Blitz dei Carabinieri nel territorio casalese, 4 arresti

Un arresto anche a Vasto

Casal di  Principe – Arresto posto in essere dalle pattuglie Carabinieri della Compagnia di Casal di Principe, a seguito dell’emissione del provvedimento cautelare da parte della Procura del Tribunale di NAPOLI. Le forze dell’ordine ,dunque, hanno dato esecuzione, tra il territorio dell’ aversano e Vasto (in Abruzzo) dell’anzidetto provvedimento. Dopo la pubblicazione lo stesso è stato immediatamente messo in esecuzione,  con  successivo, arresto e/o la custodia cautelare in carcere, emessa dall’ufficio del Giudice delle Indagini Preliminari (il GIP appunto) del Tribunale di Napoli su richiesta sia da parte del PM che della locale Direzione Distrettuale Antimafia (la Dda), nei confronti di quattro pregiudicati del comune casertano ritenuti, a vario titolo, e gravemente indiziati di una serie di reati da codice penale ossia: il primo reato che si è configurato è quello previsto dal art. 629 del codice penale vigente, l’ estorsione con l’aggravante del metodo e dell’agevolazione mafiosa.

Sono tre i soggetti coinvolti i quali hanno posto in essere più condotte estorsive con una serie di  minacce verbali di morte nel periodo pre-lock down nel febbraio 2020 ai danni di un imprenditore edile locale, alla quale nonostante fatte una serie di richieste in danaro, pari ad euro 30.000(richiedendo in alternativa la sua Jeep Renegade) da devolvere ai detenuti affiliati al Clan dei Casalesi e alle loro famiglie.

Ma cos’è l’estorsione facciamo un breve schema di questo reato molto grave: ci può essere estorsione senza mafia, ma non può esserci mafia senza racket. E non ogni forma d’estorsione è racket. Il racket del pizzo, nell’essere il principale strumento delle mafie per esercitare il controllo del territorio, ha alcune caratteristiche che, fra l’altro, lo distinguono dalle semplici attività estorsive. In primo luogo, la richiesta di pizzo non può essere occasionale ma ripetuta nel tempo: l’organizzazione mafiosa pretende il pagamento secondo scadenze regolari (o ogni mese o ogni quattro mesi in coincidenza di Natale, Pasqua, Ferragosto). Il cedimento dell’imprenditore rappresenta una importante fonte di guadagno e, soprattutto, il modo più efficace per consolidare la subordinazione degli imprenditori. In secondo luogo, l’attività estorsiva non può essere limitata solo a qualche impresa: se in un quartiere ci sono cento esercizi commerciali, la richiesta di pizzo non può essere fatta solo a cinque di loro; deve essere il più possibile a tappeto. In terzo luogo, l’importo del pizzo deve essere definito secondo regole che, in un certo senso, possano anche essere “condivise” dagli imprenditori-vittime.

L’estorsione, reato sintomatico della criminalità organizzata, è il delitto più frequente non solo in Sicilia, in Calabria, in Campania, in Puglia, ma in pratica in tutte le regioni italiane

Fonte: Reato di estorsione e aggravante del metodo mafioso https://www.studiocataldi.it/articoli/33678-reato-di-estorsione-e-aggravante-del-metodo-mafioso.asp#ixzz6q7YM82v7
(www.StudioCataldi.it)

Chiunque, mediante violenza o minaccia, costringendo taluno a fare o ad omettere qualche cosa, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da cinque a dieci anni e con la multa da euro 1.000 a euro 4.000.

La pena è della reclusione da sette a venti anni e della multa da da euro 5.000 a euro 15.000, se concorre taluna delle circostanze indicate nell’ultimo capoverso dell’articolo precedente.

L’uomo fermato e localizzato in Abruzzo è ritenuto indiziato di quattro episodi estorsivi avvenuti dal 2016 al 2019, avvalendosi della forza di intimidazione derivante dall’appartenenza al clan, esercitata nei confronti di altro imprenditore edile locale, con contestuale, richiesta di 1.000 euro con condotte criminose poste in essere specie nel periodo natalizio al fine di agevolare le attività del gruppo criminale. Tale quadro accusatorio ha consentito l’esecuzione dell’odierna misura e la traduzione in carcere di tutti i destinatari.

Questi i nomi degli arrestati a beneficio dei nostri lettori eccoli che tra l ‘altro erano ex pregiudicati:

  1. Vincenzo De Luca, 44 anni, di Casal di Principe;
  2. Salvatore Massaro, 69 anni di Casal di Principe;
  3. Paolo Piccirillo, 57 anni di Casal di Principe;
  4. Giovanni Della Corte, 57 ani di nato Casal di Principe, già sottoposto alla  misura di sicurezza della casa lavoro a Vasto (provincia di Chieti).