C. RONALDO, UN ATTACCANTE BESTIALE, RAGGIUNTA QUOTA 667 GOL, UNA MACCHINA DA GOL E DA GUERRA AL SERVIZIO DELLA JUVENTUS

DI GIANCLAUDIO DE ZOTTIS

SPORT

CRISTIANO RONALDO (CR7)

TORINO, JUVENTUS: C. Ronaldo un’autentica macchina da GOL e da guerra al servizio di Mr. Allegri e della Juventus, un marziano, un giocatore unico che non puo’ essere trattato come gli altri a detta dell’allenatore livornese, acquistato in una calda estate quando pochi (forse nessuno) se lo aspettava un divorzio dal Real Madrid consensuale e voluto in primis dal giocatore, praticamente indolore per lui che alla fine ha ottenuto ciò che voleva, chiarendo la sua posizione manifestando la volontà di lasciare il R. Madrid, anzi attualmente sono le merengue ad avere qualche difficoltà nel sostituirlo con qualche passo falso, non tanto in C. League dove si registra una battuta di arresto indolore contro il CSKA di Mosca,  nonostante sia la squadra detentrice della Coppa dalle grandi orecchie, sesta al momento in campionato (ancora lungo per carità) ma che sembra possa prendere la via di Barcellona anche se è presto per dirlo.

Ma torniamo a CR7, dicevamo, il giocatore più forte al mondo, con Messi con il quale a fine anno si divide i vari trofei da assegnare tra cui il FIFA World player ed il pallone d’oro. Breve inciso il FIFA Worl player, il migliore, quest’anno è stato dato a Luka Modric, capitano grande protagonista dell’indomabile Croazia seconda al mondiale di Russia, battuta dai galletti francesi di Pogba, Mbappe e soci in finale.

LA FORMAZIONE DEL BEST 11 DELL’ ANNO CORRENTE CON IL PORTOGHESE PUNTA CENTRALE PER UNA SQUADRA DA SOGNO

 

Per quanto riguarda il pallone d’oro, l’asso portoghese ha vinto 4 delle ultime cinque edizioni dell’ambito trofeo di France Football, sempre molto ‘amato’ dai calciatori di ogni epoca, dal 2013 al 2017, arrivando secondo nel 2015 dietro a Messi per un totale di 5 palloni d’oro a testa per i due fenomeni del calcio mondiale.

CR7 ha vinto dunque le ultime rassegne a conferma di una maturazione ormai completa nonostante i suoi 33 anni, una macchina da GOL che ha cinque C. League, andando a ritroso nel tempo volendo fare una breve sintesi dei suoi trofei (che immaginiamo abbia difficoltà dove metterli in casa , ci vorrebbe una stanza solo dedicata appunto ai riconoscimenti ottenuti durante la sua carriera calcistica)  e del suo curriculum – quando peschi dal mazzo la carta vincente è sempre la sua. Più che jolly, un Re di Coppe. Perché la sua carriera e il suo palmares sono clamorosamente legati a quello. Quasi un segno del destino, visto che il primo trofeo di sempre di Cristiano Ronaldo è stata proprio una coppa, in Portogallo. I primi al Manchester e al Real? Anche. Più ovviamente quelle cinque Champions che ne fanno un simbolo di tutta la competizione. “La” coppa che a Torino sognano ormai da molti anni. Col record di finali perse, di cui una proprio grazie a lui, e con un’enorme occasione sfiorata anche nei quarti di qualche mese fa. Da ossessione a realtà. Perché con CR7 tutto diventa possibile, e a parlare per lui ci sono i 27 i titoli per squadra collezionati in sedici anni di carriera. 26 a livello di club e uno con la nazionale. E dei 26 ben 11 a livello internazionale. 5 le Champions. Da solo. Secondo solo a Gento e al pari degli altri madridisti del quinquennio ’55-’60, più Paolo Maldini e Alessandro Costacurta. Loro che una finale la vinsero proprio contro la Juventus, la squadra che ora vuole puntare dritto alla coppa dalle grandi orecchie, il desiderio tutt’altro che nascosto del colpo CR7. Semplicemente il migliore. Al mondo. Il numero uno con cui smettere soltanto di sognarla la Champions. E alzarla per davvero sotto un cielo tutto bianconero.

