CARDITELLO. DOTT. DOMENICO BOVIENZO – FONDAZIONE CARDITELLO- : ” LA RIQUALIFICAZIONE DELLA REGGIA LEGATA ALLA COLLABORAZIONE CON ORDINI PROFESSIONALI”

di GIOVANNA PAOLINO

SAN TAMMARO. ” La Reggia di Carditello , nonostante tutto, continua a vivere  una situazione di degrado e di abbandono. Serve una maggiore sinergia istituzionale e professionale “.

Queste le parole del Dott. Domenico Bovienzo, Agronomo, da tempo impegnato con l’Ordine Professionale della Provincia di Caserta, in importanti opere legate alla riqualificazione del territorio.

”  Nonostante le buone intenzioni del  Presidente della Fondazione Reggia di Carditello , l’ex Ministro  Luigi Nicolais, il sito borbonico non e’ fruibile come , invece, avrebbe dovuto essere    –  continua Bovienzo –  le  stanze della Reggia , ad esempio, non sono messe a progetto e non sono risanate . Sarebbe necessario che la Fondazione Real Sito di Carditello si interfacciasse con gli Esperti e con i Professionisti della Fondazione Carditello per  stilare un programma operativo in grado di riqualificare concretamente il sito borbonico “,

Ancora una volta, Domenico Bovienzo non le manda certamente a dire laddove si tratta di intervenire per la tutela del territorio.

Ma procediamo con ordine.

Il Real Sito di Carditello, conosciuto anche come Reggia di Carditello, è una residenza borbonica dedicata alla caccia, all’allevamento dei cavalli di razza reale e alla produzione agricola sperimentale.

Dal 2016 il complesso monumentale è gestito dalla La Fondazione Real Sito di Carditello, costituita dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dalla Regione Campania e dal Comune di San Tammaro per promuoverne la conoscenza, la protezione, il recupero e la valorizzazione.

” Questo tipo di  gestione – afferma Domenico Bovienzo – da sola non basta a sortire gli effetti voluti . Serve una maggiore e piu’ programmata sinergia  della Fondazione Real Sito di Carditello con gli Ordini professionali del nostro territorio per consentirne una piu’ efficace riqualificazione”.

E non a caso , nel mese di aprile 2017, e’ stata iscritta, presso la Prefettura di Caserta  la ” Fondazione Carditello ” al n.645 delle Persone Giuridiche.   Un percorso lungo quello della Fondazione Carditello se si pensa che  il relativo atto costitutivo e’ stato siglato , dinanzi al Notaio Orsi, in data 8 settembre 2013 e  di cui , in un primo momento, la Prefettura  di Caserta non  volle effettuare l’omologazione.

Sono ben 11 gli Ordini Professionali che hanno  costituito la Fondazione Carditello:  l’Ordine dei Dottori Agronomi, l’Ordine degli Architetti, l’Ordine degli  Avvocati, l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, l’Ordine dei Geologi, l’Ordine degli Ingegneri, il Consiglio Notarile, il Collegio dei Periti Agrari, il Collegio dei Periti Industriali, l’Ordine dei Medici Veterinari. Ha chiesto di partecipare l’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

” In realta’ – precisa Domenico Bovienzo –  all’interno del gruppo operano ben 18 Ordini Professionali  iscritti al CUP, anche se ben 20 gruppi hanno formato l’atto costitutivo della Fondazione,  tra cui la Camera di Commercio e l’Universita’,  per un totale complessivo di 20mila Professionisti  disposti ad operare a titolo gratuito per la riqualificazione della Reggia di Carditello”.

La Fondazione Carditello si propone come finalita’  quello di restituire alla Reggia gli antichi splendori ed il suo reale valore storico e artistico attraverso la partecipazione aperta di tutti gli Ordini Professionali determinati a perseguire le finalita’ indicate nello Statuto.

Entro il 15 novembre 2017, intanto, si dovrebbe svolgere le elezioni per il rinnovo del Direttivo della Fondazione :  secondo indiscrezioni, agli Ordini degli Ingegneri dovrebbe andare la Presidenza , mentre in pool position per gli incarichi direttivi vi sono l’Ordine degli Agronomi e l’Ordine degli Architetti.

” Ci auspichiamo – conclude Domenico Bovienzo – che si attivi in tempi rapidi la collaborazione tra Fondazione Real Sito di Carditello e Fondazione Carditello per consentire alla Reggia borbonica di fare , finalmente, la sua parte nel percorso istituzionale e culturale del nostro territorio. Senza l’intervento degli Ordini Professionali  della Fondazione Carditello non vedo possibile alcun effettivo programma di riqualificazione del sito”.