Caserta. Cambiamo!: Marzo alla Regione e Zinzi Sindaco di Caserta per sconfiggere il centro sinistra

Protagonisti del nostro focus il Consigliere Comunale Massimiliano Marzo e il Consigliere Regionale Gianpiero Zinzi

La citta’ di Caserta e’ entrata, ormai, a pieno ritmo nella campagna elettorale per le Regionali 2020 dal cui esito dipenderanno alleanze e coalizioni politiche in vista del  rinnovo del Consiglio Comunale previsto per il 2021.

Una situazione nella quale, nonostante non siano stati ancora ufficializzati i candidati Presidenti a Palazzo Santa Lucia, i vari schieramenti, di destra e di sinistra, stanno affilando le armi per collocare un rappresentante cittadino nel governo regionale. Circolano gia’ i vari nomi dei probabili candidati cittadini al Consiglio Regionale: molti sono gli esponenti locali dei vari partiti intenzionati a traghettare Caserta nella politica regionale.

In questi giorni, tuttavia, noi abbiamo avuto modo di soffermarci su di una situazione che, se andasse a buon fine , potrebbe cambiare la politica casertana, sia a livello regionale che cittadino.

Protagonisti del nostro focus il Consigliere Comunale Massimiliano Marzo e il Consigliere Regionale Gianpiero Zinzi.

Ma procediamo con ordine.

Massimiliano Marzo e’ stato il Consigliere Comunale di Caserta  piu’ eletto alle amministrative del 2016, nelle file di Forza Italia: con ben oltre 800 preferenze, Marzo siede nei banchi dell’opposizione non avendo mai nascosto l’intenzione di candidarsi alla carica di Consigliere Regionale alla luce dei consensi elettorali sempre ottenuti.

Nel corso della consiliatura Marino ,Massimiliano Marzo, libero da ogni vincolo con FI, ha aderito al gruppo consiliare ” Caserta nel Cuore”, composto da Nicola Garofalo, Alessio Dello Stritto ed Emilianna Credentino, e che ha come referente politico il Consigliere Regionale Gianpiero Zinzi.

Anche Gianpiero Zinzi, nel 2018, ha lasciato Forza Italia, partito con il quale era stato eletto alla Regione Campania nel 2015, e, dopo essersi reso indipendente, ha aderito a” CAMBIAMO!“, movimento politico che a livello nazionale  fa riferimento al governatore della Liguria, Giovanni Toti.

A seguire Zinzi nel nuovo partito, fra gli altri, anche il gruppo consiliare ” Caserta nel Cuore”, e, dunque, anche Massimiliano Marzo.

Il legame tra Gianpiero Zinzi e Massimiliano Marzo potrebbe diventare una vera e propria alleanza alle prossime elezioni, sia quelle regionali che comunali, in grado di ribaltare gli attuali assetti politici.

Sono in tanti a pensare,infatti, che Gianpiero Zinzi sia molto interessato alla candidatura a Sindaco di Caserta per il 2021. Del resto, il summit  che egli ha tenuto sabato scorso presso l’hotel Royal di Caserta, nel quale ha  incontrato amministratori e quadri per dare avvio sui territori alla fase di organizzazione di CAMBIAMO!, induce a ritenere che questi rumors siano molto fondati.

E se cosi’ fosse Massimiliano Marzo, forte della sua solida posizione elettorale, potrebbe essere proprio il candidato di CAMBIAMO! alle elezioni regionali del 2020.

La consistenza elettorale di Massimiliano Marzo lo pone come il naturale erede di Gianpiero Zinzi alla carica di Consigliere Regionale in una staffetta politica  che , se si rivelasse vincente, porterebbe Marzo, una volta eletto a Palazzo Santa Lucia, a  sostenere Zinzi nella sua candidatura a Sindaco di Caserta.

Da noi contattato, il Consigliere Massimiliano Marzo ha dichiarato di avere tra i suoi  obiettivi la  candidatura al Consiglio Regionale della Campania e , soprattutto, in un‘area moderata che  da  tempo non ha  spazi di rappresentanza adeguati.

Del resto anche Gianpiero Zinzi, al summit  che si e’ tenuto sabato sera, presso l’hotel Royal di Caserta, ha parlato di “Cambiamo ” come di un area moderata sottolineando che a Caserta la classe dirigente e’ pronta al rilancio del centrodestra.

Che proprio questo sia l‘humus  dell’alleanza Zinzi -Marzo finalizzata ad espugnare  Palazzo Santa Lucia e Palazzo Castropignano?

Non ci resta che attendere i prossimi sviluppi su questa vicenda.

Per il momento, pero’,  possiamo solo concludere nel modo che spesso spiega l’incomprensibile , ovvero ” vox populi, vox dei”.