CASERTA. Centri commerciali a tutta forza: da dove vengono i finanziamenti?

di Alessandro Fedele 

CASERTA – Ormai il Lidl di Caserta è terminato ma prima c’è bisogno che via Boresellino sia completamente modificata con la costruzione di due corsie e un senso rotatorio molto vicino a via Marchesiello. L’attività commerciale, situata tra via Borsellino e via Sant’Augusto è costruita a ridosso di una realtà commerciale altrettanto simile, l’Iperion, che per una serie di ragioni di varia natura, è collassata da anni da una crisi che non trova soluzione.

Il suolo nel quale si sta procedendo all’edificazione del nuovo Centro Commerciale, era una proprietà privata in seguito venduta alla grande catena commerciale Lidl. L’appalto dei lavori, invece, è stato assegnato dall’Amministrazione Comunale.

Per chi ricorda l’intervento della Cassazione sulle zone commerciali di Caserta, la Suprema Corte ha stabilito che è consentito realizzare strutture commerciali contigue fra loro. Appunto per questo Caserta sta aprendo le porte ad altri centri commerciali. In ogni caso,  l’attuale Amministrazione Marino non può intervenire in alcun modo se non migliorando lo ‘status quo’ con una sorta di piano regolatore, con il quale si impone ai costruttori di destinare il 75% del terreno del progetto al verde pubblico oltre che alla realizzazione di un adeguato parcheggio. Per il verde pubblico l’amministrazione precisa che deve essere un’area attrezzata per lo svago dei bambini (scivoli, altalene, ecc.).

Un’altra area che prossimamente rivedrà aperto il cantiere per la realizzazione di un altro centro commerciale, avviato anni fa e poi dismesso, è quella in via Falcone, pochi metri più avanti dal Lidl e dall’Iperion, precisamente dietro il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Caserta. Sullo stesso cantiere è in progetto anche la costruzione di un parco condominiale, mentre sempre sulla stessa via, proprio difronte al cantiere alle spalle dei vigili del fuoco, è in progetto un altro centro commerciale su quel terreno da anni abbandonato e sempre proprietà del Comune. Un’Altro centro commerciale è in costruzione in via Brunelleschi, nei pressi della Last Travel e un’altro centro, il Decò, ha già aperto da mesi in via Cilea, in parco Cerasola, a pochi passi dallo storico mini market Paolo Coloniali.
Alla sentenza della Cassazione, inoltre, si aggiunge la delibera della Regione Campania del 2011, nella quale si evince che non è possibile impedire la costruzione di un’attività commerciale simile vicino all’altra. In effetti l’unico problema consistente è la troppa similarità dei diversi commerci, purtroppo non mediabili, che si addossano l’uno con l’altro.

Intanto a Caserta il malumore avanza tra i piccoli commercianti, le associazioni intervengono sempre più spesso per solidarietà a tutti i commercianti delle periferie e del centro di Caserta, ma i dati e i fatti parlano chiaro, poiché il calo in volume si è registrato già da gennaio 2018 con un picco dell’ 1,0%.  Piuttosto che registrare crescite si calcolano solo cali per i piccoli esercenti e a dirlo è Confesercenti Nazionale che ci parla di dati preoccupanti: 1,7% è il calo delle vendite del mese di febbraio con una stasi anche per le grandi distribuzioni; contemporaneo è il consumo delle famiglie in crescita dell’1,4% già da gennaio, ma i consumi di questa quota in sviluppo sono di materiale elettronico piuttosto che di beni di prima necessità. I prezzi, che il piccolo commercio non può in alcun modo abbassare, sono il grande problema dei consumatori. Chiaramente il piccolo commercio rispetto al grande (i centri commerciali) può permettersi di proporre al pubblico prodotti a prezzi ribassati abbattendo tutta la concorrenza. Al consumatore, ignaro delle problematiche finanziarie del commercio casertano del centro e della periferia, tra non molto non interesseranno più queste dinamiche, poiché la differenza di prezzo farà il suo gioco. Chi compra – almeno per la stra grande maggioranza – non sente la necessità di preoccuparsi di capire come mai una busta di latte, per esempio, in un negozio costerà 2€ e in un altro 4€.

Diverse sono le domande che ci si pone. Considerando che Caserta già dispone di un grande centro commerciale che è il centro storico di caserta, il sorgere di una concorrenza spietata porterà all’abbattimento del piccolo commercio causando posti di lavoro vacanti. Allora ci si chiede se questi numerosi punti vendita siano motivo di lavoro per i casertani o se questi nuovi posti di lavoro sono riservati esclusivamente a forestieri, considerando che già dagli anni ’80 con il bum economico edilizio, caserta fu invasa da persone provenienti da quasi tutta la Campania, e da quel momento denominati “i forestieri”, tra cui, molto numerosi, i napoletani.
Da alcuni anni, sopratutto in seguito ai sequestri e agli arresti per associazione a delinquere e riciclaggio di denaro, quel moto economico speculativo sull’edilizia è andato morendo. Adesso si assiste al subentro di una nuova corrente economica sicura, quella dei centri commerciali, la cui realizzazione e gestione sembrerebbe essere affidata ad imprese aventi sede legale non a Caserta ma a Casal di Principe. Tutto ciò lascia molte perplessità sul come sia stato possibile edificare a tutta forza centri commerciali e sopratutto da dove provengano i migliaia e miglia di euro di finanziamenti che hanno consentito e consentono tuttora la realizzazione ti tali attività commerciali.