Uomo di coppa

La storia d’amore tra Cristiano Ronaldo e i trofei inizia nel 2002. Quando da ragazzino esordisce con lo Sporting. La partita? Un preliminare di Champions contro l’Inter, che ora sarà una delle rivali storiche del suo nuovo club da affrontare. Quattro giorni dopo c’è la Supercoppa portoghese, dove lui non gioca ma la squadra vince. 5-1, e il primo trofeo della sua carriera è, guarda caso, una coppa… super. Segno del destino, che rimane però l’unica vinta in patria. Nell’estate del 2003 arriva infatti l’immediato cambio. In quei mesi c’è anche la Juve di lui. Moggi offre soldi più Marcelo Salas ai portoghesi, ma il cileno rifiuta e CR7 firma con lo United. E col suo sogno: la Premier. Sir Alex poggia allora sulla sua schiena proprio quel numero, lo stesso che in passato fu di Best, Cantona e Beckham. Non certo poco pesante. Lui al Manchester allora vince subito, al primo anno. Che cosa? Una coppa, ovvio. “La” coppa in Inghilterra, la più antica del gioco del calcio: sua altezza l’FA Cup. Ronaldo in quel torneo salta solo la prima partita, poi gioca sempre e segna anche in finale al Millwall. Due anni dopo arriverà anche la Coppa di Lega, nel febbraio del 2006, dove segna ancora nella finalissima al Wigan e colleziona il terzo trofeo in carriera. Secondo da protagonista. E sono tutte coppe, seppur nazionali. Partite secche. A eliminazione diretta. Dove contano i campioni. E CR7 lo sta già diventando.

Con lo Sporting:

Supercoppa Portogallo 2002

Le lacrime di Mosca

Poi arriva finalmente il momento della Premier. Atteso e desiderato. Dopo essere atterrato in uno United campione d’Inghilterra, ma aver visto festeggiare per tre anni Arsenal e Chelsea (con la doppietta del primo Mou). La rivincita è targata 2006-07. Il primo campionato del palmares del portoghese. Il primo di tre in fila in realtà, come le ultime Champions col Real. CR7 gioca e segna rispettivamente 17 gol, 31 gol e 18 gol a stagione. Contestualmente arriva un’altra Coppa di Lega e due Community Shield, ma soprattutto la Champions League. Fuori in semifinale l’anno prima contro il Milan. Nel 2008 la sua rivincita è a Mosca. In quella coppa lui va in rete 8 volte in 11 partite. Di testa segna anche nella finale, prima di sbagliare uno dei rigori della serie e venire graziato dal destino e dallo scivolone di John Terry proprio sul più bello. Dunque Van der Sar che ferma Anelka. La vittoria e le lacrime. A dicembre arriverà anche il primo Pallone d’Oro. Dopo Kakà e prima di Messi, a inaugurare il duopolio decennale con l’argentino.

Con il Manchester United:

FA Cup 2003-04
Coppa di Lega 2005-06, 2008-09
Premier League 2006-07, 2007-08, 2008-09
Community Shield 2007, 2008
Champions League 2007-08
Mondiale per Club 2008

