CASERTA – Gianni Morico, imprenditore casertano titolare di numerosi panifici, finisce in carcere: dovrà scontare 6 anni e 8 mesi per la condanna incassata nel dicembre 2018. L’arresto è stato eseguito nella serata di martedì, 26 marzo 2019, in esecuzione della sentenza di Appello.
L’imprenditore, originario di Grazzanise e poi trasferitosi a Santa Maria Capua Vetere, aveva costruito un impero nel mondo della panificazione e, secondo le accuse, aveva messo il suo marchio a disposizione del clan, sia del cartello Schiavone sia di quello che faceva capo a Michele Zagaria; la tesi gli era valsa l’accusa di concorso esterno al sodalizio camorristico dei Casalesi. “Sono anni che denunciamo le influenze della camorra nel mondo della panificazione, ora i nodi stanno venendo a pettine.
L’arresto di Gianni Morico, considerato il “re del pane” di Caserta, condannato dalla Corte di Appello di Napoli per i rapporti con i Casalesi, non fa altro che rinforzare le nostre tesi: il pane della camorra esiste ed è un fenomeno che va combattuto con tutte le forze”. Lo affermano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il presidente di Unipan Mimmo Filosa. “Quando parlavamo degli interessi della camorra nella filiera della panificazione venivamo trattati con indifferenza o addirittura con ironia.
Sottolineiamo la gravità delle dichiarazioni di Nicola Schiavone, collaboratore di giustizia e il figlio del capoclan dei Casalesi, che ha raccontato di come l’imprenditore avesse messo a disposizione del clan il suo marchio. In pratica una joint venture criminale che metteva a repentaglio la salute dei cittadini”.

