Cacciari contro il green pass/ Le osservazioni del prof. Luigi Imperato

È stato tanto il clamore suscitato dalla nota congiunta dalla nota congiunta di Agamben e Cacciari contro il Green pass. Per questa ragione, pubblichiamo delle osservazioni del professor Luigi Imperato 

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Una volta stabilito il principio che, nel corso di una pandemia, si preserva tanta più libertà quanto più si limita il contagio – principio di per sé ovvio, dato che una comunità assediata dalla malattia è una comunità impedita nella sua libertà dalla malattia stessa -, diventa facile capire che la giustezza di provvedimenti restrittivi, quali il green pass o l’obbligo vaccinale, decade da questione di principio a fatto empiricamente misurabile.

Se, al contrario, non si concorda con questo principio, tutto è contestabile. Ma perché si può non concordare col principio? Ad alcuni filosofi questo capita perché, nelle loro analisi, la “realtà”, qualunque cosa sia e comunque vi si acceda, è comunque sempre subordinata all’ “ordine del discorso” (rendendo così anche inservibile un concetto che, invece, ha senz’altro un utilizzo proficuo nella critica politica e sociale), o, anzi, la realtà stessa non compare mai se non come figura dell’ordine del discorso. Quando questi pensatori vogliono corroborare con dati e numeri le questioni di principio che essi discutono, accade che si espongano, bellamente e inesorabilmente, a figure barbine. Ma perché? Perché fin dal principio il dato è abolito, il provvedimento è preso sempre e solo per decisione sovrana del Leviatano, che di volta in volta “inventa” le emergenze che più gli fanno comodo (ricordiamo tutti, del resto, la “pandemia inventata” del marzo 2020). In questo modo, tuttavia, ci si toglie anche la possibilità di distinguere fatti assai diversi, come l’emergenza terrorismo, la crisi finanziaria del 2008 e l’attuale crisi pandemica. E, si sa (o dovrebbe sapersi), senza distinzione non c’è esercizio del pensiero.

Si tratta di una sorta di nominalismo politico estremo ed estremizzato. I detentori del potere sono ben felici di avere a che fare con un’opposizione politico-ideologica di questo tipo, di certo condannata all’inconcludenza, perché ostile a qualsiasi discorso che non sia di pura negazione e decostruzione.

Oggi sarebbe molto utile avere degli organi in grado di operare una mediazione tra la comune e per larghi tratti giusta insofferenza nei confronti di un regime politico-economico che si avverte come negatore di diritti e di opportunità e i luoghi istituzionali, in cui si prendono le decisioni. Perché, da un lato, l’insofferenza diventerebbe finalmente politica e non sarebbe condannata a restare pura rabbia informe, dall’altro, avrebbe possibilità di incidere, o almeno di farsi ascoltare, nel processo decisionale. Insomma, la questione che mi pare pertinente è la conclamata impossibilità di pensare alla formazione di ogni “cultura” politica; è ovvio che, in questo contesto, il controllo economico-tecnologico-burocratico della società sia sempre più incontrastato ed incontrastabile.

Va da sé, infatti, che è ormai quasi impossibile pensare questa mediazione. In parte per l’organizzazione della comunicazione, sempre più “diretta”, falsamente anarchica e priva di riferimenti, in parte perché la situazione politico-culturale non lo permette.

Siamo, invece, condannati, alla guerra di comodo del potere politico-economico contro i no vax, categoria quasi inesistente, ma su cui fa gioco deviare le tensioni di un quadro sociale in fermento e in agitazione e che però non ha possibilità di sfociare in una salutare “crisi” (perché l’opposto dialettico inevitabile di ogni crisi è sempre il positivo, che si affaccia al margine del negativo che prende il sopravvento, e di cui oggi non si vede l’ombra), e alla rabbia priva di significato politico di individui condannati alla solitudine politica che, puntualmente, non riescono neanche a centrare il vero bersaglio delle loro critiche. Le quali restano strampalate e campate in aria, mentre, contemporaneamente, le cose che contano di più si decidono nell’indifferenza generale