Da CR9 a CR7

Nel 2009 è poi il momento del grande salto nel Real. Altro sogno di qualsiasi bambino si avvicini al gioco del calcio. A Madrid per fermare l’emorragia di vittoria di un Barcellona stratosferico, fresco di triplete e di un nuovo modo di giocare a calcio, arrivano lui più Kakà (gli ultimi due Palloni d’Oro). E anche Benzema e Xabi Alonso. Una campagna faraonica che apre le fila ai mercati da pazzi che vivono tuttora. Il primo anno? Zero titoli. Una delusione tremenda. Nel 2010-11 per CR7 i gol sono addirittura 53, ma nella sostanza vince soltanto la Coppa del Re, dopo essersi ripreso quel numero 7 che al primo anno era ancora di Raul. In finale contro il Barcellona segna sempre lui nei supplementari. Finisce 1-0 e quello rimane l’unico trionfo del Real nel periodo di quei quattro Clasico in due settimane che hanno segnato la storia. L’anno successivo arriverà finalmente la Liga, dopo il primo (e inevitabile dal destino) titolo al Real che fu una coppa. La solita. L’impresa in campionato verrà ripetuta soltanto nel 2016-17, ma è la Champions League il vero motivo per cui CR7 aveva scelto Madrid.

Pentacampione

Nove coppe in bacheca. L’ultima nel 2002 con una magia di Zidane che nel 2014 è assistente di Ancelotti in panchina. La Decima per il Real è un sogno rimasto proibito, e l’uomo del destino sarà proprio Cristiano Ronaldo. 17 gol in 11 partite per lui quell’anno. In quello che rimane il record di reti messe a referto in una singola edizione (per la cronaca, al secondo e terzo posto c’è sempre lui). CR7 segna sempre nelle prime 8 partite. Poi doppietta al Bayern in semifinale. È un trascinatore totale che però sembra steccare la finale. Nel suo Portogallo, al da Luz, tutto sembra studiato per il suo trionfo, ma il vero salvatore della patria porta il nome di Sergio Ramos, che di testa e all’ultimo secondo pareggia la partita. Nei supplementari il derby contro l’Atletico finirà 4-1, con Ronaldo che segna l’ultimo gol su rigore ed esulta levandosi la maglietta. A fine anno solare arriverà un altro Pallone d’Oro. Il secondo in fila con quell’urlo (“Siiii”) di ego incontenibile, dopo le lacrime del 2013 snervato dalla tensione di poter finire ancora una volta secondo alle spalle di Messi. Nel 2015 un nuovo triplete Barça interrompe la festa di CR7, ma per poco. Nel 2016, 17 e 18 arrivano le tre Champions in fila. In Francia nell’ultimo Europeo trascina anche il suo Portogallo fino in finale, riuscendo laddove Messi aveva (e ha) sempre fallito: il trionfo con la propria nazionale. Leader e capitano, segna e fornisce 3 gol e 3 assist durante il torneo pur dovendo dare forfait nella finalissima contro la Francia dopo appena 25 minuti per infortunio. Il Portogallo vincerà lo stesso. E lui altri due Palloni d’Oro. In attesa di capire se a dicembre potrà sorpassare definitivamente Messi in una stagione da indiscusso numero uno per club, o se a pesare sarà di più il Mondiale. Lui nel frattempo può sempre consolarsi col suo palmares incredibile, a cui si aggiungono anche due Supercoppe Europee e quattro Mondiali per club, più qualcosa come 132 premi individuali. Tra cui 4 Scarpe d’Oro, 12 presenze nella squadra dell’anno Uefa e 5 consecutive nella top11 di Champions. 7 volte capocannoniere della Coppa dalle grandi orecchie, 3 della Liga, 2 nel Mondiale per club, una della Premier, una della FA Cup così come per Coppa del Re ed Europeo. Numeri mostruosi. Perché lui è Cristiano Ronaldo. Semplicemente: il Re di coppe.

