Si e’ tenuto ieri, presso la Procura di Santa Maria C.V., l’incidente probatorio relativo alla vicenda giudiziaria di Don Michele Barone, il sacerdote accusato di esorcismi illeciti. Incidente probatorio del caso Don Michele Barone.
L’Avvocato Carlo Taormina, difensore del prete, ha portato in Tribunale una serie di foto volte a dimostrare che i riti praticati dal suo assistito fossero accompagnati dal consenso dei soggetti coinvolti.
Le due vittime maggiorenni del sacerdote di Casapesenna che lo hanno denunciato per maltrattamenti, percosse e violenza carnale hanno confermato le accuse. E hanno aggiunto che si sentivano completamente in balia del prete. E che il sacerdote aveva una tecnica per tenere sotto controllo i suoi adepti.
Anche Luigi Schettino, il poliziotto che è finito ai domiciliari, era legato al sacerdote ed era sotto il suo controllo. Tanto che in questa fase del dibattimento esce ridimensionato, perché una delle due vittime ha dichiarato che era uscito dalla setta poco prima del violento esorcismo sulla minorenne.
“Sa chi è Milleocchi? Lei si svegliava al mattino con tagli sulle braccia? Con la “S” di Satana sulla lingua? Con incisa sulla pelle la scritta Hell Satana?” – ha domandato Taormina ad una delle giovani interrogate, come riportato dal ‘Mattino’. “Quella specie di “S” era dovuta all’apparecchio per l’estensione del palato che tutt’ora porto. Sì, mi comparivano dei tagli sulle braccia che poi sparivano in poco tempo, ma non so se queste in foto sono le mie braccia” – ha spiegato la ragazza.
Le due ragazze sentite in fase d’indagine preliminare hanno svelato agghiaccianti retroscena: Barone sarebbe riuscito a plagiare mentalmente i suoi seguaci e a condizionare la loro vita, convincendoli che se fossero usciti dalla “setta” le conseguenze per loro sarebbero state “pianto e stridore di denti”. Esisteva un codice da rispettare: “Guai a frequentare chi esce dalla setta, se li è portati il diavolo, se parlate con loro prenderà anche voi”.
Si è parlato ancora degli abusi sessuali poiché una delle delle ragazze ha confermato i rapporti intimi cui Barone l’avrebbe costretta a sottoporsi sia in Italia che in Erzegovina, nell’hotel che sarebbe di proprietà del prete.
La stessa ragazza avrebbe subito anche sevizie nel corso degli esorcismi subiti, così come la bimba 13enne, al centro dello scandalo sollevato dalle Iene, ha già spiegato precedentemente: “Quando ci picchiava, credevamo che stesse percuotendo il diavolo”. Tutti i seguaci dell’ “esorcista” della Diocesi Aversana sono stati convinti fino a poco tempo fa che il sacerdote fosse un benefattore, ma adesso chiedono giustizia.