Caivano. Chiusa la Proteg SPA. Allerta sanitaria e disagi ai lavoratori

Da circa 15 giorni che l’ARPAC e la Guardia Forestale hanno posto i sigilli all’ azienda MISO Srl ; dal 3 agosto,  ha subito lo stesso destino anche Proteg SPA. Questa incresciosa situazione si è creata nonostante entrambe le aziende siano regolarmente autorizzate per esercitare l’attività che svolgono.

Queste società operano in base ad un regolamento europeo, il 1069/09:  non seguono il decreto Ronchi sui rifiuti, ma un regolamento di tipo sanitario.

Entrambe, infatti,  raccolgono e trattano i sottoprodotti di origine animale, ovvero gli scarti ed i residui della macellazione. Tutti i residui provenienti dalla macellazione (ossa, lingua di animali, cotiche, e tanto altro ancora), unitamente a scarti ittici, come i grassi, prodotti non edibili , vengono trattati da queste aziende per essere smaltiti, in quanto non è possibile assimilarli alla frazione umida.

Gli organi competenti hanno chiuso le aziende per presunte anomalie igienico – sanitarie: un sequestro che poteva essere, probabilmente,  al momento, evitato, visti i conseguenti disagi che sta procurando. e, considerando anche che le società stanno rispondendo sulle criticità rilevate.

Tale sequestro intanto ha , ad ora, bloccato, di fatto, la raccolta di questi sottoprodotti, che hanno la necessità di essere velocemente smaltiti, viste anche le temperature molto alte di questo periodo dell’anno.

Va fatto presente che questa condizione ha generato una serie di problematiche a catena.

La Proteg conta 150 dipendenti tra quelli diretti e dell’indotto, che, al momento non stanno lavorando. A questo va aggiunto che tutto l’indotto di macelli, macellerie e pescherie a breve, di questo passo, saranno bloccate nel loro lavoro, poichè, non potendo macellare carni e pulire pesce, sono impossibilitati alla vendita. In pratica si è creato un blocco economico, poichè esiste il problema dello smaltimento.

Associazioni di categoria come l’ Aicast e l’Asso Macellai che hanno allertato la Prefettura perchè sta entrando in crisi tutto il sistema di produzione e distribuzione di questi prodotti.

La competenza e le indagini del caso sono state affidate al Tribunale di Napoli Nord.