Con il Real Madrid

Coppa di Spagna 2010-11, 2013-14
Liga 2011-12, 2016-17
Supercoppa spagnola 2012, 2017
Champions League 2013-14, 2015-16, 2016-17, 2017-18
Supercoppa Europea 2014, 2017
Mondiale per Club 2014, 2016, 2017

Con il Portogallo

Europeo Francia 2016

Pallone d’Oro

2008, 2013, 2014, 2016, 2017

Cinque volte FIFA WORLD PLAYER

anni  2008, 2013, 2014, 2016, 2017

Ma veniamo alla storia  più recente di quest’anno, al momento che ha segnato (forse) o contribuito a far maturare la decisione di passare alla Juventus, il gol all’Allianz Stadium in rovesciata, CON L’APPLAUSO sportivo di gran parte dello stadio e quell’inchino verso i tifosi ‘rivali’ al quale ha dato parecchi dispiaceri, il più bruciante sicuramente la doppietta a Cardiff che ha affossato nel 4 – 1 le speranze di riportare la Champions League a Torino, dall’ultimo trionfo del lontano 1996/1997 con Vialli, Del Piero, Peruzzi ecc., contro l’Ajax di Davids (che passera’ dopo alcuni anni a Torino scartato dal Milan, e grande portagonista, pilastro del centrocampo juventino nonostante l’insorgere del glaucoma che lo costringerà poi a giocare con gli occhiali protettivi peril resto della carriera ma questa è un’altra storia), in un Olimpico di Roma vestito di bianconero,  quando sino all’anno 1992, il trofeo si chiamava Coppa dei Campioni.

Dicevamo a Cardiff il giorno 3 giugno 2017 una sfida equilibrata sino al primo tempo poi CR7 decide di dare il suo contributo decisivo con i due gol e l’anzidetta vincita del trofeo dalle grandi orecchie che prenderà la via di Madrid.

Alcune foto di Cardiff di CR7 grande protagonista della vittoria con una doppietta.

Real Madrid’s Portuguese striker Cristiano Ronaldo (L) drives the ball ahead of Juventus’ German midfielder Sami Khedira during the UEFA Champions League final football match between Juventus and Real Madrid at The Principality Stadium in Cardiff, south Wales, on June 3, 2017.
Real Madrid’s Portuguese striker Cristiano Ronaldo celebrates after scoring during the UEFA Champions League final football match between Juventus and Real Madrid at The Principality Stadium in Cardiff, south Wales, on June 3, 2017.
Real Madrid’s Portuguese striker Cristiano Ronaldo (2nd L) shoots to score the opening goal of the UEFA Champions League final football match between Juventus and Real Madrid at The Principality Stadium in Cardiff, south Wales, on June 3, 2017.
Juventus’ Italian goalkeeper Gianluigi Buffon fails to stop a goal during the UEFA Champions League final football match between Juventus and Real Madrid at The Principality Stadium in Cardiff, south Wales, on June 3, 2017.
Real Madrid’s Portuguese striker Cristiano Ronaldo (L) celebrates with teammates after scoring the opening goal of the UEFA Champions League final football match between Juventus and Real Madrid at The Principality Stadium in Cardiff, south Wales, on June 3, 2017.
Real Madrid’s Portuguese striker Cristiano Ronaldo celebrates after scoring during the UEFA Champions League final football match between Juventus and Real Madrid at The Principality Stadium in Cardiff, south Wales, on June 3, 2017.
Real Madrid’s Portuguese striker Cristiano Ronaldo (R) celebrates with Real Madrid’s Spanish defender Dani Carvajal after scoring during the UEFA Champions League final football match between Juventus and Real Madrid at The Principality Stadium in Cardiff, south Wales, on June 3, 2017.
Juventus’ Croatian striker Mario Mandzukic shoots to score their first goal during the UEFA Champions League final football match between Juventus and Real Madrid at The Principality Stadium in Cardiff, south Wales, on June 3, 2017. Il gol di Mandzukic, tanto bello quanto inutile ai fini del risultalto finale solo per le statistiche.
Juventus’ Croatian striker Mario Mandzukic (R) celebrates with teammates after scoring their first goal during the UEFA Champions League final football match between Juventus and Real Madrid at The Principality Stadium in Cardiff, south Wales, on June 3, 2017.
Real Madrid’s Portuguese striker Cristiano Ronaldo celebrates after scoring their third goal during the UEFA Champions League final football match between Juventus and Real Madrid at The Principality Stadium in Cardiff, south Wales, on June 3, 2017.
Real Madrid’s Portuguese striker Cristiano Ronaldo (C) vies with Juventus’ Brazilian defender Alex Sandro (L) and Juventus’ Italian defender Giorgio Chiellini (R) during the UEFA Champions League final football match between Juventus and Real Madrid at The Principality Stadium in Cardiff, south Wales, on June 3, 2017.
Real Madrid’s Portuguese striker Cristiano Ronaldo celebrates after scoring the first goal during the UEFA Champions League final football match between Juventus and Real Madrid at The Principality Stadium in Cardiff, south Wales, on June 3, 2017.
Juventus’ Italian defender Giorgio Chiellini (L) vies with Real Madrid’s Portuguese striker Cristiano Ronaldo during the UEFA Champions League final football match between Juventus and Real Madrid at The Principality Stadium in Cardiff, south Wales, on June 3, 2017.

