Blitz della Guardia di Finanza, sequestrato impianto Gpl non regolare

Nella mattinata di ieri, i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Capua hanno sottoposto a sequestro amministrativo l’intero impianto di una società di imbottigliamento di serbatoi di G.P.L. con sede in Camigliano, oltre alle 200 bombole ivi stoccate ed ai due serbatoi interrati contenenti circa 77.000 litri di prodotto.

Il provvedimento odierno è stato adottato dalle Fiamme Gialle a seguito del sequestro penale di 119 bombole illecitamente detenute in quanto prive di collaudo/revisione e carenti del titolo legittimante il possesso, operato dallo stesso Reparto lo scorso dicembre, qualche giorno dopo il pericoloso incendio divampato in un’abitazione civile nel Comune di Vitulazio (CE) in cui hanno rischiato di perdere la vita due persone a causa dello scoppio di una bombola di gas.

Sulla base dei rilievi effettuati in quell’occasione i militari hanno oggi formalmente contestato all’impresa la violazione dell’art.12 del D.Lgs 129/2006 per aver proceduto al riempimento di serbatoi di terzi senza alcuna autorizzazione del proprietario.

Tra l’altro la società in parola già nel 2018 era stato oggetto di controllo da parte dei Finanzieri capuani che, anche in quell’occasione, avevano sottoposto a sequestro penale altre 523 bombole di GPL illecitamente detenute oltre alla postazione adibita alla illegale colorazione delle bombole di proprietà di altre aziende.

Il sequestro odierno è stato possibile sulla base della novella normativa introdotta dalla Legge di Bilancio del 2019, che, proprio per contrastare i fenomeni di elusione ed evasione di imposte nel settore della distribuzione di GPL, ha previsto che l’illecito imbottigliamento dal 1° gennaio 2019 costituisca presupposto legittimante il sequestro amministrativo delle attrezzature e degli impianti utilizzati dall’autore della condotta illecita.

Si è proceduto, quindi, al sequestro dell’azienda e alla segnalazione dell’amministratore alle Autorità competenti per l’applicazione della sanzione pecuniaria da € 10.000 a € 50.000 e della sanzione accessoria della sospensione dell’autorizzazione ad operare per un periodo da due a sei mesi.

L’attività odierna costituisce uno dei primi casi di applicazione della novella legislativa che ha sensibilmente inasprito il sistema sanzionatorio nei confronti degli operatori di settore che operano in spregio alle regole ed in violazione alle norme di sicurezza degli ambienti di lavoro e dei prodotti offerti sul mercato, mettendo così a rischio anche l’incolumità personale dei propri lavoratori e clienti.