio colposo, non era condannabile essendosi estinto il reato per prescrizione. Il processo ha consentito di portare alla luce numerose anomalie nell’atteggiamento della Williams e della Federazione, nel caso ad esempio della misteriosa sparizione delle centraline elettroniche della FW16o nel caso della cancellazione degli ultimi fotogrammi del camera-car di Ayrton.

Numeri e statistiche

Ayrton Senna ha preso il via in 161 GP (su 162 partecipazioni), cogliendo 41 vittorie (35 McLaren e 6 Lotus), 65 pole position (46 McLaren, 16 Lotus e 3 Williams), 19 giri più veloci (15 McLaren, 3 Lotus e 1 Toleman), 7 Hat Trick (6 McLaren e 1 Lotus), in gara e 610 punti iridati validi (su 614 totali). È partito per 87 volte in prima fila e ha ottenuto 96 piazzamenti a punti, 80 dei quali sul podio, percorrendo 13672 km al comando di una corsa, vale a dire 2931 giri.

Dopo il tragico incidente, tutti i circuiti di Formula 1 furono oggetto di controlli e successive revisioni dei tracciati, ove necessarie, per garantire maggior sicurezza ai piloti. La curva del Tamburello, nella fattispecie, fu modificata e, nel tratto centrale, sostituita con una variante. Furono anche prese misure, sia immediate sia a lungo termine, per aumentare la sicurezza delle vetture e diminuirne le velocità, tanto che dopo l’incidente di Senna per 21 anni non ci sono stati più incidenti mortali in Formula 1, fino al GP del Giappone, nel corso del quale J. Bianchi andò a sbattere contro una gru presente a bordo pista per rimuovere una vettura incidentata. Entrato in coma, il pilota italo-francese è poi deceduto il 18 luglio 2015.

Risultati in Formula 1

1984 Scuderia Vettura Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of Belgium.svg Flag of San Marino.svg Flag of France.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of the United States.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Europe.svg Flag of Portugal.svg Punti Pos.
Toleman TG183B e TG184 Rit 6 6 NQ Rit 2 7 Rit Rit 3 Rit Rit Rit Rit 3 13
1985 Scuderia Vettura Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of Portugal.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Belgium.svg Flag of Europe.svg Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Lotus 97T Rit 1 7 Rit 16 Rit Rit 10 Rit 2 3 3 1 2 Rit Rit 38
1986 Scuderia Vettura Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of Spain.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Austria.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Mexico.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Lotus 98T 2 1 Rit 3 2 5 1 Rit Rit 2 2 Rit Rit 4 3 Rit 55
1987 Scuderia Vettura Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Austria.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Mexico.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Lotus 99T Rit 2 Rit 1 1 4 3 3 2 5 2 7 5 Rit 2 SQ 57
1988 Scuderia Vettura Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Mexico.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
McLaren MP4/4 SQ 1 Rit 2 1 1 2 1 1 1 1 10 6 4 1 2 90 (94)
1989 Scuderia Vettura Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Mexico.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
McLaren MP4/5 11 1 1 1 Rit 7 Rit Rit 1 2 1 Rit Rit 1 SQ Rit 60
1990 Scuderia Vettura Flag of the United States.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Mexico.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
McLaren MP4/5B 1 3 Rit 1 1 20 3 3 1 2 1 1 2 Rit Rit Rit 78
1991 Scuderia Vettura Flag of the United States.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Mexico.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
McLaren MP4/6 1 1 1 1 Rit 3 3 4 7 1 1 2 2 5 2 1 96
1992 Scuderia Vettura Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of Mexico.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of Spain.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
McLaren MP4/6B e MP4/7A 3 Rit Rit 9 3 1 Rit Rit Rit 2 1 5 1 3 Rit Rit 50
1993 Scuderia Vettura Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of Brazil.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
McLaren MP4/8 2 1 1 Rit 2 1 18 4 5 4 Rit 4 Rit Rit 1 1 73
1994 Scuderia Vettura Flag of Brazil.svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Europe.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Williams FW16 Rit Rit Rit 0
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Solo prove/Terzo pilota Non qualificato Ritirato/Non class. Squalificato Non partito

Confronto con i compagni di squadra

In tutte le stagioni in F1 tranne che nel 1989 Senna ha sempre totalizzato più punti rispetto ai suoi compagni di squadra. Nell’unico anno in cui fu sconfitto nello scontro diretto fu superato dal francese Alain Prost di 16 punti (76-60). Va segnalato che anche l’anno precedente Senna ottenne meno punti di Prost, ma poiché nel periodo 1985-1990 il regolamento permetteva che venissero contati solo i migliori undici risultati su sedici gran premi disputati, Senna in quella stagione ha battuto il compagno (e si è aggiudicato il titolo iridato) per 90-87 pur avendo totalizzato un minor numero di punti totali di Prost (94 a 105).

Anno Punti di Senna Punti del compagno Compagno di squadra
1984 13 0 Johnny Cecotto
1985 38 33 Elio De Angelis
1986 55 3 Johnny Dumfries
1987 57 7 Satoru Nakajima
1988 90 (94) 87 (105) Alain Prost
1989 60 76 (81) Alain Prost
1990 78 43 Gerhard Berger
1991 96 43 Gerhard Berger
1992 50 49 Gerhard Berger
1993 73 7 Michael Andretti
4 Mika Häkkinen

Senna e la religione

« Mi ferisce che si dica che credo di essere imbattibile a causa della mia fede in Dio. Ciò che voglio dire è che Dio mi dà la forza e inoltre che la vita è un dono che Dio ci ha dato e noi siamo obbligati a mantenerlo con cura. »

 

Il rapporto profondo di Ayrton Senna con la religione aveva radici lontane derivanti dalla sua famiglia, in particolar modo dall’educazione ricevuta dalla madre. Nella sua valigetta personale Senna portava con sé la Bibbia e prima di ogni partenza ne leggeva un passo. In un’intervista, dichiarò di aver visto Dio accanto a lui, sullo schieramento di partenza del Gran Premio del Giapponedel 1988.

Sulla sua tomba, a San Paolo del Brasile, è scolpita una citazione dalla Lettera dell’ APostolo Paolo ai Romani 8,39: «Nada pode me separar do amor de Deus», in italiano Niente mi può separare dall’amore di Dio.