C. Ronaldo che aveva però già segnato contro i bianco neri, anzi per la precisione la ‘Vecchia Signora’ è stata trafitta ben otto volte in Europa dall’asso poroghese, la sua vittima preferita, da qui il Presidente Andrea Agnelli avrà pensato bene ‘dato che segna sempre contro di noi, si fa uno sforzo non da poco e lo si acquista in modo da risolvere il problema’, per la serie alleati con il tuo nemico se non lo riesci a battere e/o a sconfiggere.

Ma ritorniamo al match di quest’anno giocato all’ALLIANZ STADIUM a marzo deciso da una doppietta di CR7 con il gol in rovesciata da spellarsi le mani dopo l’applauso e i ringrazimenti nasce  qualcosa, SCOCCA LA SCINITILLA, un ulteriore ‘GRAZIE’ del portoghese sui social a tutti i tifosi bianco/neri sui suoi canali personali tra cui Instagram ecc., sempre attentissimo all’immagine personale, una vera e propria azienda vivente con una passione smodata per le fuoriserie tra cui le Ferrari. Dopo i ringraziamenti il ritorno al Bernabeu la Juve reagisce va sul 3 a 0 ma al 91′ entra in scena l ‘arbitro Oliver, contatto dubbio in area di Benatia con Lucas che va a terra, rigore tra le feroci polemiche degli juventini, primo fra tutti un ‘invasato’ Buffon che sarà buttato fuori per proteste e dichiarerà la famosa frase ‘ Un rigore del genere non lo puoi fischiare al 92’, ma hai un bidone dell’immondizia al posto del cuore’, con le conseguenti ilarità sul web a non finire sfottò e quant’altro. Sul dischetto manco a dirlo lui CR7, rincorsa e gol e tanti saluti alla Juventus. Il R. Marid poi vincerà la C. League contro il Liverpool con vittoria delle merengue per 3 a 1 sui Reds inglesi e un super gol in rovesciata di G. Bale, in stile Cr7 alla lontana però con un gesto tecnico diverso solo nell’esecuzione e nell’estetica ma pur sempre in rovesciata.

CR7 E GARETH BALE A CONFRONTO – GRANDI ATLETI E GRANDI GESTI TECNICI A CONFRONTO IN ROVESCIATA

CR7 MATA ANCORA LA JUVENTUS SU RIGORE AL SANTIAGO BERNABEU AL 92ESIMO

 

Arriva l’estate e iniziano a circolare le voci di un divorzio tra Ronaldo ed il R. Madrid, si pensa a una fake news, ma invece è tutto vero, una settimana di trattative scarse e l’asso del R. MAdrid viene presentato in conferenza stampa, attesissimo allo Juventus Stadium (ora Allianz Stadium dal nome dello sponsor, uno dei tanti, che ha riformulato il nominativo del vecchio Juventus Stadium).

Si parte in campionato i primi gol si fanno attendere, doppietta al Sassuolo per CR7 che si sblocca davanti ai suoi nuovi tifosi che subito lo hanno ‘adottato’ e iniziato ad incitare.

