Bellissime notizie per i comuni della Regione Campania che hanno partecipato alla cosiddetta misura POC 2014-2020 per l’elaborazione di progetti turistici da espletarsi nei mesi estivi. Ogni anno la Regione Campania emana dei bandi riservati alle amministrazioni comunali affinché queste mettano su dei progetti per promuovere il territorio e nel contempo per dare delle possibilità di svago e di riposo a tutti i cittadini, che per i motivi più non riescono a garantirsi dei giorni dei giorni di ferie.
Come ben sappiamo sono ben 550 i comuni dell’intera regione e di questi 104 appartengono alla provincia di Caserta. Di questi ultimi sono 23 i comuni che hanno visto approvati i propri progetti. È da ricordare che i comuni capoluoghi partecipano ad altre misure, in considerazione che l’attenzione su di essi è di gran lunga maggiore, atteso che essi ospitano eventi e rassegne di una certa importanza, alcune volte di rilevanza internazionale.
I finanziamenti concessi hanno tenuto conto di diversi parametri, tant’è che gli stessi comuni, per non vedersi i progetti bocciati, hanno elaborato iniziative più idonee per le proprie comunità. A far la parte da leoni sono stati i comuni di Portico di Caserta e Sant’Angelo d’Alife che hanno conseguito ciascuno ben 150.000 euro su dodici comuni partecipanti. Altri tredici comuni hanno conseguito, invece, 70.000 euro, come Aversa, Caiazzo, Capua, Casapulla, Castello Matese, Castel Morrone, Letino, Marcianise, Roccamonfina, Pignataro Maggiore, Santa Maria Capua Vetere, Sessa Aurunca, Valle di Maddaloni. Altri otto si sono aggiudicati 50.000 euro, come Arienzo, Calvi Risorta, Ciorlano, Formicola, Galluccio, Macerata Campania, Prata Sannita, Succivo.
In sintesi i ventitré comuni della provincia di Caserta si sono visti assegnare 1.610.000 su 10.930.000. Un buon risultato in termini di risorse finanziarie assegnate, a cui dovrà necessariamente fare seguito una idonea promozione turistica per rispondere alle sempre più nuove esigenze dei cittadini. È da sottolineare che negli ultimissimi anni, proprio grazie ai nuovi strumenti di ricerca e di conoscenza, il palato si è affinato e nessuno è più propenso a vedersi appioppare delle manifestazioni che manchino di contenuti culturali oltre a non far scattare nessuna molla per intercettare i flussi turistici. Ma questo, ovviamente, è un necessario controllo preventivo degli organi regionali, i quali hanno il doveroso compito di privilegiare progetti veramente ambiziosi e che riescano a recuperare il grandissimo patrimonio storico-culturale presente in tantissime zone della Campania. Riversare sul territorio tantissime risorse dovrebbe avere in un tempo breve-medio degli aumenti di ben determinati indici culturali, come l’acquisto e la lettura del libro, la partecipazione a manifestazioni teatrali, a rievocazioni storiche, alla tutela ed alla conoscenza dei beni culturali, a riprendere il filo delle più svariate tradizioni locali e via di seguito. Insomma queste ingenti risorse finanziarie dovrebbero pur servire a “seguire virtute e canoscenza”.