Caserta: arrivano “le sardine”. Polemiche sui numeri.

Slogan e citazioni contro i populisti

CASERTA– Ragazzi e ragazze hanno sfilato per le vie della città, scandendo insieme cori come «Siamo tutti antifascisti e intonando la classica “Bella Ciao“.  Contro il leader della lega Matteo Salvini non sono mancati cori e striscioni ironici.

”Noi non abbocchiamo” e “Caserta non si lega”

Del resto, il movimento delle sardine è nato anche con il tentativo di mettere in discussione la retorica leghista.

La manifestazione di Caserta è stata accompagnata dalle parole di Francesca Pasquale, che ha manifestato la volontà di sostenere il movimento, suscitando l’irratazioni di non pochi esponenti di Forza Italia.

Tra i politici presenti Enrico Tresca (segretario cittadino del Pd Caserta), Antonio Dell’Aquila (segretario provinciale di Sinistra Italiana) e Matteo Donisi (consigliere comunale di Caserta). Nei giorni precedenti alla manifestazione vi erano state delle polemiche di ordine politico e di natura amministrativa.

I consiglieri d’opposizione al Comune di Caserta Roberto Desiderio e Riccardo Ventre hanno infatti contestato l’orario della manifestazione perché avvenuta poco dopo la Notte bianca

Non sono mancati  giornalisti che hanno puntato il dito sulla mancanza di grandi numeri di rimostranti in piazza e chi  come Nicolò Antonio Ciascunà ,su Appia Polis, ha sottolinineato limiti e pregi di tale protesta di piazza, affermando:

auguriamo -alle sardine-di servire ad elevare il processo partecipativo democratico e non partire col piede sbagliato di essere contro qualcuno. Riusciranno a non cadere nelle reti tese da navigati “rais” della pesca d’altura, riusciranno a non finire in padella, o peggio a fare la bollitura per diventare mangime? Per cui non serve contarsi, ma contare, non serve nascondersi nel mucchio selvaggio, serve presentarsi con idee nuove non farcite da ritornelli vecchi ed utilizzati per dare la caccia ai fantasmi del passato. Allora, ben sbarcate,  Caserta necessita di qualcosa di nuovo, perché nel  suo mare cheto da troppo tempo boccheggiano specie ittiche simili ai salmoni di fine ciclo vitale. Fatte attenzione a non finire come i “polpi” cotti nel proprio brodo”

 

Giudizio condivisibile, anche se in piazza ieri sera non ci sono stati solo slogan contro qualcuno, ma ferme prese di posizioni nei confronti di un modo di far politica che svilisce ogni reale confronto nella “video politica”. Il messaggio lanciato dalle sardine, al netto di ogni limite, non è certo da sottovalutare, perché ci si scaglia contro la personalizzazione della politica, per cui il cittadino è più attento alla figura del candidato che al contenuto dei suoi programmi. Del resto, non si può certo negare che i politici siano diventati dei “video leader”, che riescono ad orientare le scelte dell’elettorato facendo leva sulle emozioni ,ben sapendo che da sempre le masse sono impulsive, irritabili e suggestionabili. Ieri a Caserta è stato citato, a tal proposito, Gramsci che, a suo tempo, ha rivolto un appello contro gli indifferenti, perché la storia non è mai neutrale, è sempre militante, nel senso che insegna a discernere per poi pronunciarsi. Ecco,questi giovani stanno provando a non essere indifferenti, a dire ciò che pensano, a manifestare la loro contrarietà e ,in questo senso, il loro pronunciarsi va preso in considerazione, perché senza la necessaria dialettica sociale la politica nel senso nobile del termine muore.