CAPUA
I Giovedì al Museo campano, con il prof. Massimo Capaccioli “I Cieli immensi parlano dei grandi dei la gloria”
CAPUA – Nell’ambito del quarto incontro dei cosiddetti “I Giovedì al Museo Campano. Connessioni tra Miti e Storia dall’Antico al Contemporanei”, Giovedì 10 maggio 2018, con inizio alle ore 17,30, a Capua nella splendida location del “Museo Campano”, sito in Via Roma, ci sarà l’incontro con il professore emerito di Astrofisica dell’Università “Federico II”, Massimo Capaccioli, che terrà una relazione dal tema; “I cieli immensi parlano dei grandi dei la gloria”. Come si legge nelle locandina che annuncia l’evento dal grande valore culturale: “Il firmamento è come il trailer d’un grande libro di fiabe: una raccolta di storie, di miti e di personaggi per lo più inventati, concepita per battezzare i corpi celesti, riconoscerne la radice divina e insieme memorizzare posizioni e configurazioni così da orientarsi nell’intricato dedalo delle stelle. Sfogliamone insieme qualche pagina”. Maremmano di Castel del Piano (Grosseto), classe 1944, Massimo Capaccioli, è stato per anni il faro accademico degli studi di astronomia all’Università di Padova, fino agli inizi degli anni ’90, quando ha eletto la Campania a sua dimora adottiva guidando per tredici anni l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte e trasferendo il suo insegnamento di professore ordinario di astronomia all’Università degli Studi di Napoli Federico II, dove oggi è professore emerito. Già artefice, tra le sue tante imprese scientifiche, della realizzazione del più potente telescopio del mondo all’interno dell’Osservatorio astronomico cileno del Paranal, in seno all’Unione Astronomica Internazionale, all’Agenzia Spaziale Europea, al Centro italiano di Ricerche Aerospaziali e alla Società Astronomica Italiana, che ha presieduto per oltre un decennio, i suoi studi sono divenuti celebri in tutto il mondo fino al tributo speciale ricevuto in Russia nel 2017 quando gli è stata tributata la terza laurea honoris causa internazionale nell’Università Statale Karazion di Kharkiv, molto nota a livello internazionale per aver avuto nel suo corpo docenti ben tre premi Nobel. Dopo la direzione dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte, che è stata anche la sua casa per oltre dieci anni ricchi di animazione scientifica e culturale della città, Massimo Capaccioli ha scelto negli ultimi anni come sua dimora quella che lui ricorda essere la “città di Spartaco e di Annibale”, Santa Maria Capua Vetere, dove vive a due passi dall’Anfiteatro Campano, impegnato spesso prima persona in numerose attività di valorizzazione di uno dei siti archeologici più belli del mondo. Il Museo Campano è stato protagonista di un’articolata opera di restauro, riqualificazione architettonica, tecnologica e multimediale sulla scorta di un bando internazionale promosso dalla Provincia di Caserta. Il Museo Campano è uno scrigno prezioso che custodisce tesori e testimonianze millenarie della civiltà non solo campana, ma del territorio italico e mediterraneo. È ubicato in una posizione geografica strategica: nel cuore della Campania Felix, nella parte antica di Capua, città famosa della Roma Imperiale, a “due passi” dal grande attrattore culturale della Reggia di Caserta. Il Museo Campano di Capua, fondato dal Canonico Gabriele Iannelli nel 1869 e inaugurato nel 1874, è di proprietà dell’Amministrazione provinciale di Caserta. Si trova all’interno dello storico Palazzo Antignano, dono dei principi di San Cipriano al Comune di Capua; esso risale al IX secolo e incorpora in sé i resti della chiesetta di San Lorenzo ad Crucem di età longobarda e del seggio, detto “degli Antignano”, uno dei tre Seggi nobiliari della città. Il complesso museale è oggi strutturato in 5 aree: Archeologica, Medievale, reperti Rinascimentali, Pinacoteca e Biblioteca. Tra i visitatori rientrano principalmente gli studenti delle scuole medie e degli istituti superiori, così come numerosi studiosi e turisti provenienti dall’Italia e dall’Estero.