di Pasquale Iorio Le Piazze del Sapere
Dopo tante denunce ed allarmi lanciati per decenni sulla stampa, dagli studiosi ed associazioni culturali (A partire da Italia Nostra ed Apollon) il disastro annunciato e temuto è diventato triste realtà. Ieri è crollato un pezzo di cinta muraria eretta nell’epoca romana, che gli antichi romani costruirono per proteggere dalle frane l’originario tempio dedicato a Diana Tifatina, dove oggi sorge la Basilica benedettina Basilica benedettina di S. Angelo in Formis, un vero gioiello dell’arte e della civiltà, anche religiosa.
Altro che patrimonio Unesco!
Come già avevamo segnalato come associazioni ed Italia Nostra, si aggrava e rimane estremamente preoccupante lo stato di conservazione e del decoro della Basilica benedettina presso Capua.
A destare l’allarme principale sono, considerata la complessità geologica del sito, la precaria stabilità del muro di contenimento alle sue spalle che regge la collina sul retro, la presenza datata di numerose cave e la mancanza di qualsiasi intervento per la salvaguardia dell’edificio stesso.
Risale al dicembre del 2007 il primo intervento di somma urgenza da parte della Soprintendenza BAPS di Caserta per la pulizia dei canali di scolo retro-absidali e il posizionamento dei rilevatori per monitorare le lesioni presenti sugli affreschi dell’abside e delle navata centrale (lato destro) a seguito delle prime segnalazioni di “movimento” delle fondazioni della Basilica, specialmente in corrispondenza degli appoggi delle colonne tra la navata centrale e quella destra, attribuito allo “scivolamento” tra le due falde sottostanti la Chiesa (argillosa e rocciosa).
Da poco si sono completati gli ultimi decennali lavori di ristrutturazione e restauro degli affreschi. E finalmente la chiesa è stata liberata dai ponteggi. Ma rimane precaria la situazione statica e dell’assetto idrogeologico circostante, devastato da scempi edilizi ed urbanistici. A distanza di anni alle indagini diagnostiche ancora non è seguito alcun intervento di salvaguardia per la chiesa, anzi si deve rilevare che complessivamente lo stato di degrado è peggiorato.
Il quadro fessurativo, ancorché monitorato, continua a compromettere lo stato di conservazione del ciclo degli affreschi; una lesione nel senso verticale di notevole portata si nota nell’abside ed altre lesioni si rilevano sulle pareti ed arcate delle navate laterali e della cappella laterale destra. Si nota anche il persistere di umidità di risalita specie sulla parete sinistra: all’esterno si notano macchie di umidità invece sul retro dell’abside.
Il muro di contenimento sul retro, il tetto delle cappelle laterali ed il campanile presentano numerosi cespugli infestanti. Lo slargo antistante la Basilica è poco curato e mantenuto: le alberature tipiche mancano in alcuni punti o stanno morendo. Gli impianti elettrici e di illuminazione si rilevano poco consoni ed adeguati all’importanza del sito, con la presenza di fili volanti e di tubature bianche e vistose fuori traccia per l’impianto del cancello elettrico di accesso al piazzale della Basilica. La cartellonistica esplicativa del sito è poco attenta e lasciata all’incuria.
Per tutti questi motivi non è più rinviabile un intervento sulle problematiche strutturali e sul decoro dell’edificio e un monitoraggio continuo delle condizioni idrogeologiche di tutta l’area afferente alla Basilica e si CHIEDE agli enti in indirizzo di provvedere per quanto di competenza. Occorre in modo urgente un’approfondita indagine e monitoraggio sul reale stato di dissesto delle fondazioni e sulle cause che determinano le lesioni che interessano gli affreschi, al fine di approntare una corretta progettazione degli interventi necessari a garantire la tutela di un monumento di così elevato interesse storico artistico.
Note storiche
*La chiesa, fu edificata al tempo dell’abate cassinese Desiderio ( 1057-1087) sulle vestigia di un più antico edificio eretto dai Longobardi al loro santo protettore, l’Arcangelo Michele (VI o VII sec. d. C.) sui resti di un tempio dedicato a Diana.
E’ un semplice edificio basilicale privo di transetto, a tre navate e tre absidi,: noto soprattutto per essere una delle chiese medievali dove meglio è conservato il preciso programma iconografico costituito dalla successione ordinata delle pitture parietali che restituisce nel suo insieme una Bibbia per immagini, nel solco della tradizione bizantina
L’interno della chiesa presenta una pressoché totale decorazione murale: nell’abside centrale troneggia grandioso, circondato dai simboli dei quattro Evangelisti, il Cristo in Maestà, benedicente, assiso su un trono tempestato di pietre preziose, all’orientale. Lungo le navate della chiesa si dipanano le scene dell’Antico .e Nuovo Testamento. Dell’intero ciclo si conservano all’incirca una sessantina di scene.
Sulla parete della controfacciata, il grande affresco col Giudizio Finale, diviso da cinque registri orizzontali è dominato dalla maestosa figura del Cristo Giudice,
– Italia Nostra Marzo 2017