CASERTA. Biodigestore, si mobilitano politici, associazionismo, cittadini e testate giornalistiche

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Biodigestore, si mobilitano politici, associazionismo, cittadini e testate giornalistiche

CASERTA – Una terra malata, avvelenata, il cui futuro è stato ipotecato in nome del “dio denaro”, “mammona”, il demone tentatore della ricchezza: “il diavolo”. È noto da decenni che una gran parte della Regione Campania vive un’emergenza ambientale e sanitaria di proporzioni enormi, una devastazione indicibile creata consapevolmente da traffici criminali di rifiuti pericolosi, nel colpevole silenzio istituzionale (o peggio ancora, in qualche caso nella piena connivenza). Una terra dove il tasso di tumori è elevatissimo e continua a crescere anche a San Nicola la Strada. Cronaca di una morte annunciata da tempo, purtroppo. Da anni gruppi di cittadini, associazioni e comitati denunciano lo scempio e la crescente mortalità per tumore. Recenti analisi dell’ARPAC Campania evidenziano idrocarburi, toluene ed altri composti nelle acque dei pozzi spia e nei suoli oltre i limiti di legge. I dati raccolti indicano che la situazione ambientale è particolarmente compromessa a causa della presenza contemporanea, in zone relativamente limitate, dei più siti inquinati. Sono: Lo Uttaro a Caserta; Maruzzella nei Comuni di San Tammaro e Santa Maria la Fossa; Regi Lagni, Termovalorizzatore di Acerra. La Regione Campania, già nel 2003 (dunque 15 anni orsono), effettuò, con l’aiuto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.), del C.N.R., della Protezione Civile, uno studio epidemiologico sulle neoplasie e sulle malformazioni neonatali presenti nella popolazione, che prese il nome di: “Trattamento dei rifiuti in Campania: impatto sulla salute umana”. I dati regionali individuarono dei comuni in cui c’era ha una maggiore incidenza di malattie tumorali e di malformazioni. Fra questi, ricordiamo: Aversa, Capodrise, Casagiove, Casal di Principe, Caserta, Castel Volturno, Marcianise, San Cipriano d’Aversa, Santa Maria Capua Vetere, San Nicola la Strada, Villa Literno, Afragola, Arzano, Caivano, Casoria, Frattamaggiore, Giugliano in Campania, Marano di Napoli, Marigliano, Melito di Napoli, Mugnano di Napoli, Pomigliano d’Arco, Sant’Antimo e Volla. A suo tempo, venne anche pubblicato un rapporto, commissionato dal Dipartimento di Protezione Civile – all’epoca guidato da Guido Bertolaso – e condotto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dal CNR, dall’Istituto Superiore di Sanità e l’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Al progetto concorsero l’Osservatorio Epidemiologico Regionale della Campania, l’ARPA Campania e le strutture sanitarie territoriali, fra cui L’ASL CE1. Questo rapporto evidenziò una forte corrispondenza tra la presenza di discariche di rifiuti e/o inceneritori e l’aumento di mortalità per cause tumorali all’interno di un’area territoriale. Ora, a distanza di tanti anni, il Sindaco di Caserta Carlo Marino vuole costruire, in località Ponteselice, un Biodigestore che dovrebbe trattare 40.000 tonnellate di rifiuti, bel oltre quelli che produrrebbe la sola Città di Caserta. I cittadini residenti nella cosiddetta “conurbazione”, ed i relativi sindaci, si sono opposti e fieramente “combattono con le armi messe a loro disposizione dalla democrazia e dalle leggi” per proteggere la loro salute e quella dei propri cari. In attesa di mercoledì 9 maggio 2018 quando ci dovrebbe essere un primo pronunciamento da parte del Tribunale Amministrativo Regionale (T.A.R.) della Campania relativamente al ricorso presentato fra l’altro dal Comune di San Nicola la Strada, proseguono senza sosta gli interventi di gruppi politici, cittadini, associazionismo, testate giornalistiche, contro la “madre di tutti gli scempi ambientali” che il Comune di Caserta vorrebbe perpetrare ai danni di una rilevante parte di territorio che comprende Caserta (77.000 abitanti), Casagiove (14.000 abitanti), Recale (8.000 abitanti), Marcianise (40.000 abitanti), San Marco Evangelista (7.000 abitanti), Capodrise (10.000 abitanti) San Nicola la Strada (23.000 abitanti) per un totale di 180.000 residenti. Infatti, il gruppo “Casagiove Adesso”, di cui è maggiore esponente proprio il sindaco Roberto Corsale, propone una assemblea pubblica nella sala consiliare il prossimo 8 maggio 2018 alle ore 18.00. Nel contempo anche il direttore responsabile della testata giornalistica online “Corriere di San Nicola” Nicola Ciaramella, d’accordo con il Comitato cittadino “San Nicola Città Partecipata ed altre Associazioni presenti sul territorio, ha organizzato un convegno pubblico dal tema; “No al Biodigestore a Ponteselice” che si terrà venerdì 18 maggio 2018, presso il Salone Borbonico di San Nicola la Strada alle ore 18.00. Al summenzionato convegno parteciperanno i Sindaci di: Casagiove, Recale, Capodrise e San Nicola la Strada, oltre ai rappresentanti delle associazioni ed esperti del settore.