Casal di Principe: fobie da Coronavirus

Il messaggio del sindaco Renato Natale

CASAL DI PRINCIPE– Sulla sua pagina facebook, il sindaco Renato Natale ha pubblicato un post attraverso il quale rassicura quanti ,probabilmente impauriti dal coronavirus, manifestano allarmismi privi di fondamento.

Tra l’altro, il diffondersi del Coronavirus coincide con la fin troppo sottovalutata influenza stagionale. Siccome i più colpiti sono proprio i bambini, come confermano i dati del ministero della Sanità, i genitori sono molto in ansia, anche se in Italia non c’è nessuna emergenza da Coronavirus.

Sul tema delle psicosi collettive è intervenuto anche il Ministro della salute Speranza che ha dichiarato-“non bisogna creare allarmismi, perchè la situazione è sotto controllo. Ci sono solo 21 casi in tutta Europa. Stiamo parlando di numeri residuali“.
Proprio per questo motivo, prima di allarmarsi, è necessario verificare le fonti delle notizie onde evitare di assumere atteggiamenti dettati da impulsi e fobie.

Ecco il post del sindaco di Casal di Principe

Nella giornata di ieri, voci incontrollate e destituite di fondamento hanno provocato un pò di allarme, in particolare nell’ambiente scolastico di uno degli istituti della città. Per tranquillizzare tutti vi ricordo che l’Italia è uno dei Paesi al mondo dove il sistema dei controlli sanitari è tra i migliori (dato riconosciuto da tutti i Paesi d’Europa). Pertanto, siate sicuri e tranquilli che qualsiasi possibile pericolo per la salute sarebbe stato immediatamente attenzionato dalle autorità sanitarie attraverso provvedimenti urgenti, allertando la popolazione. TUTTO CIO’ NON E’ AVVENUTO. Il sottoscritto, come autorità sanitaria locale, sarebbe stato il primo ad essere avvisato, ma nessuna notizia di contagio e/o di pericolo è mai arrivata al mio ufficio. Purtroppo, capita spesso che in situazioni simili una falsa notizia determini il panico collettivo. Evitiamo di diffondere notizie non accertate, evitiamo di creare allarmismi inutili e continuiamo in tutta tranquillità le nostre quotidiane occupazioni, agli studenti dico: andate a scuola