Campania, per entrare serve il Green Pass. Le nuove regole per l’Italia e l’estero

Piccola guida su Green Pass e documenti da viaggio, le ultime normative per chi viaggia in Italia e all'estero

Con una nuova ordinanza anche la Campania introduce l’obbligo del Green-Pass per chiunque arrivi dall’Aeroporto Internazionale di Napoli. O, in alternativa, l’obbligo di sottoporsi ad un tampone presso i presidi all’interno della struttura. La scelta della Campania è in realtà un adeguamento a quanto già predisposto dalle autorità nazionali italiane, in linea con le direttive generali dell’UE.

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Andiamo allora a vedere nello specifico in cosa consista il Green Pass, e quali documenti servano per viaggiare.

 

COS’E’ IL GREEN PASS – Il certificato COVID digitale dell’UE (Green Pass) è un documento personale che fornisce informazioni riguardo l’avvenuta vaccinazione COVID (con data e numero di dosi effettuate), l’avvenuta guarigione dal COVID (se si è stati positivi, con validità di 6 mesi dal tampone positivo), e l’esito di un tampone negativo recente.

In Europa è valido dal 1° luglio e l’Italia permette ai propri cittadini di scaricarlo con un codice email inviato dal Ministero della Salute. Il nostro Paese lo rilascia già dopo la prima dose di vaccino, ma a livello europeo la vaccinazione si considera completata solamente 14 giorni dopo la seconda dose.

 

A COSA SERVE IL GREEN PASS – Il certificato è utile per spostarsi tra i Paesi dell’Unione Europea e le quattro nazioni in area Schengen-non UE (e cioè Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera). L’Europa ha concesso ad ogni Paese membro di gestire la propria politica di limitazioni ai viaggiatori. Il Green Pass quindi da solo non basta per entrare in molti di questi Paesi: la Francia, per esempio, richiede comunque anche un tampone con esito negativo effettuato non prima di 72 ore dalla partenza.

Chi non possiede questo documento non vedrà impedito il proprio diritto di viaggiare, ma dovrà sottoporsi ad un tampone e sostenere una quarantena per i Paesi che lo prevedono.

 

OBBLIGATORIETA’ DEL GREEN PASS– A partire dal 6 agosto in Italia possedere questa certificazione diventerà obbligatorio, sul modello francese, per partecipare a tutta una serie di attività: andare al ristorante; spettacoli, eventi e competizioni sportive; musei e luoghi di cultura; piscine, palestre, centri benessere e sportivi; sagre, fiere, convegni e congressi; parchi divertimento; sale gioco; infine concorsi pubblici.

Chi non si adeguerà dovrà ogni volta sottoporsi ad un tampone ed ottenere esito negativo.

 

ALTRI DOCUMENTI PER VIAGGIARE – Come detto, non tutti i Paesi UE si accontentano del solo Green Pass. Esiste un altro documento chiamato EU PLF, sigla di European Passenger Locator Form. I Paesi che lo richiedono sono: Belgio, Cipro, Croazia, Estonia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Spagna.

Anche qui ci sono differenze: Cipro, Irlanda, Portogallo, Slovacchia e Spagna non lo richiedono per chi vi arriva via terra, ma solo per chi viaggia in aereo o nave. Occhio alla Grecia: il PLF deve essere compilato entro le 23.59 del giorno precedente la partenza (che visto il fuso orario, corrispondono alle 22.59 italiane).

 

RIENTRARE IN ITALIA – Ricordiamo, infine, che l’Italia richiede, oltre al Green Pass, il PLF anche per i propri cittadini che hanno viaggiato all’estero. Lo si può ricevere registrandosi sul sito (https://app.euplf.eu/#/) e compilando il modulo.

Chi non possiede il Green Pass può comunque entrare (o rientrare) in Italia, ma deve sottoporsi ad un tampone che abbia esito negativo. Ci si può rifiutare anche di effettuare il tampone, ma in tal caso si è obbligati ad una quarantena della durata di dieci giorni.