Decisivo in casa contro il Napoli due assist e il tiro sul palo che ha propiziato il gol di Mandzukic nonchè migliore in campo all’unanimità.

IL CROSS AL ‘BACIO’ DAL QUALE SCATURISCE L’UNO A UNO DI MANDZUKIC

IL TIRO SUL PALO CHE PROPIZIERà IL DUE A ZERO

 

Il resto è storia recente omettiamo di descrivere tutte le finali in cui è stato decisivo onde evitare un articolo chilometrico, si segnala che il gol a San Siro è il numero 667 dell’asso di Madeira, uno in più del numero satanico, nato per giocare a pallone, c’è chi nasce per fare il medico, l’avvocato, il dentista ecc., lui è certamente uno di quelli mandati da DIO nato e cresciuto con il pallone tra i piedi, per divertire gli appassionati di calcio tifosi di ogni squadra e divertirsi lui stesso.

IL GOL N. 667 A SAN SIRO E L’ESULTANZA ALLA SCALA DEL CALCIO DI MILANO, STADIO DI PRESTIGIO (UNO DEI POCHI)

IN CUI NON AVEVA ANCORA SEGNATO, CINICO NEL CAPITALIZZARE L’UNICA VERA OCCASIONE AVUTA.

 

Tra le vittime preferite oltre alla Juventus ora squadra in cui milita segnaliamo i 12 gol messi a segno al Camp Nou di Barcelona, i 4 gol ad Anfiled in uno degli stadi più importanti del mondo, senza contare  quelli timbrati all’OLD Trafford di Manchester ecc ecc., mancava S. Siro la scala del calcio prima partita un occasione e GOL per evitare preoccupazioni inutili e conteggi ulteriori buoni per gli amanti della statistica.

Tra le altre curiosità menzioniamo che Cristiano ha tirato 108 volte (tra cui il missile all’incrocio ad Empoli), OGNI VOLTA CHE TIRA DI SOLITO CENTRA IL BERSAGLIO GROSSO,LA PORTA.

108 – Cristiano ha partecipato attivamente a 108 tiri della Juventus in questa Serie A (88 conclusioni, 20 assist al tiro), almeno 28 in più di qualsiasi altro giocatore nei top-5 campionati europei 2018/19. Trascinatore. L’esultanza a San Siro dopo il gol del 2 – 0.

 Si è preso il suo tempo, ci ha fatto aspettare, neanche troppo a dire la verità. Tre passaggi a vuoto prima di prendersi la scena. Cristiano Ronalo si è sbloccato alla quarta giornata di campionato: doppietta contro il Sassuolo, da lì in poi non si è più fermato. Altri sei centri in Serie A, per non parlare della perla messa a segno in Champions League contro il Manchester United la sua ex squadra che lo ha lanciato nell’Olimpo del grande calcio.

L’ultima rete, in ordine cronologico, è quella realizzata a San Siro domenica sera. Il raddoppio bianconero in casa del Milan che di fatto ha chiuso la gara. Cancelo sfonda sulla destra e batte verso la porta di Donnarumma, la respinta arriva proprio sul destro di CR7, che da lì non sbaglia mai. Palla sotto la traversa e sono 8 in dodici partite di campionato con la maglia della Juventus.

Ma sarebbe riduttivo concentrarsi solo sui gol messi a segno dal portoghese. Il suo apporto è totale: viene a prendersi il pallone, allarga la manovra, gioca di sponda, imbuca per i compagni. È un Cristiano Ronaldo diverso rispetto a quello visto nel Real Madrid, molto più inserito nel gioco e nella manovra d’attacco. E anche i numeri dimostrano l’evoluzione di un campione già completo.

Cristiano Ronaldo, Juventus
L’attaccante della Juventus, Cristiano Ronaldo (33 anni)

Cristiano Ronaldo, altro record: ecco i tiri con la Juventus

Con quello di domenica l’attaccante della Juventus è arrivato a un passo dalla vetta. La classifica marcatori vede ancora Piatek al primo posto, ma CR7 è lì, a un passo. Ma lui non si accontenta di diventare il capocannoniere della Serie A, vuole primeggiare in tutte le classifiche. Sempre a caccia di un nuovo record che lasci tutti a bocca aperta. Detto, fatto. Nessuno come lui partecipa alle azioni offensive della propria squadra.

