Capua. Il Museo Campano CHIUSO nonostante che i turisti chiedano di visitarlo

di PASQUALE IORIO

Stamattina sono stato contattato da alcuni amici del Nord (tour operators) in visita nella nostra provincia. Mi hanno chiesto se si poteva visitare il Museo Campano, in alternativa alla lunga fila per l’accesso alla Reggia Vanvitelliana. Volevano vedere le sale delle Matres Matutae, quelle di Federico II e di Mommsen. Con amarezza ho dovuto rispondere che il Museo era chiuso, così come è avvenuto anche per Pasquetta e probabilmente capiterà anche per il ponte del 1 Maggio. Purtroppo sono le conseguenze dello stato di abbandono, senza adeguate competenze di gestione e con gli addetti ridotti al minimo, senza risorse per attività di promozione, ma anche per la normale manutenzione.

Bisogna lanciare un grido di allarme alle varie istituzioni competenti: è giunto il momento di fare scelte chiare e coraggiose. E’ ora che il Mibact, la Regione Campania scendano in campo, a fianco degli enti locali (provincia di Caserta e Comune di Capua). Un ruolo decisivo possono giocare anche il mondo del terzo settore e del volontariato, dell’università, insieme con le forze socaili e produttive, con le imprese (a partire dalla Camera di Commercio che è partner nella Fondazione Casa Hirta, costituita dalla Provincia per supportare progetti e programmi di sviluppo nel settore del turismo e beni culturali).

E’ inconcepibile che monumenti di prestigio – come il Museo Campano ed anche altri – siano inagibili, chiusi al pubblico in questi giorni di grande afflusso turistico. In questo modo si perdono risorse econonomioche, perdiamo di credibilità e di immagine agli occhi del mondo. In questo modo l’agonia del Museo Campano diventa drammatica ed inquetante. Di fronte a questo scandalo di incompetenza ed incapacità di governo è giunto il momento di indignarsi, di non cedere allo sconforto ed alla rassegnazione, di far sentire con forza il grido di rabbia e di condanna di tutti i cittadini consapevoli, delle persone e delle associazioni che da tempo si stanno battendo per ridare un futuro e dignità ai nostri beni più preziosi: quelli ambientali, artistici e storici su cui si fondano le radici della nostra civiltà, della nostra identità e memoria civica.