Carinola – Il cortometraggio “Alba di Fuoco” tratto dal nuovo romanzo dello scrittore Alessandro Zannini

È stato realizzato tra Casanova di Carinola, nel meraviglioso Convento di San Francesco, e Falciano del Massico, presso la Masseria Santoianni di proprietà Pino FAVA, il cortometraggio “Alba di fuoco” tratto dal nuovo romanzo dello scrittore Alessandro ZANNINI, edito da Mediterraneo

CARINOLA – È stato realizzato tra Casanova di Carinola, nel meraviglioso Convento di San Francesco, e Falciano del Massico, presso la Masseria Santoianni di proprietà Pino FAVA, il cortometraggio “Alba di fuoco” tratto dal nuovo romanzo dello scrittore Alessandro ZANNINI, edito da Mediterraneo.

“Un’esperienza davvero unica” – ha dichiarato il regista Antonio PISANO, – “e confesso che è la prima volta che mi capita di commuovermi dopo aver visionato il filmato al termine del montaggio. Già il romanzo di Zannini, a mio modesto avviso, è un capolavoro della letteratura contemporanea: struggente, coinvolgente, emozionante; poi, il luogo dove sono state effettuate le riprese, un’oasi di misticismo che induce alla serenità e alla preghiera; infine la naturalezza e la spontaneità di tutti i partecipanti – da Padre Giovanni Siciliano, rettore del Convento e le Suore, a Maria Luigia Malaspina, a Massimo Di Donato, a Marinella Parente, a Silvana Cerrone, fino alla straordinaria Giada Bocchino -con le quali hanno interpretato i rispettivi ruoli, ebbene, tutto ciò ha reso questo cortometraggio un’occasione privilegiata per interrogarsi sui temi della Fede, sulla storia del nostro territorio tra la fine dell’800 e l’inizio del secolo successivo, sui nostri avi e le condizioni sociali ed economiche del periodo.

Mi auguro>> ha concluso Pisano, “che si faccia avanti qualche Produzione illuminata e visionaria per trasformare questo lavoro in un film o in una fiction televisiva”. “Alba di fuoco”, ennesimo successo editoriale, di Alessandro ZANNINI, è la narrazione della vicenda umana e spirituale di una figlia della provincia casertana, Maria Teresa COPPOLA, la quale sin “dall’uso della ragione” avverte prepotente il desiderio di divenire sposa di Cristo.

Dopo una lunghissima battaglia contro i genitori, riesce ad entrare del Monastero di clausura delle “Trentatré” di Napoli. Ammalatasi ben presto di tubercolosi, morirà a soli 39 anni assistita dal “medico dei poveri” Giuseppe MOSCATI. Attualmente, per la venerata di San Cipriano d’Aversa, è in corso il Processo di Beatificazione.