Un fenomeno che dopo aver vinto tutto ha lasciato i blancos spagnoli, cercando e trovando nuovi stimoli all’ombra della Mole, con una dedizione al lavoro, una mentalità ed una cura nei dettagli che solo i grandissimi del calcio sanno avere d’altronde la carta d’identità recita 33 anni ma non è azzardato paragonare il suo fisico scultoreo a quello di un 24/25 enne biologicamente potrebbe averne tranquillamente 28/29 per la cura maniacale che ha di sè, tralasciando il lato vanitoso per così dire, sempre sui cartelloni pubblicitari delle migliori marche di vestiti, profumi, intimo ecc. ecc. che non stiamo a precisare, sempre richiestissimo anche dagli stilisti, la perfezione della cura del proprio corpo maniacale quasi all’eccesso, ma fondamentale in una società in cui oggi proprio l’apparenza, l’aspetto e l’estetica la fanno da padrone.

Sotto una galleria fotografica del fenomeno portoghese.

SOPRA PROVE TECNICHE DI ROVESCIATA IN ALLENAMENTO

LA ROVESCIATA DI CR7 ALLO JUVENTUS STADIUM ED IL RINGRAZIAMENTO POST

GOL, IL MOMENTO FORSE IMMEDIATAMENTE SUCCESSIVO ALLO SCOCCARE DELLA SCINTILLA CON I TIFOSI E LA SQUADRA, CHE PORTERA’ POI AL TRASFERIMENTO A TORINO DI QUESTA ESTATE.

immagine celebrativa di C. Ronaldo subito dopo l’ufficialità con la maglia della Juve

CR7 POCHI MINUTI PRIMA DELLA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE ALLO STADIUM

LE PRIME ESULTANZE ALLO STADIUM CONTRO IL SASSUOLO

5 CHAMPIONS LEAGUE IN BACHECA

MINI COLLAGE DEI TROFEI VINTI – LE C. LEAGUE VINTE DAL PORTOGHESE SONO 5

RONALDO ELEGANTISSIMO CON UNO DEI CINQUE PALLONI D’ORO VINTI

C. RONALDO AD UDINE ESULTA CON BETANCUR ENTRAMBI ANDRANNO A SEGNO PER IL 2 A 0 DELLA JUVE ALLA DACIA ARENA

un pensiero personale su CR7

RONALDO IL CYBORG PORTOGHESE TESTIMONIAL DELLA NIKE

ESULTANZA CON LA MAGLIA DELLA NAZIONALE PORTOGHESE ALL’ULTIMO MONDIALE DOVE E’ STATO PROTAGONISTA DI OTTIME PARTITE, CON 4 GOL MA ELIMINATO AD OPERA DELL’URUGUAY DI CAVANI AGLI OTTAVI. I PORTOGHESI HANNO VINTO IL TITOLO EUROPEO CON RONALDO NEL 2016, MA PROPRIO IN FINALE A CAUSA DI UN INFORTUNIO DURANTE LA PARTITA CONTRO LA FRANCIA DOPO POCHI MINUTI LO HA COSTRETTO A LASCIARE IN CAMPO RELEGANDOLO IN PANCHINA, SPETTATORE TIFOSO D’ECCEZIONE, NON POTENDO DARE IL SUO CONTRIBUTO, LA SUA NAZIONALE HA COMUNQUE VINTO AI SUPPLEMENTARI LA FINALISSIMA ED E’ LA SQUADRA DETENTRICE DEL TITOLO EUROPEO PER QUANTO CONCERNE LE NAZIONALI.

LA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE

L’ESORDIO IN MAGLIA GRIGIO / ORO SUL CAMPO DEL CHIEVO VERONA