Ballottaggi. Cadute anche le ultime “zone rosse”. Sinistra disintegrata dal dilagante Nazionalismo di centro-destra

Ai ballottaggi comunali dello scorso 24 giugno stravince il centrodestra. L’asse di governo Lega-M5S, trainato dall’effetto Salvini, è palesemente una chiara svolta degli elettori. La coalizione conquista ben undici sindaci rispetto alle precedenti elezioni che ne vedevano soltanto tre. Disintegrato il centrosinistra, dove il Pd vede perdere invece le roccaforti di Siena, Pisa, Massa, Imola, Terni e Avellino, città storicamente “rosse”.

Bene anche le liste civiche, che vincono a Barletta, Messina, Siracusa e Imperia. Il centrodestra strappa al centrosinistra i sindaci di Udine, Treviso, Catania, Vicenza, Terni, Sondrio, Viterbo, Pisa, Siena, Massa. A Ragusa vince un sindaco sostenuto da Fratelli d’Italia e liste civiche (il comune era governato dai 5 stelle).

Ancona e Brescia restano ancora zone rosse, ma Avellino vede un sindaco targato M5s al posto del vecchio Pd che ha visto perdere, grazie anche alle liste civiche, i comuni di Barletta, Messina, Imperia e Siracusa.

Nelle altre regioni della Campania, nonostante la faccia da campione l’astensionismo, il centro-destra trova in ogni caso consensi ovunque. Preferenze decisamente nette e vincenti rispetto ai vecchi partiti di sinistra.

Insomma, queste amministrative si sono rivelate una storica rottamazione incentivata per il partito della triade Renzi, Gentiloni e Martina.

Un fattore però sembrerebbe essere ancor più determinante. I consensi del M5s, rispetto allo scorso 4 marzo, appaiono sempre più incerti se paragonati alla chiara affermazione del centro-destra Salviniano. Sarà mica tutto partito dalla (già precedentemente dichiarata) tendenza di far politica “buon vecchio stil novo” con i “sinistri” da parte del Ministro Luigi Di Maio, magari pur di non annoiarsi in una nuova campagna elettorale in vista di uno scomodo ritorno alle urne?

Dopo i ballottaggi si riconferma questa svolta storica tutta italiana, così attaccata e criticata da alcuni giornali di parte, dove chi approva la difesa dell’identità nazionale viene etichettato come il nuovo “fascista”, qualcuno si chiederà adesso cosa ne penserà mai il tacito Garante della Costituzione eletto grazie a quei vecchi “rottamati”.

In effetti, dopo il rifiuto di un governo tecnico neutral-massonico forse si troverà impegnato ancora a querelare per vilipendio quei pochi “sudditi” rimasti.

Dai, Mattarella. Non essere così duro con gli italiani! E’ risaputo che la storia viene fatta dai vincitori e non dai vinti.