Caserta. Attentato al Centro Scommesse ” Scommettendo” via De Franciscis. Non si esclude la pista dolosa.

di GIOVANNA PAOLINO

Questa mattina la citta’ di Caserta  ha avuto un brusco risveglio.

Nella notte ignoti hanno appiccato fuoco al Centro Scommesse ” Scommettendo” che si trova in via De Franciscis .

La saracinesca e’ stata bruciata e sul posto sono state trovate tracce di benzina.

In questo momento sono in atto le indagini della Polizia di Stato e dei Vigili del Fuoco che immediatamente hanno effettuato un sopralluogo per accertare l’origine dei fatti.

Non si esclude , tuttavia, la natura dolosa dell’incendio  dal momento che permane l’interesse della  criminalità associata verso i settori tradizionali del controllo del gioco d’azzardo e dei videogiochi, la gestione delle sale scommesse .

Per la Dia  tra  i vari settori più a rischio di infiltrazioni criminali, anche quello dei giochi e scommesse on-line. stupefacenti”.
Per quanto riguarda il settore dei giochi,  la criminalità organizzata ha “un forte orientamento alla diversificazione delle proprie strategie operative, interessi e investimenti, avvalendosi, per cogliere tutte le potenzialità e le opportunità offerte dalla società tecnologicamente avanzata e globalizzata, anche di figure professionali con elevata specializzazione”. “Anche il settore del gioco d’azzardo, tramite una grande disponibilità di denaro liquido e radicamento nel territorio, permette al crimine organizzato di offrire molteplici “servizi”.

I sodalizi, attraverso dei prestanome, ottengono concessioni di sale “bingo” e punti scommesse, impongono ai commercianti l’installazione di videogiochi truccati, si inseriscono nel segmento del gioco d’azzardo online – con particolare riferimento alle scommesse telematiche – riciclano denaro acquistando partite di biglietti vincenti in modo fraudolento, concedono prestiti ai giocatori, con cospicui e rilevanti introiti, arrivando persino a condizionare veri e propri eventi sportivi al fine di massimizzare i propri ricavi connessi al circuito delle scommesse clandestine”.

Dal canto suo lo Stato ha un rapporto assai controverso con il gioco d’azzardo. Da un lato finanzia campagne contro la ludopatia, ossia contro la degenerazione patologica di questo vizio. Dall’altro guadagna dalla diffusione di concorsi e scommesse perché su di esse gravano pesanti imposte. Per avere un’idea delle cifre di cui parliamo basti pensare che in Italia il giro d’affari che ruota intorno al gioco d’azzardo è stimato  in  circa 90  miliardi, una discreta fetta dei quali finiscono nelle casse dello Stato sotto forma di tasse.
Dunque se i giocatori diminuiscono o spendono di meno, come auspicano le campagne contro la ludopatia, l’erario incassa meno soldi.
Lo Stato si giustifica dicendo che la tassazione sui giochi e’ essa stessa una forma di dissuasione verso l’azzardo, ma in realtà se venissero meno i tributi garantiti dalle tasse sui giochi si aprirebbe un buco nel bilancio. E quindi, di fatto, lo Stato non ha un vero interesse a limitare la diffusione di concorsi, scommesse e slot. Come se ne esce? Credo che da questa contraddizione non si uscirà davvero mai. Del resto come diceva un vecchio ed esperto uomo politico Lo Stato e’ come il corpo umano: non tutte le sue funzioni sono nobili.