Caserta- Belvederenews a tavolino con Pio Del Gaudio

Si è tenuta ieri pomeriggio alle 16.00 la quinta lezione del corso di scrittura giornalistica organizzato dalla testata giornalistica Belvederenews. Ospite gradito della giornata è stato il giornalista già Sindaco di Caserta Pio Del Gaudio il quale ha affiancato i due docenti Adriana Di Caprio e Gabriele Luberto.

Pio Del Gaudio ha voluto regalare ai corsisti un pizzico della sua esperienza da professionista del giornalismo. Alla fine della lezione è stato inevitabile approfondire anche le vicissitudini di vita che in un passato recente ha visto protagonista proprio l’ ex Sindaco di Caserta.

“Ho sempre scritto ma non ho mai pensato a questo come mestiere- ha dichiarato Pio Del Gaudio- Ho un’attività per cui ho studiato. Non sono solo un politico”- dice- “ho fatto e faccio varie trasmissioni televisive, come quelle sul calcio. Ma ci tengo a dire che quello del giornalista è un percorso importante da fare step by step. Il giornalista è uno che racconta, ma lo deve fare, innanzitutto in una forma corretta dal punto di vista linguistico e con cognizione di causa, altrimenti rovina la vita della gente.”

Si ricorda che Del Gaudio fu ingiustamente arrestato e- dichiara- “la prima cosa che chiesi, una volta fuori, ai giornalisti che mi avevano accusato è stata: ma le notizie le avete verificate? Io, ancora oggi, mi emoziono difronte a queste cose. Ho subito tanti attacchi mediatici che mi hanno rovinato la vita. Ma oggi me ne frego.”

Alla luce della sua esperienza personale l’ex sindaco impartisce ai corsisti una lezione importante:” la penna ti dà un potere innegabile, ma la deontologia professionale è un dogma. Esiste la libertà di stampa, ma non è  giusto dire quello che ci pare. Bisogna informarsi, verificare la notizia, documentarsi e disciplinarsi. Se gli Ordini ( come quello dei giornalisti o degli avvocati) esistono, allora devono funzionare nel fissare delle regole: occorre, sotto quest’aspetto, una rigorosa riforma.”

E continua: “Bisogna studiare prima di parlare di qualcosa. Papà, maestro dell’elementari, metteva me e i miei fratelli davanti alle cartine geografiche e  c’insegnava il mondo. Oggi la gente, anche colleghi, non sa chi è il Sindaco, cos’è una Giunta.”

Del Gaudio è convinto che “Il giornalista deve correre dietro la notizia.” E a tal proposito racconta: “Quando ero Sindaco ero solito andare a correre alla Reggia e ho visto la giornalista di Rai 4 correre per 2,5 km appresso a Cosentino. Perchè? Voleva sapere cosa avesse da dire lui. Questo fa un vero giornalista, di certo non prende le notizie da Facebook o dai blog.”

“Voi diventerete raccontatori e opinionisti (vi auguro), ma lo dovete fare sempre con rispetto, tenendo presente che dietro le persone ci sono famiglie, mogli e figli. E una notizia non veritiera può causare gravi effetti psicologici a chi la subisce. Quando sono stato arrestato, solo io sapevo di essere onesto. Penso che anche mia moglie abbia avuti dubbi, alla luce di tutto quello che la Stampa raccontava.”

L’esperienza di Pio è un’esperienza singolare che c’insegna molto. La chiacchierata procede in maniera quasi amichevole  e ci racconta una vicenda esemplare: ” Mio figlio doveva trasferirsi a Milano per studiare medicina. Dopo poco tempo dalla mia scarcerazione andai per fittargli una camera. Sono stato a Milano per 5 volte . I consulenti prima si accordavano con me, poi leggendo sul web e pensando che io fossi un camorrista, inventavano milioni di scuse per non darmi la casa. Poi, scocciato di tutto questo, alla Grimaldi Immobiliare incontrai un calabrese e gli dissi tutta la verità. Lui, così, mi diede la camera per mio figlio. Questo vuol dire che il giornale deve stare attento alla notizia che divulga perchè esse possono rovinare la vita della gente. E vi assicuro che sono in carcere tantissime persone innocenti. Per non parlare della spettacolarizzazione del mio arresto: ma nemmeno Zagaria!”

La conclusione commossa di Del Gaudio: ” Il giornalista non fa copia e incolla. Deve riflettere, prima. E soprattutto: imparate a mettervi dall’altra parte, nei panni delle persone!”