Canzoni proibite :pour ne pas vivre seul – Dalida 1972

Succede, facendo zapping con la rotella della frequenza della radio, di imbattersi in canzoni datate e che oggi solo qualche vero intenditore ascolta ancora perchè ne conosce la storia, oltre ad apprezzare sia la voce sia la carriera di colui o colei che la interpreta. A me è successo di ascoltare una canzone datata 1972: Pour ne pas vivre seul (Per non vivere da solo) della leggendaria Dalidà. Nata in Egitto da genitori calabresi, Dalidà vola a Parigi nella notte tra il 24 e 25 dicembre 1954 e diventa da subito “La Lègende du siécle ( La Leggenda del secolo)”. Ci vorrebbero migliaia di articoli per raccontare sia la vita sia la carriera della Diva Italo-franco-egizia. Al momento della sua morte, avvenuta per sua volontà, nel 1987 aveva venduto più di cento milioni di dischi cantando in molte lingue: italiano, francese, spagnolo, tedesco, inglese, giapponese, ebraico, fiammingo… A tutt’oggi, le stime ufficiali, parlano di oltre 120 milioni di dischi venduti. Tra le migliaia di canzoni che Dalidà cantò, dunque, “Pour ne pas vivre seul” rappresenta una delle tante battaglie interpretate dall’artista.

La canzone, senza troppi orpelli o giri di parole, parla della solitudine che attanaglia l’essere umano e la voglia di far finta di di non vivere in solitudine. Un amore per quanto possa sembrare eterno somiglia a un soffione: basta un alito di vento e non esiste più. La canzone fu censurata dalle radio e dalle televisioni: parla (siamo nel 1972) di ragazze che per non vivere da sole amano altre ragazze… ragazzi che sposano (fanno l’amore) con altri ragazzi… di chi fa figli e poi li lascia al proprio destino… di chi vive con un cane… con una rosa… di chi inventa storie… di chi si affida a una croce… di chi accumula denaro, palazzi e inventa serate noiose con amici inesistenti… tutto per avere l’illusione di non vivere da soli. Il teso, forte e, appunto deciso, è impreziosito dalla stupenda voce di Dalidà che sembra quasi farci assistere a un film mentre la si ascolta… Si vive aspettando la primavera e quando questa passa, si aspetta la prossima… con la certezza che mai è stata fabbricata una bara a due piazze. Eppure l’amore si cerca, si desidera, si inventa.