CASAPESENNA. DON MICHELE BARONE PROPRIETARIO DI UN ALBERGO A MEDJUGORIE . E INTANTO IL PRETE PRONTO A DENUNCIARE I SUOI ACCUSATORI

Si e’ svolto , il 27 febbraio 2018,   l’interrogatorio di garanzia di  Don Michele Barone, arrestato con l’accusa di violenza aggravata su una minore di 13 anni. Il sacerdote  ha respinto per tre ore le accuse mosse dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Il prete ha inoltre, fatto intendere di voler adire alle vie legali contro due delle ragazze che lo hanno denunciato per violenze sessuali e maltrattamenti. L’avvocato del sacerdote, Carlo Taormina, provvederà anche a presentare appello al Riesame, chiedendo la scarcerazione del suo assistito.

La difesa di Don Michele Barone nega decisamente le   accuse mosse dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, che aveva disposto l’arresto del sacerdote per violenza sessuale e maltrattamenti.

Saranno sentiti nelle prossime ore anche i genitori della minorenne e il dirigente della pubblica sicurezza Luigi Schettino, attualmente tutti ai domiciliari.

Secondo gli inquirenti, qualora una delle due vittime avesse opposto resistenza alla violenza sessuale, quest’ultima “sarebbe stata certamente” punita dalla Madonna, da San Michele e da altre figure religiose :qualora una delle due vittime avesse opposto resistenza alla violenza sessuale, quest’ultima “sarebbe stata certamente” punita dalla Madonna, da San Michele e da altre figure religiose.

Inoltre un’altra vittima minorenne sarebbe stata indotta ad abusi sessuali, maltrattata e costretta a cibarsi di solo latte al fine di “purificare l’anima”

Queste le minacce che sarebbero state avanzata dal prete subito sospeso dalla Diocesi di Aversa.La polizia ha acquisito centinaia di documenti, tra i quali una sorta di libro mastro con l’elenco delle somme che don Barone avrebbe anticipato di tasca sua per consentire a diverse centinaia di fedeli indigenti di intraprendere il viaggio a Medjugorie e Cracovia.  Il parroco tra l’altro prima anticipava soldi e poi minacciava i fedeli.

Ma non e’ tutto.

A puntare il dito contro Don Michele Barone la seguace che si e’ distaccata dal gruppo di Medjugorie, una finta indemoniata, che ora collabora con i Pm  sta parlando con i pm che hanno acquisito un video in cui la si vede dibattersi e urlare di essere il “diavolo in persona” mentre il sacerdote la esorcizza.  La donna ha dichiarato di essere stata plagiata  e di essersi comportata in questo modo per  assecondare le aspettative del prete .

A quanto pare , secondo la sua testimonianza,  Don Michele  Barone sarebbe proprietario di un hotel a Medjugorie dove egli era solito organizzare pellegrinaggi ai quali prendevano parte anche vip e personaggi del mondo dello spettacolo.

Questa circostanza si andrebbe  a sommare  all’altra e , cioe’  che  uno dei veggenti è proprietario di un’agenzia che organizza viaggi spirituali.

Intorno a    Medjugorie , dunque , ruotano tanti soldi  e Don Michele Barone  sembra essere il punto centrale di questo ” affare religioso “.

Al momento , restano irrisolte ancora molte domande e , cioe’ ,  come il sacerdote sia riuscito a procurarsi i  cospicui fondi utilizzati  per le iniziative di  conversione e di esorcizzazione  e per i pellegrinaggi; restano da accertare  quali siano effettivamente le proprieta’ di Barone  in Italia e a Medjugorie  e che tipo di rapporto esista tra lui e le veggenti.