CASERTA. Camorra, appalti a imprenditori Casalesi, 2 imprenditori coinvolti

Il collaboratore di giustizia che ha dato impulso all'inchiesta è Nicola Schiavone, figlio del superboss Francesco detto Sandokan, che da tempo è collaboratore di giustizia.

CASERTA – Un pentito, poi le intercettazioni di conversazioni tra dirigenti Rfi e imprenditori finiti sotto indagine per gli appalti finiti, si presume, nelle mani del clan dei Casalesi. Il collaboratore di giustizia che ha dato impulso all’inchiesta è Nicola Schiavone, figlio del superboss Francesco detto Sandokan, che da tempo è collaboratore di giustizia.

Lui era molto legato all’altro Nicola, già coinvolto nell’inchiesta Spartacus, ma uscito indenne, e suo padrino di battesimo. Secondo quanto ascoltato dai carabinieri, l’imprenditore Nicola diceva di aver “fatto carriera” all’interno di Rfi grazie ai suoi rapporti con i Casalesi. Anche Vincenzo Schiavone, che nel processo Spartacus fu condannato a differenza di Nicola, è un imprenditore legato a doppio filo alla camorra e coinvolto nell’inchiesta che mercoledì mattina, 3 aprile 2019, ha portato a decine di perquisizioni sia a Roma che a Napoli.

Sono, al momento, una decina gli appalti finiti sotto la lente di ingrandimento dei PM Antonello Ardituro, Graziella Arlomede coordinati dell’aggiunto Luigi Frunzio, i quali ritengono che siano stati assegnati in maniera sospetta al gruppo di ditte riconducibili a Nicola Schiavone, risultate intestate a prestanome. Solo la Bcs srl, i cui uffici, come anche altri sempre a Napoli e in provincia, sarebbe direttamente riconducile all’imprenditore.