Casapulla – Antonio Lieto eletto vicepresidente dell’Associazione Italiana di Scienze Cognitive per il triennio 2020-2022

Antonio Lieto, originario di Casapulla e attualmente ricercatore presso il Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino e presso il laboratorio di Robotica Cognitiva dell’Icar-Cnr di Palermo, è stato ri-confermato alla vicepresidenza della prestigiosa Associazione Scientifica

CASAPULLA – Dall’11 al 13 dicembre scorso, nell’ambito della XVI conferenza annuale dell’Aisc (Associazione Italiana di Scienze Cognitive) avente come titolo: ‘The Complexity of Cognition: Multidisciplinary Approaches to Human Behavior’, si sono incontrati a Roma (presso l’Università Roma Tre) i principali scienziati e ricercatori italiani di scienze cognitive.

Si tratta di un’area di ricerca interdisciplinare che si occupa di studiare i meccanismi alla base del funzionamento della nostra mente e del nostro cervello, usando principalmente sistemi di intelligenza artificiale, neuroscienze ed esperimenti psicologici. A margine della conferenza i ricercatori hanno eletto i loro organi scientifici e il casertano Antonio Lieto, originario di Casapulla e attualmente ricercatore presso il Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino e presso il laboratorio di Robotica Cognitiva dell’Icar-Cnr di Palermo, è stato ri-confermato alla vicepresidenza della prestigiosa Associazione Scientifica per il periodo 2020-2022.

Lieto ha così bissato la prima nomina, ottenuta nel triennio 2017-2019, che lo aveva reso il più giovane vicepresidente della storia del sodalizio. «Il mio obiettivo – spiega Lieto – è quello di potenziare le attività di ricerca e di divulgazione scientifica che l’associazione mette in campo nell’ambito dei sistemi artificiali di inspirazione cognitiva.

Oggi l’Intelligenza Artificiale sta facendo passi da gigante, ma siamo ancora molto lontani dal capire come noi esseri umani riusciamo ad eseguire attività di apprendimento e ragionamento così complesse e che caratterizzano il nostro essere ‘intelligenti’. Dato questo gap di conoscenza, siamo anche lontani dal costruire sistemi intelligenti che siano in qualche modo paragonabili agli esseri umani e che siano in grado di esibire comportamenti intelligenti nelle tante ‘abilità cognitive’ messe in campo dall’uomo (e da altri animali).

Riuscire ad ottenere – conclude il ricercatore casapullese – sistemi artificiali più simili (in termini di abilità cognitive) agli esseri umani è una sfida scientifica molto importante che può aprire le porte a tante applicazioni utili (dall’ambito sanitario a quello assistenziale etc.) e ad un futuro in cui macchine ed esseri umani potranno realmente cooperare alla pari per individuare e risolvere problemi complessi».